Crisi 737 Max, Boeing perde 636 mln nel 2019, primo rosso dal 1997

"C'è molto lavoro da fare" ha detto il Ceo Calhoun
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Boeing ha registrato la prima perdita annuale in oltre due decenni (l'ultima fu nel 1997), a causa della crisi del 737 Max. La società aerospaziale statunitense ha chiuso il 2019 con una perdita di 636 milioni di dollari, dopo i 10,46 miliardi di dollari di profitti ottenuti nel 2018. Nel quarto trimestre, ha registrato una perdita di 2,33 dollari ad azione, contro attese per un guadagno di 1,32 dollari, e un fatturato calato del 37% a 17,9 miliardi di dollari, contro attese per 21,70 miliardi di dollari.

Tra i segmenti, quello commerciale ha perso, come fatturato, il 55% a 7,46 miliardi di dollari, sotto i 9,40 miliardi delle previsioni; il settore difesa, spazio e sicurezza ha perso il 13% a 5,96 miliardi di dollari, contro attese per 6,96 miliardi. "Riconosciamo di avere molto lavoro da fare" ha detto il nuovo Ceo, David Calhoun. "Siamo concentrati sul ritorno in servizio del 737 Max e lavoriamo per ristabilire la fiducia nel marchio Boeing" ha aggiunto.

Il gruppo ha inoltre accusato oneri supplementari pari a 9,2 miliardi di dollari, che portano a 18,4 miliardi il costo complessivo della crisi del 737 Max. Boeing ha inoltre confermato la decisione di ridurre nuovamente la produzione del 787 a causa della mancanza di nuovi ordini: a partire dal 2021 realizzerà 10 aerei al mese (oggi sono 14 e scenderanno a 12 dalla fine del 2020).

Boeing sta affrontando una profonda crisi dopo i due incidenti mortali che hanno coinvolto i suoi 737 Max, che non volano più da marzo, in attesa di ottenere i nuovi permessi per tornare in servizio. Recentemente, Boeing ha reso noto di aver chiuso lo scorso anno con vendite in negativo, prima volta in almeno tre decenni, con una perdita netta di 87 ordini di aerei commerciali, che ha inoltre sancito il sorpasso subito da Airbus, diventata così il primo produttore al mondo.

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