Le possibilità di un’altra recessione, successiva a quella del 2008, spaventa gli economisti, anche se sono pochi quelli che credono che gli Stati Uniti possano cadere in una depressione. Le preoccupazioni di oggi riportano alla memoria gli indici del 1938. Il Dow Jones allora perse il 49 per cento rispetto ai massimi del 1937, il manifatturiero subì un calo del 37 per cento e il tasso di disoccupazione salì al 19 per cento, mentre i prezzi fecero registrare una deflazione.
“Le similitudini con quello che sta succedendo adesso sono molto forti”, ha detto Robert McElvaine, autore del libro “The Great Depression: America, 1929-1941”, professore di storia al Millsaps College, ma il rischio di depressione non appare concreto, anche perché Wall Street ha lanciato segnali negativi, ma non pessimi. La polarizzazione politica, il downgrade di Standard & Poor’s, l’innalzamento del tetto del debito sono fattori che hanno sicuramente inciso sulla percezione negativa della salute dell'economia.
David Bianco, responsabile investment strategy di Merril Lynch, sostiene che “il mercato sta collassando più velocemente di quanto si penserebbe guardando i fondamentali dell’economia”. Ma secondo altri economisti sentiti dal New York Times è improbabile che si raggiungano le drammatiche conseguenze su salari e lavoro che si sono registrate nel 1937, anche se il rischio recessione è aumentato rispetto a qualche mese fa, come ha sostenuto anche la Federal Reserve, che ha tagliato le stime sulla crescita.
Gli storici e gli economisti, di solito concordi sulle cause che hanno scatenato la crisi nel 1937, hanno idee diverse sul modo in cui se ne uscì fuori. Se per alcuni il pacchetto di stimoli di Franklin Delano Roosevelt fu di grande aiuto, per altri arrivò troppo tardi, e fu poco efficace. Ma in realtà secondo molti l'analisi su quali potrebbero essere le ricette economiche ispirate agli anni Trenta è falsata dalla Seconda guerra mondiale, un evento di portata eccezionale e che appunto incise in maniera eccezionale sugli indici macroeconomici.














