Dimmi che marchio preferisci e ti dirò per chi voti

Sondaggio di "Buyology" mostra affinità tra pubblicità delle aziende e politica

Se sei americano e mangi i panini di Subway, la tua macchina è una Bmw, prendi il caffè da Dunkin' Donuts, allora sei certamente repubblicano. Se invece preferisci una Jeep, la mattina fai colazione da Starbucks e pranzi da Wendy, allora sei democratico. E' il risultato di uno studio di “Buyology”, secondo cui ci sono somiglianaze tra le strategie di marketing dei grandi brand e le tecniche dei partiti per accaparrarsi consensi.

I grandi marchi negano di seguire linee politiche e assicurano di essere aperti a consumatori appartenenti a qualsiasi gruppo: “I nostri clienti sono tanto diversi quanto il nostro mercato globale, appartengono a diversi gruppi sociali” ha detto ad Abc News Kenn Sparks, rappresentante di BMW of North America. Vanitha Swaminathan, professore dell'Università di Pittsburgh, spiega però come i grandi brand influenzano le emozioni delle persone allo stesso modo in cui lo fanno i politici.

Ad esempio l'agenzia assicurativa Allstate, la preferita dai repubblicani, punta su una campagna pubblicitaria incentrata sulla paura “Mayhem is everywhere” cioè “il caos è dappertutto” recita il suo slogan. Secondo Gary Singer, direttore generale di “Buyology”, i repubblicani sarebbero così attratti dallo slogan perchè è costruito sulle stesse emozioni su cui gioca la campagna elettorale del partito, la cui tattica è quella di suggerire agli elettori che votare per il presidente Obama sarebbe un disastro per i prossimi quattro anni.

Per fare l'esempio dei panini, secondo lo studio i repubblicani preferirebbero Subway perchè offre una scelta molto ampia di ingredienti, mentre Wendy è visto più come democratico perchè offre soluzioni preconfezionate uguali per tutti. Google, Visa, Apple e Coca-cola sono invece brand che piacciono a tutti senza distinzioni politiche. Secondo Singer “questi sono marchi che si elevano al di sopra delle differenze e attirano clienti da tutte le parti”.

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Macy's: i conti deludono, continua a soffrire debolezza settore retail

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I grandi magazzini Macy's continuano a soffrire la debolezza che ormai da tempo caratterizza il settore retail, colpa non solo del cambiamento delle abitutidi di consumo (gli acquisti online stanno prendendo sempre più piede) ma anche di un dollaro forte che riduce il potere d'acquisto dei turisti. Il titolo è arrivato a perdere nel pre-mercato il 12% all'indomani di una seduta finita a quota 29,34 dollari.

Da Giuliani a Wainstein: i candidati per sostituire Comey all'Fbi

Trump sceglierà "nei prossimi giorni" il nuovo direttore. Su Twitter, il presidente ha difeso la sua scelta affermando che "Comey aveva perso la fiducia di tutti a Washington, repubblicani e democratici"

La decisione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di licenziare il direttore dell'Fbi, James Comey, pone diverse questioni, tra cui quella su chi prenderà il suo posto. Non si tratta certo di una scelta facile per la Casa Bianca, che dovrà puntare su una persona con una grossa reputazione e molto rispettata dal Congresso e dagli agenti dell'Fbi.

21st Century Fox: gli scandali sessuali non intaccano i conti

Svelati però patteggiamenti per 10 milioni di dollari nel primo trimestre del 2017. I ricavi trimestrali hanno deluso. Gruppo fiducioso di chiudere la scalata della britannica Sky entro la fine dell'anno
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Gli scandali di molestie sessuali nel canale Fox News che hanno portato all'uscita prima dell'ex Ceo Rger Ailes e poi del presentatore Bill O’Reilly e del co-presidente Bill Shine non sembrano avere avuto un impatto negativo sui conti dei primi tre mesi del 2017 della controllante 21st Century Fox. Il colosso dell'intrattenimento ha però rivelato in un documento depositato presso l'autorità di borsa Usa patteggiamenti per 10 milioni di dollari raggiunti nel trimestre, che si è chiuso con vendite deludenti. Separatamente, il gruppo nato nel 2013 dallo split in due della vecchia News Corp (a quella nuova fanno capo soltanto le attività editoriali con prodotti come il Wall Street Journal) è "fiducioso" di chiudere entro la fine dell'anno la scalata al 100% della britannica Sky.

Trump silura il capo dell'Fbi: non sembra una coincidenza

Partita la ricerca al successore di James Comey, accusato di avere gestito male il caso sulle email di Clinton. Ma c'è chi fa paragoni con lo scandalo Watergate. I democratici chiedono un procuratore speciale che porti avanti indagini sulla Russia

Alla fine James Comey è stato licenziato. Da Donald Trump, che ora può nominare a suo piacimento il nuovo capo dell'Fbi. Scelto da Barack Obama nel 2013 e sopravvissuto alle polemiche sorte sul finire della campagna elettorale per la sua gestione dell'emailgate riguardante Hillary Clinton, Comey è stato silurato con effetto immediato nella serata america del 9 maggio2017. Una mossa giudicata da molti "scioccante" dal momento che si è verificata mentre la polizia federale americana guidata da Cmey sta conducendo un'inchiesta sulla presunta interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali dell'8 novembre 2016 e sui potenziali legami tra lo staff di Trump e funzionari russi. Non a caso l'opposizione democratica, che subito ha fatto paragoni allo scandalo Watergate, ha chiesto la nomina di un procuratore speciale che porti avanti le indagini sul Russiagate. Comey è il secondo e unico direttore dell'Fbi ad essere stato cacciato: lo stesso destino toccò nel 1993 a William Sessions; allora alla presidenza c'era Bill Clinton.

Fbi, al via i colloqui per sostituire James Comey

Il segretario alla Giustizia, Jeff Sessions, e il suo vice, Rod Rosenstein, incontreranno quattro candidati in questa prima fase

È iniziata ufficialmente l’era post James Comey al Federal Bureau of Investigation (Fbi). Il segretario alla Giustizia americana, Jeff Sessions, e il suo vice, Rod Rosenstein, terranno oggi i primi colloqui con quattro candidati che potrebbero succedere a Comey alla direzione della polizia federale americana.

Casa Bianca infuriata: si è sentita raggirata da foto del Cremlino

Sorrisi smaglianti e strette di mano calorose di Trump con ministro degli Esteri e ambasciatore in Usa della Russia. Washington dice di non essere stata informata da Mosca che le immagini scattate sarebbero circolate in pubblico
AP

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Un attacco hacker mondiale ha colpito decine di paesi con un virus rubato all'Nsa

Colpite almeno 74 nazioni tra cui Italia, Regno Unito, Russia, India e Cina, ma arrivano denunce anche dal sud America e dall'Africa
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Un cyber attacco mondiale di proporzioni enormi è stato messo a segno grazie ad un’arma rubata alla National Security Agency (Nsa) americana. Sono infatti oltre 45.000 gli attacchi informatici messi a segno venerdì in almeno 74 Paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Spagna, Russia, India, Cina, Ucraina, Taiwan, Egitto ma anche sud America e altri paesi africani.

I Teletubbies "si sposano" con Charlie Brown e i Peanuts

Dhx Media ha rilevato la divisione intrattenimento di Iconix Brand Group, che controlla il 100% di Strawberry Shorcake e l'80% di Peanuts. Operazione da 345 milioni di dollari

Dhx Media, il gruppo canadese di brand e contenuti per bambini famosa per i "Teletubbies", comprerà Charlie Brown, i Peanuts e Strawberry Shortcake per 345 milioni di dollar. Infatti, come si legge in una nota, Dhx Media ha rilevato la divisione intrattenimento di Iconix Brand Group, che controlla il 100% di Strawberry Shorcake e l'80% di Peanuts (il restante 20% resterà alla famiglia di Charles Monroe Shulz, il creatore del fumetto, poi diventato un vero e proprio brand).

Michelle Obama contro Trump: "Nessuno dovrebbe giocare con la salute dei nostri bambini"

L'ex first lady si è schierata contro le nuove politiche sulla nutrizione volute dal presidente. È stata la sua prima apparizione pubblica a Washington da quando ha lasciato la Casa Bianca

Michelle Obama ha lanciato un messaggio a Donald Trump, schierandosi contro le mosse della sua amministrazione che mettono a rischio le politiche nutrizionali volute da suo marito: "non si scherza con la salute dei nostri bambini". L’ex first lady è intervenuta all'incontro annuale del "Partnership for a Healthier America Summit", a Washington, in quella che è stata la sua prima apparizione pubblica da quando lo scorso novembre ha lasciato la Casa Bianca.