Datagate, dal 2009 richieste da Usa di dati a Google più 120%

Primi gli Stati Uniti con 10.574 richieste su 18.254 account . Italia sesta con 896 interrogazioni

Dal 2009 le richieste di informazioni sugli utenti di Google da parte del governo americano sono aumentate del 120%. Lo rivela l'ultimo rapporto sulla trasparenza pubblicato dal colosso di Mountain View che fa riferimento ai dati degli ultimi sei mesi del 2013. Da luglio a dicembre dello scorso anno, gli Stati Uniti hanno inoltrato 10.574 richieste su 18.254 account Google, rappresentando il primo Paese al mondo per numero di domande. La Francia è al secondo posto con 2.750 su circa 3.378 account.

Inoltre nel rapporto seguono la Germania (2.660 richieste su 3.255 account), l'India (2,513 su 4,401 account), il Regno Unito (1.397 su 3.142 account) e il Brasile (1.085 su 1.471 account). L'Italia ha avanzato 896 richieste dati su 1.084 account del colosso hi-tech americano, posizionandosi al sesto posto dopo il Brasile.

"Anche se abbiamo sempre saputo quanto sia importante la trasparenza quando ci sono richieste da parte di un governo, gli eventi dello scorso anno hanno rivelato quanto la questione sia importante", ha detto in una nota Richard Salgado, responsabile dell'ufficio legale di Google, facendo riferimento allo scandalo Datagate che grazie alle rivelazioni della talpa Edward Snowden, ha messo in luce la raccolta di dati da parte della National Security Administration (Nsa).
"Mentre il numero di utenti sono aumentati in questo periodo, abbiamo anche visto sempre più governi esercitare la loro autorità di fare richieste", ha continuato Salgado. Colossi come Google, Facebook, Microsoft e Yahoo! hanno fatto pressioni sul governo americano per una maggiore trasparenza dopo lo scandalo Datagate.

Oggi il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha chiesto formalmente alla National Security Administration (Nsa) di porre fine alla raccolta massiccia e alla registrazioni dei dati di tutte le comunicazioni telefoniche dei cittadini americani. La scorsa settimana i colossi hi-tech avevano incontrato Obama chiedendogli di limitare le informazioni che le autorità governative possono raccogliere, spingendo per una maggiore vigilanza e responsabilità.