Petrolio, Descalzi (Eni): le sanzioni di Trump contro l'Iran incideranno negativamente su prezzi e investimenti

Per il Ceo, sul mercato mancherà un milione di barili al giorno; per molti analisti, l'impatto sarà minore. Il manager italiano, poi, spera nella diplomazia per alleviare il peso sull'Europa

La decisione degli Stati Uniti di abbandonare l'accordo sul nucleare iraniano e di far ripartire le sanzioni contro Teheran creerà "perturbazioni" sul mercato del greggio e incertezza per gli investitori. Il monito è dell'amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, intervistato dalla Cnbc, a margine di un forum ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

"L'impatto è maggiore per il prezzo del greggio, perché l'Iran - terzo produttore dell'Opec - sta esportando circa 2,6 milioni di barili al giorno, e se torniamo alle prime sanzioni, [all'epoca] esportava 1,5 milioni" di barili al giorno, ha detto il manager italiano. Le sanzioni imposte dall'amministrazione Obama nel 2012 sono state tolte tre anni dopo, come parte del Joint Comprehensive Plan of Action, firmato da Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito, Francia e Germania con l'Iran. L'8 maggio, il presidente Donald Trump ha annunciato che gli Stati Uniti abbandoneranno l'accordo, facendo immediatamente alzare il prezzo del petrolio.

"Quindi, mancherà un milione (di barili al giorno) sul mercato e questo avrà un impatto sui prezzi e sull'equilibrio tra i diversi greggi, perché un milione sta andando in Europa, il resto in Estremo Oriente". La grande maggioranza del petrolio iraniano, oltre 1,5 milioni di barili al giorno, va infatti a Cina, India, Giappone e Corea del Sud. Tokyo e Seul hanno già dichiarato di voler chiedere agli Stati Uniti la possibilità di continuare a comprare il greggio iraniano senza essere sottoposte a sanzioni.

"Abbiamo una domanda che sta aumentando in media, all'anno, di 1,6-1,7 milioni di barili al giorno, quindi questa decisione creerà perturbazioni in termini di costi e prezzi" ha detto Descalzi. "E quando si ha questo tipo di situazioni, il panorama diventa incerto". Per alcuni esperti, scrive sul proprio sito Cnbc, l'impatto sarà invece minimo, soprattutto in confronto a quanto successo con le sanzioni del 2012, visto che Trump potrebbe provocare la riduzione delle esportazioni iraniane di 300.000-500.000 barili al giorno, contro 1.000.000-1.500.000 barili di barili tagliati sei anni fa.

Gli altri firmatari dell'accordo nucleare hanno intenzione di continuare a rispettare l'intesa, ma bisognerà capire come potranno evitare le sanzioni statunitensi, che penalizzeranno i Paesi che continueranno a fare affari con Teheran. "L'Europa fa ancora parte dell'accordo, quindi penso che la diplomazia potrà trovare delle soluzioni, perché l'Europa è il più forte alleato degli Stati Uniti e il maggior impatto delle sanzioni sarà sull'Europa, come quello delle sanzioni contro la Russia" ha aggiunto Descalzi. "Quindi abbiamo un doppio effetto e credo che prima o poi alcune discussioni dovranno essere prese seriamente" ha concluso il Ceo di Eni.

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