Dimon e Buffett contro le guidance trimestrali sugli utili delle aziende Usa

I numeri uno, rispettivamente, di JPM e Berkshire Hathaway fanno pressing: il focus suia sul lungo termine

Con l'intento di spostare l'attenzione verso la crescita di lungo termine, James Dimon e Warren Buffett stanno facendo pressing sulle aziende americane affinché valutino se smettere di fornire le guidance trimestrali sui rispettivi conti. Per il Ceo di JP Morgan e il numero uno di Berkshire Hathaway, quella pratica incoraggia a concentrarsi in modo "non salutare" sui profitti di breve termine.

La loro tesi, spiegata sia in una intervista esclusiva a Cnbc e sia in un editoriale sul Wall Street Journal, è che le aziende sono messe sotto pressione per raggiungere le previsioni trimestrali sugli utili; ciò le porta a tenere a freno spese, assunzioni, ricerca e sviluppo di cui hanno bisogno per crescere nel lungo termine.

Secondo i due, quella pressione ha contribuito al calo recente del numero delle aziende quotate in Usa. "Stando alla nostra esperienza, le guidance sugli utili trimestrali spesso portano a concentrarsi in modo non salutare sui profitti e a farne le spese sono la strategia di lungo termine, la crescita e la sostenibilità".

Berkshire Hathaway non fornisce le controverse guidance mentre JP Morgan dà quelle annuali su alcuni parametri finanziari ma non sull'Eps trimestrale.

In un comunicato, la Business Roundtable - l'associazione presieduta da Dimon che riunisce i Ceo delle più importanti aziende americane - ha detto di essere favorevole all'idea di arrivare a eliminare potenzialmente le guidance trimestrali sugli utili per azione: "Le aziende quotate dovrebbero essere gestite per la prosperità di lungo termine, non per raggiungere le stime più recenti".

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