Dimmi che marchio preferisci e ti dirò per chi voti

Sondaggio di "Buyology" mostra affinità tra pubblicità delle aziende e politica

Se sei americano e mangi i panini di Subway, la tua macchina è una Bmw, prendi il caffè da Dunkin' Donuts, allora sei certamente repubblicano. Se invece preferisci una Jeep, la mattina fai colazione da Starbucks e pranzi da Wendy, allora sei democratico. E' il risultato di uno studio di “Buyology”, secondo cui ci sono somiglianaze tra le strategie di marketing dei grandi brand e le tecniche dei partiti per accaparrarsi consensi.

I grandi marchi negano di seguire linee politiche e assicurano di essere aperti a consumatori appartenenti a qualsiasi gruppo: “I nostri clienti sono tanto diversi quanto il nostro mercato globale, appartengono a diversi gruppi sociali” ha detto ad Abc News Kenn Sparks, rappresentante di BMW of North America. Vanitha Swaminathan, professore dell'Università di Pittsburgh, spiega però come i grandi brand influenzano le emozioni delle persone allo stesso modo in cui lo fanno i politici.

Ad esempio l'agenzia assicurativa Allstate, la preferita dai repubblicani, punta su una campagna pubblicitaria incentrata sulla paura “Mayhem is everywhere” cioè “il caos è dappertutto” recita il suo slogan. Secondo Gary Singer, direttore generale di “Buyology”, i repubblicani sarebbero così attratti dallo slogan perchè è costruito sulle stesse emozioni su cui gioca la campagna elettorale del partito, la cui tattica è quella di suggerire agli elettori che votare per il presidente Obama sarebbe un disastro per i prossimi quattro anni.

Per fare l'esempio dei panini, secondo lo studio i repubblicani preferirebbero Subway perchè offre una scelta molto ampia di ingredienti, mentre Wendy è visto più come democratico perchè offre soluzioni preconfezionate uguali per tutti. Google, Visa, Apple e Coca-cola sono invece brand che piacciono a tutti senza distinzioni politiche. Secondo Singer “questi sono marchi che si elevano al di sopra delle differenze e attirano clienti da tutte le parti”.

Altri Servizi

Italia, Dbrs avverte: stabilità prossimo governo a rischio, non escluse nuove elezioni

L'agenzia canadese conferma il rating BBB (High) e l'outlook stabile. La ripresa continua. Debito pubblico e Npl ancora alti. Dalla chiamata alle urne del 4 marzo non si aspetta un vincitore. Ipotizza coalizione guidata da M5S

Il consolidamento fiscale procede e una ripresa economica più forte controbilancia le sfide future legate all'alto debito pubblico, agli "ancora elevati livelli" di crediti deteriorati e all'incertezza politica. E' questa la fotografia scattata da Dbrs, che ha lasciato il rating a BBB (alto) con outlook stabile sul nostro Paese. L'agenzia canadese ha avvertito: dalle elezioni del prossimo 4 marzo "difficilmente emergerà un vincitore chiaro". Di conseguenza, un "parlamento appeso" a equilibri incerti "potrebbe condizionare la stabilità del prossimo governo e dunque l'agenda di riforme così come il passo del consolidamente fiscale".

Sul piano dei fondamentali, Dbrs sembra tutto sommato fiduciosa. E' sul fronte politico che mostra cautela al punto da "non escludere la possibilità di altre elezioni" dopo quelle di inizio marzo. Non solo. Ipotizza una coalizione di governo capitanata dal Movimento 5 Stelle, anche se la probabilità che ciò si verifichi è giudicata "bassa".

Shutterstock

Negli Stati Uniti sta per verificarsi un cambiamento non indifferente nel settore automobilistico: i gruppi stranieri presto produrranno su suolo statunitense più vetture di quelli di Detroit, capitale americana delle quattro ruote. E questo anche grazie alla nuova fabbrica che le giapponesi Toyota e Mazda hanno deciso di costruire insieme in Alabama con un investimento da 1,6 miliardi di dollari; la mossa - che rende felice il presidente americano Donald Trump, che da sempre spinge sul Made in America - darà lavoro a 4.000 persone. E' il primo impianto totalmente nuovo ad essere costruito da quando Trump ha messo piede nella Casa Bianca il 20 gennaio del 2017.

Wall Street, ottimismo da record

Prosegue il momento d'oro per gli indici statunitensi. Oggi prezzi al consumo e vendite al dettaglio
AP

Trump apre a soluzione diplomatica con la Corea del Nord. "Ho buon rapporto con Kim"

In una intervista con il Wall Street Journal, dallo studio ovale. Il presidente americano accusa Bannon di tradimento e promette un piano per le infrastrutture da 200 miliardi di dollari

Dopo mesi di attacchi diretti e minacce, adesso sembra che Donald Trump sia pronto a una soluzione diplomatica con la Corea del Nord, con cui il presidente americano avrebbe sviluppato buoni rapporti, nonostante le apparenze. Lo si legge in una intervista rilasciata da Trump al Wall Street Journal, in cui sostiene di avere "probabilmente un ottimo rapporto con Kim Jong Un", il leader della Corea del Nord.

Dieselgate: Ford accusata in una class action di avere barato sulle emissioni

I proprietari di pickup truck Super Duty sostengono che l'azienda abbia usato su almeno 500.000 vetture un software che ha consentito di ingannare il governo Usa e di inquinare oltre i limiti su strada

Ford Motor è accusata in una class action di avere barato sulle emissioni, la stessa accusa che travolse la tedesca Volgswagen nel settembre 2015 e che la costrinse a un mea culpa riguardante quasi 11 milioni di vetture.

Trump attacca migranti da Paesi "di merda"

Secondo il Washington Post, il presidente ha fatto riferimento a Haiti e a nazioni africane
AP

Ancora una volta Donald Trump ha parlato di migranti in modo spregiativo. E lo ha fatto di nuovo a porte chiuse. Il Washington Post ha citato due fonti secondo cui in un incontro tenutosi nello Studio Ovale con alcuni legislatori, il presidente ha reagito male all'idea di offrire protezioni ai migranti giunti in Usa da Haiti, El Salvador e da nazioni africane.

Fca: altro investimento da oltre 1 miliardo di dollari in Usa, bonus da 2.000 ai dipendenti americani

E' l'effetto "in parte" della riforma fiscale approvata da Trump prima di Natale. Il Ceo Marchionne trasferisce in Michigan dal Messico la produzione del Ram; gioca d'anticipo per evitare rischi legati a un cambiamento di Nafta

Esattamente come nel 2017, anche quest'anno Fiat Chrysler Automobiles ha fatto un annuncio a pochi giorni dall'apertura del salone dell'auto di Detroit. L'annuncio, questa volta doppio, compiacerà un Donald Trump reduce della sua prima vittoria legislativa in quasi un anno di presidente americana. E ciò potrebbe venire comodo, visto che il governo americano deve decidere non solo il destino di Nafta ma anche (entro aprile) se ridurre regole stringenti volute da Barack Obama sulle emissioni e sui consumi delle quattro ruote.

Il 2017 è l'anno più costoso nella storia Usa a causa di uragani e incendi

I disastri naturali hanno provocato danni per 306 miliardi di dollari

Il 2017 è stato l'anno più costoso nella storia degli Stati Uniti per via dei disastri naturali, da una serie di incendi a uragani arrivati a costare 306 miliardi di dollari. Lo ha detto la National Oceanic and Atmospheric Administration (Noaa) in un rapporto. Stando al rapporto, 16 eventi separati sono costati più di un miliardo l'uno.

Usa: inflazione rafforzata a fine 2017, Fed verso rialzo tassi a marzo

Il rendimento del Treausry a due anni sopra il 2%, prima volta dal 2008. La banca centrale americana sarà più "falco" che "colomba"?

Forse quello che Janet Yellen aveva definito un "mistero" sta per finire: l'inflazione in Usa ha terminato il 2017 con slancio portando gli investitori a credere che la Federal Reserve realizzerà la sua prima stretta del 2018 nella seconda riunione dell'anno nuovo, quella del 20 e 21 marzo.

Wal-Mart alza salario minimo a 11 dollari/ora, darà bonus una tantum, effetto riforma Trump

E' la terza volta dal 2015 che Wal-Mart alza il salario minimo, per migliorare le condizioni di lavoro nei 4.700 punti vendita americani e nell'ambito della più ampia strategia per competere sul fronte online, tenendo il passo Amazon.

Wal-Mart Stores, colosso mondiale della grande distribuzione con oltre 2,2 milioni di dipendenti, di cui 1,5 milioni negli Stati Uniti, a partire dal 17 febbraio alzerà il salario minimo orario da 10 a 11 dollari per tutti i lavoratori in America e concederà un bonus una tantum fino a 1.000 dollari (la cifra massima per chi ha oltre vent'anni di anzianità e a scalare per gli altri).