Da Chelsea al Lower East Side, metamorfosi delle gallerie d’arte di Manhattan
Shin Gallery, esemplificazione di un trend
Quando nel 1987 la Dia Foundation trasformò i quattro piani di un capannone industriale a Chelsea nel primo grande spazio espositivo per mostre d’arte temporanee a New York, la mossa era sembrata quanto meno azzardata. Oggi nessuno mette più in dubbio quella decisione che anzi è considerata pionieristica. Nel giro di 10 anni infatti, dal 1996 al 2007, il numero delle gallerie è letteralmente esploso, passando da 12 a 320 e oggi Chelsea è universalmente considerato il primo distretto d’arte contemporanea al mondo.
Tutto questo naturalmente non poteva accadere senza una trasformazione fondamentale. Da regno dell’avanguardia, Chelsea è diventato nel corso degli anni il regno dell’establishment: gallerie del calibro di Gagosian, Luhring Augustine, David Zwiner, hanno stabilito qui i propri quartier generali e c’è sempre meno spazio per il nuovo. Così molti giovani galleristi hanno iniziato a cercare un’alternativa e l’hanno trovata nel Lower East Side.
Dall’apertura del New Museum nel 2007, il Lower East Side è stato tutto un fiorire di nuove gallerie. Una delle ultime nate è Shin Gallery al 322 di Grand St. all'angolo con Orchard St. Le sue porte apriranno ufficialmente al pubblico giovedì prossimo quando la galleria inaugurerà con una mostra personale dedicata all'artista coreano Hong Seung-pyo - dal 17 gennaio al 22 febbraio - ma ho potuto visitarla durante una preview nel fine settimana. Come molte gallerie del Lower East Side, Shin Gallery propone artisti meno noti al pubblico americano, "è l'unica galleria di New York specializzata in arte contemporanea coreana" mi dice il proprietario Hong Gyu Shin e aggiunge "la maggior parte degli artisti che intendiamo presentare non è mai stato esposto negli Stati Uniti, sebbene tutti abbiano ricevuto un largo riconoscimento nel proprio paese di origine".
I lavori di Seung-pyo, mi spiega la curatrice Heather Varner, nascono dall’incontro nella sua prima infanzia con l’arte calligrafica cinese. La calligrafia ha avuto da subito un forte impatto su Seung-pyo e ha poi avuto una naturale influenza sui suoi lavori come artista. Nei suoi dipinti gli ideogrammi vengono scomposti e poi riassemblati in un nuovo assetto grafico, che prende la forma del suo significante. "Questa è la prima mostra personale di Seung-pyo negli Stati Uniti" mi dice la Varner. Quando le chiedo perché Shin Gallery non ha scelto Chelsea come sua sede, la risposta che mi dà è semplice: "perché il Lower East Side rappresenta l'up-and-coming delle gallerie d'arte", ossia il nuovo centro dinamico delle gallerie d'arte a New York.
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