Crollano gli scambi commerciali Usa-Cina, si spera nei negoziati di ottobre

Ad agosto, -22% di beni Usa in Cina rispetto a un anno prima, -16% per il 'Made in China' negli Stati Uniti

Gli scambi commerciali tra Stati Uniti e Cina continuano a calare, in attesa della riapertura dei negoziati di alto livello, prevista a ottobre, dopo l'ennesimo rialzo dei dazi scattato il primo settembre.

Secondo i dati riportati dall'Ap, le importazioni di prodotti statunitensi in Cina sono calate a 10,3 miliardi di dollari ad agosto, in ribasso del 22% dallo stesso mese dello scorso anno. Le esportazioni cinesi negli Stati Uniti sono diminuite a 44,4 miliardi di dollari, in ribasso del 16% rispetto all'agosto 2018. Il surplus commerciale cinese con gli Stati Uniti si è ridotto a 31,3 miliardi di dollari, in calo di 27 miliardi rispetto a un anno prima. Entrambe le parti in causa hanno alzato i dazi su beni del valore di centinaia di miliardi di dollari, toccando numerosi settori, dall'agricolo all'automobilistico. I negoziati tra i presidenti Donald Trump e Xi Jinping, nel corso dell'estate, sono terminati senza accordo.

Il primo settembre, Washington ha imposto dazi del 15% su beni cinesi del valore di 112 miliardi di dollari; Pechino ha risposto rimettendo il 25% di imposte sulle auto statunitensi, aggiungendo dazi del 5-10% su altri 75 miliardi di dollari in beni statunitensi. Il primo ottobre, Trump alzerà i dazi esistenti dal 25 al 30 per cento su prodotti cinesi del valore di 250 miliardi di dollari; il 15 dicembre, entreranno in vigore dazi del 15% su beni del valore di 160 miliardi di dollari. La Cina risponderà con nuovi dazi su 75 miliardi di dollari in beni statunitensi.

Nei giorni scorsi, la telefonata tra i negoziatori dei due Paesi è andata "molto bene" ed è stato deciso di riaprire i negoziati ad alto livello con un incontro a Washington, all'inizio di ottobre. Il presidente Donald Trump, comunque, non perde occasione per attaccare e minacciare Pechino: "La Cina sta avendo il peggior anno in decenni" grazie ai dazi statunitensi, ha scritto dopo l'annuncio dei nuovi colloqui, aggiungendo che i negoziati sono comunque "un bene per tutti". Su Twitter, poi, Trump ha più volte avvertito Pechino di non pensare di aspettare un nuovo presidente per "continuare a fregare gli Stati Uniti", perché "dato che vincerò io, otterranno condizioni più dure" da un accordo.

"Stiamo andando molto bene nei nostri negoziati con la Cina. Sono sicuro che amerebbero avere a che fare con una nuova amministrazione, in modo da poter continuare la pratica di fregare gli Stati Uniti (600 miliardi all'anno), ma 16 mesi sono lunghi" per un mercato in cui, secondo Trump, si perdono lavori e aziende. "E poi pensate a cosa accadrà alla Cina quando vincerò. L'accordo sarà molto più duro!" ha scritto. Un modo, per Trump, di invitare Pechino a negoziare un accordo ora.

Altri Servizi

Scontro Boeing-Airbus, vittoria Usa (Politico). Parte un nuovo fronte della guerra dei dazi?

La Wto avrebbe dato ragione agli Stati Uniti sui sussidi illegali al colosso aerospaziale europeo. I dazi Usa colpirebbero anche l'export italiano
iStock

La decisione non è ancora pubblica, ma se le indiscrezioni si rivelassero corrette, si tratterebbe di un'importante vittoria per gli Stati Uniti, che potrebbe però aprire un duro scontro commerciale con l'Unione europea. Secondo Politico, che ha parlato con quattro funzionari dell'Unione europea, Washington ha vinto la disputa sui sussidi al gigante aerospaziale europeo Airbus e potrà colpire l'Unione europea con miliardi di dollari in dazi punitivi.

Trump: "Hamza bin Laden ucciso in un'operazione Usa"

Il presidente conferma la morte del figlio ed erede del leader di al Qaida e il coinvolgimento statunitense
Ap

Hamza bin Laden, come il padre Osama, è stato ucciso dagli Stati Uniti. A confermare la notizia della sua morte e del coinvolgimento statunitense è stato il presidente Donald Trump. "Hamza Bin Laden, alto responsabile di al Qaida e figlio di Osama Bin Laden, è stato ucciso in un'operazione antiterrorismo compiuta dagli Stati Uniti nella regione dell'Afghanistan/Pakistan" ha dichiarato il presidente, in un comunicato.

Disney e Apple rivali sullo streaming, Iger lascia il board di Cupertino

A novembre, le due società lanceranno i rispettivi cataloghi, creando un possibile conflitto d'interesse per il Ceo dell'azienda di intrattenimento
Ap

L'amministratore delegato di Walt Disney Co., Robert Iger, si è dimesso dal Board of Directors di Apple. Lo ha reso noto la società di Cupertino, recidendo il legame tra le due aziende, che si preparano a lanciare i propri servizi di video-streming. Iger, che guida Disney dal 2005 e faceva parte del board di Apple dal 2012, aveva un rapporto stretto con il fondatore di Apple, Steve Jobs, nato nel 2006 con la vendita di Pixar Animation Studios, di cui Jobs era presidente, alla Disney.

Wall Street, indici vicini ai record

Allentamento tensioni Usa-Cina e stimoli Bce spingono i mercati
AP

Attacchi agli impianti sauditi, produzione petrolifera dimezzata. Gli Usa sicuri: "È stato l'Iran"

L'attacco con i droni rivendicato dai ribelli yemeniti, ma per Washington è stata Teheran. Attese ripercussioni sui mercati

Gli Stati Uniti hanno accusato l'Iran per l'attacco con i droni agli impianti petroliferi in Arabia Saudita. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, considera non veritiera la rivendicazione dei ribelli yemeniti Houthi - sostenuti dall'Iran - dell'attacco alle due strutture, gestite dalla compagnia pubblica Aramco.

Wall Street, attesa per l'evento Apple

Ottimismo per i negoziati Usa-Cina
AP

Wall Street, l'attenzione resta su Usa-Cina

Il prossimo mese attese le trattative ad alto livello; intanto, calano vistosamente le esportazioni cinesi verso gli Stati Uniti
AP

Mondiali di basket, peggior risultato di sempre per gli Usa. Ma Popovich difende la squadra

Il coach contro l'arroganza in patria, dopo il settimo posto ai campionati iridati: "Qualcuno pensa che dovremmo vergognarci, ma non è scritto nella pietra che gli Usa debbano vincere"
Ap

Gli Stati Uniti hanno chiuso i Mondiali di basket al settimo posto, battendo la Polonia 87-74. Guai, però, a parlare di spedizione cinese fallimentare - come fatto da tutti i media statunitensi, e non solo - secondo l'allenatore Gregg Popovich. "Qualcuno pensa che dovremmo vergognarci perché non abbiamo vinto la medaglia d'oro. Questo è un atteggiamento ridicolo, immaturo, arrogante, che mostra mancanza di rispetto per le altre squadre e per questi ragazzi, che hanno dato il massimo". Gli Stati Uniti hanno perso nei quarti di finale contro la Francia (89-79), perdendo poi (94-89) contro la Serbia - altra delusa del Mondiale in Cina - nella partita per l'accesso alla finale per il quinto posto.  "Ci sono molte grandi squadre al mondo. Non è scritto nella pietra che gli Stati Uniti debbano vincere" ha aggiunto Popovich, l'allenatore con più partite vinte nella storia della Nba, il massimo campionato professionistico nordamericano. 

AT&T: Elliott all'attacco, investe 3,2mld $ e vuole una nuova strategia

Secondo il fondo, il valore della società di telecomunicazioni può crescere di oltre il 65%, superando per la prima volta i 60 dollari

Elliott Management, la società di gestione degli investimenti di Paul Singer, crede che AT&T abbia "un'opportunità di creare valore" che potrebbe far crescere il suo titolo in Borsa di oltre il 65%. In una lettera al Board of Directors della società di telecomunicazioni statunitense, il fondo ha reso noto di possedere azioni per 3,2 miliardi di dollari (circa l'1,2% dei 264,9 miliardi in capitalizzazione di mercato al prezzo di chiusura di venerdì, pari a 36,25 dollari), uno dei suoi maggiori investimenti, e ha dichiarato che il titolo è "molto sottovalutato". Un piano di ristrutturazione potrebbe portare il titolo oltre i 60 dollari entro la fine del 2021, superando il record di 59,19 dollari del 16 luglio 1999. La lettera di Elliott Management ha spinto il titolo nel premercato fino al +9,2%; dopo circa un'ora dall'apertura della seduta a Wall Street, guadagna il 4,5%.