Da oggi sappiamo che una determinata specie di scarafaggi ha una passione incontenibile per un certo tipo di bottiglia di birra, e solo quella, caratteristica di una marca australiana. Allo stesso modo, potremmo trovare conforto nel conoscere che lo sbadiglio non sembra affatto essere contagioso tra le tartarughe con le zampe rosse. Infine, chiedetevi come avete fatto fino adesso a resistere senza sapere la quantità ideale di wasabi che è necessario vaporizzare nell'aria per svegliare una persona in caso di emergenza.
Queste sono solo alcune delle scoperte che hanno fatto vincere ai loro autori gli Ig Nobel, il riconoscimento che scherzosamente viene assegnato ogni anno a quegli scienziati le cui ricerche vengono considerate, per usare un eufemismo, di dubbia utilità per il resto dell'umanità. Il premio è giunto alla ventunesima edizione – la prima risale al 1991 – e quest'anno la tradizionale cerimonia conclusiva, tra il serio e il faceto, si è tenuta al Sanders Theater della Harvard University, dove quasi 1.200 persone, con i biglietti esauriti da mesi, hanno assistito all'annuncio dei vincitori. A premiarli, come di consueto, sono stati i vincitori dei veri premi Nobel.
Tra gli altri premiati, uno studioso norvegese che ha tentato di scoprire perché le persone sospirino, un americano che ha inventato una teoria sulla procrastinazione e il sindaco di Vilnius, capitale della Lituania, per la sua idea di schiacciare con un carro armato una macchina parcheggiata in sosta vietata, impresa che alcuni mesi fa gli era già valsa la ribalta internazionale.
Per chi pensasse, però, che gli Ig Nobel siano riconoscimenti completamente inutili, basti sapere che, in un caso, il premio americano ha anticipato l'assegnazione della sua versione più autorevole: il Nobel per la fisica dell'anno scorso, infatti, era già stato insignito con un Ig Nobel esattamente dieci anni prima, nel 2000, per un esperimento in cui aveva ottenuto la levitazione magnetica di una rana.














