David Letterman torna in tv, su Netflix

Oltre due anni fa, l'ultima puntata del suo "The Late Show". Dal 2018 sarà protagonista di una nuova serie in sei puntate

Dopo oltre due anni dall'addio al piccolo schermo, David Letterman torna in tv. Questa volta, però, il volto del celebre "The Late Show" lo fa su Netflix. Il conduttore che ha intrattenuto l'America (e non solo) nella fascia oraria notturna per il periodo più lungo in Usa, dal 2018 sarà il protagonista di una nuova serie sul sito di video in streaming che ieri ha annunciato la sua prima acquisizione (l'editore di fumetti Millarworld).

La serie, ancora senza nome, sarà composta da sei episodi da un'ora ciascuno che - a detta del gruppo - uniranno i due interessi per cui Letterman è noto: interviste approfondite con personalità varie e momenti tutti suoi "sul campo", dove potrà esprimere "la sua curiosità e il suo umorismo".

"Mi sento emozionato e fortunato all'idea di lavorare a questo progetto per Netflix", ha spiegato il conduttore in una nota nella quale ha sfoggiato la sua ironia: "Ho imparato che se vai in pensione per passare più tempo con la tua famiglia, è bene verificare, prima, che la famiglia sia d'accordo".

Ted Sarandos, responsabile dei contenuti di Netflix, ha spiegato che "il solo incontrare David Letterman è stata un'emozione; immaginate come sia eccitante per me annunciare che lavoreremo insieme". Secondo lui, Letterman "è una vera icona della televisione e non vedo l'ora di vederlo lanciarsi all'avventura fuori dallo studio, e impegnato a intervistare le persone che ritiene più interessanti". E in riferimento alla lunga barba che il conduttore si è lasciato crescere da quando (era il 20 maggio 2015) è andato in onda con l'ultima puntata del suo "The Late Show", Sarandos ha detto: " Vedremo se deciderà di tenerla".

In 33 anni di carriera, Letterman ha condotto 6.028 puntate dei suoi talk show in tarda serata, prima su Nbc (con "Late Night") e poi su Cbs (con "The Late Show"). Per il suo lavoro di autore, produttore e conduttore ha collezionato nel tempo 52 nomination risultanti in 10 premi; ha vinto due volte il Peabody Award. Ha intervistato praticamente tutti i candidati alla presidenza degli Stati Uniti (compreso Trump, quando non era ancora il leader Usa).


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