Cottarelli (Fmi): riduzione Npl in Italia procede a "velocità adeguata"

Intervista all'uscente direttore esecutivo per il nostro Paese al Fondo, che si schiera dalla parte delle autorità italiane e contro la Bce. "Positiva" la ripresa dell'economia

I non-perfoming loan (Npl) delle banche italiane si stanno riducendo a una “velocità adeguata” che non giustifica l'urgenza sollevata dalla Banca centrale europea e dallo stesso Fondo monetario internazionale, che comunque riconosce i progressi fatti nel nostro Paese dove si aspetta per quest'anno una riduzione di Npl pari a 65 miliardi di euro inclusi i circa 18 miliardi da Unicredit, 26 miliardi da Mps dopo la sua ricapitalizzazione e altri da banche più piccole. Ne è convinto Carlo Cottarelli, direttore esecutivo per l’Italia al Fmi, che in un'intervista ad America24 ha detto che intende sollevare la questione in occasione della prossima visita a Washington di Daniele Nouy, presidente del Single Supervisory Mechanism, l’organo di supervisione bancaria della Bce.

Stock Npl si sta riducendo con "velocità adeguata"
"Lo stock si sta riducendo a una velocità adeguata. Non adiagiamoci sugli allori, ma si sta riducendo", ha spiegato Cottarelli a margine della presentazione dei rapporti macroeconomici del Fondo, nei quali viene ribadita l'importanza di ridurre i Npl nell'Eurozona, arrivati a 988 miliardi di dollari e visti scendere a 900 miliardi entro fine 2017.

"La prossima settimana avremo qui la Nouy che verrà a incontrare i direttori esecutivi europei e vorrei chiedere alcune domande su queste cose", ha aggiunto l’economista che a fine ottobre si trasferirà a Milano per dirigere il suo nuovo Osservatorio sui conti pubblici italiani. "Sono convinto che abbiamo iniziato una strada di riduzione graduale dei Npl con diversi metodi e strumenti. Alcune banche hanno deciso di venderli, altre banche di gestirli internamente. Ci sono risultati concreti. Adesso che iniziano ad arrivare risultati spero che non sorgano pressioni dall'esterno per accelerare e fare le cose ancora più rapidamente, perché non ce n’è motivo”, ha proseguito l’ex commissario della spending review sotto i passati governi di Enrico Letta e Matteo Renzi.

Schieramento con l'Italia (contro la Bce)
Cottarelli si è schierato dunque dalla parte delle autorità italiane che hanno sollevato critiche dopo la pubblicazione da parte della Bce delle consultazioni per nuove linee guida più stringenti sul trattamento dei Npl. Il fatto che queste linee guida siano state pubblicate dall'Eurotower, per Peter Dattels, vicedirettore del dipartimento Monerario e dei mercati dei capitali dell'istituto di Washington, "è un passo avanti positivo". Nella conferenza stampa a commento del Global Financial Stability Report, Dattels ha aggiunto che le nuove linee guida sulla gestione dei crediti deteriorati nell'Eurozona "dovrebbero essere applicate in modo proporzionato nelle istituzioni creditizie e seguite da una supervisione rigida". Secondo l'esperto, "oltre a potenziare la supervisione, queste misure dovrebbero essere complementate da una continua modernizzazione e armonizzazione del framework sulle insolvenze a livello nazionale e aziendale". Serve poi "la generazione di un mercato secondario attivo per la vendita di asset sotto stress".

Mancano prove empiriche su nesso tra Npl e offerta credito
Cottarelli chiede prove empiriche che dimostrino l'urgenza promossa dal Fondo affinché l'Italia riduca i suoi Npl, che da soli rappresentano il 30% degli stock dell’Eurozona. Il rischio - è la tesi dell'Fmi - è che l’offerta di credito venga frenata. "L’evidenza empirica non è chiarissima. Qualcuno deve farmi ancora vedere evidenze empiriche che facciano vedere che lo stock di Npl, quelli netti, influisce sull’offerta di credito”. Secondo Cottarelli “cercare di risolvere questi problemi forzando quelli che si presentano come - tra virgolette - soluzioni di mercato, secondo me non ha molto senso”. Per lui “il rischio invece è di causare una reazione del mercato negativa e complicarsi inutilmente la vita. Facciamo piuttosto funzionare le regole fiscali in Europa”.

Ripresa economia italiana "fatto positivo"
Per colui che da fine ottobre sarà sostituito al Fondo da Alessandro Leipold, già veterano del Fmi e di recente capo economista del Lisbon Council a Bruxelles, la ripresa della crescita italiana è un fattore positivo. Cottarelli si è detto fiducioso sulla capacità del governo di raggiungere gli obiettivi previsionali di bilancio nonostante timori per possibili shock esterni nel medio termine. "Personalmente credo che nel breve periodo questi obiettivi di previsione fissati dalle autorità italiane siano del tutto realizzabili. Le preoccupazioni che ho per l’economia italiana sono preoccupazioni di medio termine perché riguardano la fragilità dell’economia italiana rispetto a possibili shock che vengono dall’esterno”. Secondo lui le stime macroeconomiche contenute nel World Economic Outlook del Fondo sono restrittive - per quanto siano state riviste nettamente al rialzo - perché non tengono conto della recente nota di aggiornamento del Def del governo. Mentre ad esempio l'Fmi prevede una crescita italiana all’1,5% nel 2017 e solo dell’1,1% nel 2018, il governo ora stima una crescita dell’1,5% anche per il prossimo anno. “E’ un dato positivo che, nonostante una fiscal stance più restrittiva di quella delle autorità italiane, il Fondo preveda una crescita quest’anno abbastanza rilevante”, ha detto l’economista. Nonostante l’Italia cresca meno della media dei Paesi europei, “è positivo il fatto che abbiamo ripreso la crescita”.

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