Diego Cortez porta la sua nuova collezione alla New York Fashion Week

Il 14 febbraio, porta in passerella la tradizione artigianale siciliana con abiti che celebrano "una donna moderna e cosmopolita"

Il settore del lusso è una delle punte di diamante del Made in Italy e le aziende di moda italiane registrano ogni anno fatturati da capogiro che le rendono realtà importanti non solo per il nostro Paese, ma per il sistema moda mondiale. Secondo i dati raccolti dalla Camera Nazionale della Moda Italiana, gli ultimi due anni sono stati positivi, con un aumento di fatturato iniziato nel 2016: i ricavi complessivi della moda (tessile, pelletterie, abbigliamento e calzature) sono stati di 63 miliardi di euro e, se si considerano anche i settori collegati, come la gioielleria, la bigiotteria, la cosmesi e gli occhiali, si arriva a 84 miliardi di euro. Nel 2017, secondo le stime della CNMI, le vendite della sola moda si sono aggirate intorno ai 65 miliardi di euro. Ancora, nel 2016 le vendite all’estero hanno coperto 48 miliardi di euro, diventati 50 nel 2017, soprattutto grazie all’aumento delle esportazioni. Il design italiano conferma quindi il suo primato e sempre più aziende puntano sugli States.

Il brand italiano Diego Cortez New York sbarca alla New York Fashion Week il 14 febbraio con la nuova collezione che porta in passerella la tradizione artigianale siciliana con abiti in pizzo macramè che “celebrano una donna moderna e cosmopolita”. Diego Di Franco, Angela Valentino e Davide Capasa sono i fondatori del marchio. Li abbiamo incontrati a pochi giorni dal debutto in passerella all’Hotel Pennsylvania di New York,quando tutto è in fermento: "Saranno i colori e la tradizione artigianale siciliana i protagonisti della nuova collezione prêt-à-porter autunno/inverno – spiegano gli stilisti- intitolata “Ghigliu D’Amuri”, che in dialetto siciliano significa ‘Giglio d’amore”.

Diego Di Franco, originario di Vittoria, in provincia di Ragusa, ha voluto rendere omaggio alla moda degli anni venti della sua terra, mettendo in evidenza tutta la tradizione della manifattura siciliana. “L’ispirazione è la donna elegante e raffinata- ci anticipa Diego - con colori come il rosa, il nero, le variazioni vibranti del blu e del verde”.

Ma come è iniziata l’avventura nella moda e in Usa? A New York, Diego è arrivato dopo una lunga esperienza e un sogno iniziato in Sicilia, dove la mamma faceva la sarta  e lui guardava con ammirazione e curiosità i capi che realizzava a casa per le sue clienti. La passione per la moda è nata con lui, ma la professione dello stilista è arrivata più tardi. Prima il diploma da perito chimico e la laurea in Scienze politiche internazionali all’università di Messina, coltivando il sogno della carriera internazionale. “Un po’ per gioco, un po’ per passione, mandai alcuni bozzetti alla Maison Dior che mi assunse qualche mese dopo come designer degli accessori. Fui premiato nel 2007 come “Migliore giovane stilista dell’anno” dalla Camera della Moda Italiana” racconta.

Diego poi è tornato in Italia, a Padova, per dedicarsi incessantemente alle collezioni che ha realizzato per buyers come Altana, con cui si è dedicato al total look e al Pret-à–porter, sia per la donna che per uomo. "Allora- sottolinea- realizzavo soprattutto capi in pelle, un materiale che oggi non si trova più nelle mie creazioni. Il design era molto innovativo, eccentrico".

"Uno dei miei desideri più grandi da sempre è stato quello di esportare e sviluppare all'estero la mia conoscenza dell'arte dell' artigianato italiana. L'America difatti nella mia visione rappresenta il Paese delle grandi opportunità, dove ancora la meritocrazia ha un notevole spazio". Poi, Il debutto alla Los Angeles Fashion Week e l’incontro con Davide Capasa, manager salentino legato al fashion, e Angela Valentino, trentenne di Monza, make up artist con importanti collaborazioni nelle settimane della moda Milanese,con brand come Iceberg, Moncler, Cavalli, Scervino, Philipp Plein, Bikkembergs, Frankie Morello, Uma Wang. In quell’occasione, hanno firmato il loro sodalizio professionale all’interno del nuovo brand Diego Cortez con la nuova linea donna di costumi da bagno.

“Il mercato americano – spiega Capasa- nel campo della moda ha una visione molto diversa da quella italiana. Per esempio, in una città come New York, non esistono I protocolli di moda da seguire, ma semplicemente la libertà di espressione dello stile, dal più casual al più estremo dell'eleganza. Nel mondo della moda è quasi impossibile accontentare il gusto di tutti. "La cosa in cui credo veramente –dice Angela- è che la nostra artigianalità e qualità italiana debba essere trasmessa all’estero". Lo scorso anno, ha deciso di dare vita al nuovo brand presentando nella Grande Mela una collezione di T-Shirt ispirata allo street style americano e realizzata con materiali in cotone e riciclabili. "Il mio marchio, creato prendendo a prestito il cognome del condottiero spagnolo Hernan Cortez, è arrivato in America con una collezione di T-shirt in puro cotone dedicata alle donne statunitensi". La collezione di T-shirt, presentata a New York, si ispirava alle gang di New York degli Anni Novanta, gli anni dell’urban style dove le T-shirt erano un mezzo di appartenenza sociale, di propaganda, di affermazione di alcuni principi.

New York City è stata, come per molti creativi, la musa ispiratrice. "Sono molti i luoghi di New York a ispirare la creatività. Primo fra tutti Harlem e il business style di Wall Street. Fra tutti c’è Brooklyn, centro di trend setting per eccellenza". C’è anche la Sicilia nelle sue collezioni, un omaggio al pittore messinese Giuseppe Migneco che firmava le sue opere con la lisca di pesce. Per Diego è diventata una T-shirt iconica, indossata da alcuni vip come il calciatore Gianluca Zambrotta, con cui rende omaggio a un grande pittore, diventato poi suo amico.

Insieme a Diego e Davide, Angela ha appena inaugurato a New York una serie di masterclass nel mondo del make up, aperto a principianti e professionisti del settore. "Il nostro obiettivo - dice Davide - è quello di entrare in realtà commerciali come Macy's. Il nostro marchio e le nostre collezioni confermano la qualità italiana ma si rivolgono ad una donna americana”.

Altri Servizi

Zuckerberg presenta Libra: "Usare denaro sarà facile come condividere foto"

 La criptovaluta disponibile dalla prima metà del 2020

"Con Libra, usare denaro sarà facile come condividere foto". Questo il messaggio con cui il Ceo Mark Zuckerberg ha presentato la criptovaluta di Facebook, che sarà disponibile dalla prima metà del 2020 e con cui spera di rivoluzionare il mondo dei pagamenti. "La missione di Libra è creare una semplice infrastruttura finanziaria globale per miliardi di persone in tutto il mondo. Aspiriamo a rendere facile per tutti inviare e ricevere denaro proprio come si usano le nostre app per condividere istantaneamente messaggi e foto" ha scritto Zuckerberg, in un post sul suo profilo Facebook.

Alla Casa Bianca (da Pence) arriva Salvini, il leader europeo più simile a Trump

Due giorni a Washington per il ministro dell'Interno, che incontrerà il vicepresidente e Mike Pompeo, il segretario di Stato. Non è da escludere un breve incontro con il presidente Trump, secondo Bloomberg
AP

Se c'è qualcuno, in Europa occidentale, che politicamente somigli al presidente statunitense Donald Trump, questi è Matteo Salvini, scrive il Washington Post. Nei suoi comizi parla contro le frontiere aperte, di mettere "prima gli italiani"; fa un uso frenetico dei social media, su cui parla della minaccia portata dagli immigrati, e presenta il suo taglio alle tasse come una cura "alla Trump" contro la stagnazione.

Attese a Washington oltre 300 aziende per dire no ai dazi di Trump contro la Cina

Parteciperanno ad audizioni sui dazi del 25% proposti da Trump su 300 miliardi di dollari. Ross: presidente pronto ad adottarli

Centinaia di aziende sono arrivate a Washington per dire no ai dazi del 25% ventilati da Donald Trump su 300 miliardi di dollari di importazioni cinesi. Insieme, la Corporate America sosterrà che le tariffe doganali proposte dal presidente Usa fanno male al business. Esse potrebbero essere adottate dopo il G20 di fine mese in Giappone; Trump ha infatti più volte minacciato la loro entrata in vigore se il presidete cinese Xi Jinping non lo incontrerà al summit di Osaka in calendario dal 28 al 29 giugno.

La Fed non taglierà i tassi a giugno. Ecco perché

Probabilmente, ci sarà più di una riduzione dei tassi nel 2019. Ma il summit del G20, la volontà di resistere alle pressioni e la riluttanza nel rendere un errore il rialzo di dicembre spingono il Fomc ad attendere
AP

Tutti sono ormai convinti che la Fed, prima o poi, taglierà i tassi nel corso dell'anno: il mercato crede che potrebbero esserci fino a tre tagli nel 2019 e spinge per una riduzione al più presto. La Banca centrale, però, avrebbe intenzione di lasciare invariati i tassi ala prossima riunione del Federal Open Market Committee, il braccio monetario della Banca centrale, in programma il 18 e 19 giugno.

Il sindacato non entra nello stabilimento Volkswagen in Tennessee

I lavoratori della fabbrica di Chattanooga hanno votato contro lo Uaw
Ap

Lo United Auto Workers (Uaw) ha subito un'altra pesante sconfitta nello stabilimento Volkswagen di Chattanooga, in Tennessee, dove i lavoratori hanno respinto per la seconda volta gli sforzi del sindacato statunitense per entrare nella fabbrica e organizzare i colletti blu.

In tribunale, Facebook dà la colpa agli utenti: "Avete distrutto voi la vostra privacy"

Pubblicamente, Zuckerberg dà molta importanza alla difesa della privacy degli iscritti, ma in tribunale si difende affermando che sul social network la riservatezza non esiste
AP

Nell'aprile 2018, il Ceo di Facebook, Mark Zuckerberg, si sedette davanti ai membri delle due Camere statunitensi, a cui disse che la sua società rispettava la privacy dei circa due miliardi di utenti. Zuckerberg menzionò la privacy più di due decine di volte, come quando disse alle commissioni di Giustizia e del Commercio del Senato che "abbiamo una responsabilità più ampia sulla protezione della privacy delle persone, che va oltre" le regole stabilite dall'autorità per la difesa della riservatezza. Davanti alla commissione Energia e Commercio della Camera, dichiarò: "Crediamo che tutti, nel mondo, abbiano diritto al controllo della privacy". Un anno dopo, Zuckerberg ha affermato in alcune interviste di voler ricostruire la sua società intorno alla difesa della riservatezza.

Mattel non vuole le nozze tra Barbie e Bratz

Il produttore di giocattoli ha responto per la terza volta dal 2015 la proposta di MGA Entertainment

Il matrimonio tra Barbie e Bratz non s'ha da fare. Almeno secondo Mattel, che ha respinto per l'ennesima volta le avance di MGA Entertainment. E il titolo corre al Nasdaq dell'8,8% a 11,76 dollari.

Sotheby's venduta al fondatore di Altice per 3,7 mld di dollari

Il magnate delle tlc Patrick Drahi compra la casa d'aste attraverso la sua BidFair Usa. La transazione risulterà nel delisting del gruppo dopo 31 anni trascorsi come azienda quotata al New York Stock Exchange

Sotheby's ha annunciato di avere trovato un accordo per essere acquisita da BidFair Usa, società di proprietà del collezionista d'arte e magnate delle tlc Patrick Drahi (che controlla e ha fondato Altice).

Trump disposto a ricevere informazioni su rivali da governi stranieri

"Non c'è nulla di sbagliato nell'ascoltare", ha detto il presidente a Abc. Democratici contro: per Pelosi, dà "semaforo verde" ai russi per interferire di nuovo nelle elezioni. Per lui non si tratterebbe di interferenza ma di "ricerche sull'opposizione"
Ap

Il presidente americano, Donald Trump, accetterebbe informazioni compromettenti su un candidato rivale alle presidenziali del 2020 anche se a fornirle fossero potenze straniere. Lo ha detto lui stesso in una intervista al canale Abc. "Credo che uno vorrebbe ascoltare. Non c'è nulla di male nell'ascoltare", ha dichiarato il leader statunitense. "Se qualcuno chiama da un Paese, la Norvegia, [dicendo] 'Abbiamo informazioni sul tuo avversario', oh, credo che vorrei ascoltare", ha aggiunto l'inquilino della Casa Bianca aprendo uno scenario simile a quello finito al centro dell'inchiesta sul cosiddetto Russiagate condotta da Robert Mueller e pensata per determinare se c'è stata collusione tra la campagna Trump e la Russia, specialmente nel diffondere email discutibili hackerate dal Democratic National Committee, l'organo che governa il partito democratico, e da persone che lavoravano per la candidata democratica Hillary Clinton. Mueller ha concluso che non ci sono state prove sufficienti per determinare che Trump o i suoi collaboratori abbiano colluso con Moscama ha anche sostenuto che Mosca ha interferito ampiamente nelle elezioni.

Trump in svantaggio contro cinque democratici: ora lo afferma anche un sondaggio di Fox News

Il presidente aveva definito una "Fake News" i precedenti sondaggi negativi per la sua rielezione
Ap

Un sondaggio di Fox News, televisione amica del presidente statunitense, conferma le recenti indicazioni di altre rilevazioni: Donald Trump è in svantaggio rispetto a cinque candidati alla nomination democratica, tra cui l'ex vicepresidente Joe Biden.