Da gennaio Trump tornerà a promuovere piano infrastrutturale

Prevede 200 miliardi di dollari di fondi federali e 800 miliardi di investimenti privati su scala statale e municipale
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Non ha ancora portato a casa la riforma fiscale, che già Donald Trump pensa a rilanciare un piano infrastrutturale promesso ancora prima della sua vittoria alle elezioni presidenziali del novembre 2016. Lo riferisce la stampa americana citando funzionari della Casa Bianca; la proposta dovrebbe prevedere spese federali per 200 miliardi di dollari, pensate per innescare investimenti da parte del settore privato a livello statale e municipale per altri 800 miliardi di dollari. Il valore complessivo da mille miliardi di dollari è quello che Trump, già da candidato, disse che avrebbe realizzato nei suoi primi 100 giorni alla Casa Bianca. Così non è stato, visto che poi il Gop si è concentrato (inutilmente) sull'abrograzione della riforma sanitaria voluta da Barack Obama e ora è alle prese con una riforma fiscale che spera di realizzare entro Natale.

Stando alle fonti, i dettagli del piano potrebbero essere diffusi prima del discorso sullo stato dell'unione, che lo speaker alla Camera ha invitato Trump a tenere davanti al Congresso riunito il 30 gennaio prossimo.

Ci si domanda se un Parlamento controllato dal partito del presidente, quello repubblicano, sia in grado di fare passare un piano simile quando la riforma fiscale - ammesso che sia approvata - farà lievitare di suo il deficit federale. C'è chi sostiene che l'amministrazione Trump abbia perso un'opportunità non infilandolo nella riforma fiscale che prevede tagli alle tasse per 1.400 miliardi di dollari in 10 anni. Secondo la Casa Bianca tuttavia sarebbe stato difficile riuscirci.

Per il momento i titoli di gruppi specializzati in materiali per le costruzioni hanno festeggiato a Wall Street: Martin Marietta Materials (+3,5%), Vulcan Materials (+3,11%) ed Eagle Materials (+2,4%).

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La divisione di General Electric dedicata alle attività energetiche intende tagliare 12.000 posti di lavoro, di cui 1.100 nel Regno Unito, con l'intento di ridurre i costi di un miliardo di dollari nel 2018. La decisione della conglomerata americana, che secondo gli analisti era da tempo necessaria, colpirà professionisti e addetti alla produzione. Il numero di esuberi corrisponde al 20% circa della forza lavoro della divisione che produce turbine per impianti energetici a carbone e a gas.

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In commissione Intelligence della Camera, ha invocato il diritto alla riservatezza garantito nel rapporto tra cliente e avvocato, visto che parteciparono, oltre a padre e figlio, anche i rispettivi legali
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