Dieci anni fa l'inizio della crisi, oggi mercati compiaciuti?

Il 9 agosto del 2007 la francese BNP Paribas congelò tre fondi composti da bond garantiti da mutui Usa. La bolla subprime stava per esplodere
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Anche a Wall Street viene ricordato il decimo anniversario di un episodio che ha segnato l'inizio della peggiore crisi finanziaria dagli anni '30 del secolo scorso. Il 9 agosto del 2007 la francese BNP Paribas congelò tre fondi composti da bond garantiti da mutui Usa spiegando che valutarli era diventato impossibile a causa della scarsità di trading di quei bond; la banca citò una "evaporazione completa della liquidità". Da lì iniziò una crisi nel settore immobiliare americano che ben pochi avevano previsto. Solo qualche mese prima l'allora governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, disse che gli eccessi nella concessione di mutui subprime non dovevano essere "contenuti".

Nei 18 mesi successivi il comparto bancario andò in tilt costringendo Lehman Brothers a dichiarare bancarotta e la banca centrale Usa a portare (nel dicembre del 2008) i tassi di interesse sui minimi storici allo 0-0,25% dove rimasero fino al dicembre 2015. Seguì la crisi del debito nell'Eurozona e nel giugno 2014 il tonfo dei prezzi del petrolio i cui prezzi restano lontani dai circa 150 dollari al barile raggiunti nella prima metà del 2008. Le banche centrali nel mondo sono scese in campo e con una serie di misure di stimolo hanno gonfiato i loro bilanci: quelli di Bce, Fed e Bank of Japan valgono insieme 14.000 miliardi di dollari. Il governo Usa dal canto suo ha salvato il colosso assicurativo Aig.

Con l'azionario americano che viaggia intorno ai massimi, la crisi del 2008 sembra un lontano ricordo motivo per cui alcuni osservatori si domandano: il mercato è compiaciuto, vista anche la volatilità estremamente bassa? Certamente le banche sono meglio capitalizzate e gli investitori cos" come le istituzioni economiche come l'Fmi sono sembre in guardia. Ma basterà a prevenire la prossima crisi? Proprio nel giorno dell'anniversario della crisi James B. Bullard, presidente della Fed di St Louis, ha detto che non c'è nessuna recessione all'orizzonte ma "non si sa mai".

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