Disoccupazione Usa cala al 5,9%, prima volta sotto 6% da 2008

In settembre le aziende americane hanno creato più posti di lavoro del previsto, mentre il tasso di disoccupazione è calato per la prima volta sotto il 6% dalla metà del 2008

In settembre le aziende americane hanno creato più posti di lavoro del previsto, mentre il tasso di disoccupazione è calato per la prima volta sotto il 6% dalla metà del 2008. Negli Stati Uniti sono stati creati 248.000 posti di lavoro, più dei 215.000 attesi dagli analisti. Come riferito dal dipartimento al Lavoro, il tasso di disoccupazione è calato al 5,9%, mentre gli analisti attendevano un dato invariato al 6,1%.

Il dato sull'occupazione è dunque di buon auspicio sulla ripresa del mercato del lavoro, più rapida di quanto ipotizzato in precedenza, e sull'andamento dell'economia nel suo complesso, ma restano tuttavia dei dubbi. Preoccupa in particolare il fatto che la partecipazione alla forza lavoro è nuovamente calata dal 62,8 al 62,7%, il minimo in 35 anni e molto al di sotto del 66% di prima della recessione.

Detto questo i numeri sono incoraggianti: dopo il rallentamento di agosto, il primo mese con meno di 200.000 posti di lavoro creati dopo sei mesi sopra quella soglia, le assunzioni sono tornate a crescere in modo deciso. Va comunque detto che le cifre dei mesi precedenti sono state riviste al rialzo: in agosto sono stati creati 180.000 posti di lavoro (più dei 142.000 inizialmente stimati) e in luglio 243.000, contro i 212.000 della prima stima. Negli ultimi tre mesi sono stati aggiunti in media 224.000 al mese, in linea con la media di 228.000 dei primi sei mesi dell'anno.

Il dato "sottolinea che sei anni dopo la Grande Recessione l'economia americana si è ripresa con più forza rispetto alla maggior parte delle altre a livello mondiale", ha detto in una nota Jason Furman, presidente del Council of Economic Advisers della Casa Bianca, spiegando che questo è stato possibile "grazie al duro lavoro degli americani e in parte alle politiche messe in atto dal presidente Barack Obama". Tuttavia, "pur prendendo atto dei progressi che sono stati fatti, troppi americani non ne sentono ancora a sufficienza i benefici", ha detto ancora Furman.

Il tasso di disoccupazione, appunto sceso al 5,9%, il minimo da luglio 2008, si è abbassato dell'1,3% da agosto 2013, quando si attestava al 7,2%. Nonostante il ribasso, il tasso di disoccupazione resta alto e al di sopra della media tra il 4 e il 5% di prima della recessione e oltre il range tra 5,2 e 5,5 che la Federal reserve considera come il valore medio di lungo termine.

Per questo, andando avanti, la Federal Reserve, che proprio sull'andamento del mercato dell'occupazione regola le proprie scelte in fatto di stimoli all'economia, dovrà calibrare con cura la propria azione. Con le aziende americane che continuano ad assumere a passo più o meno sostenuto ormai da molti mesi e con il tasso di disoccupazione in progressivo ribasso, la Banca centrale americana, che durante la riunione di ottobre metterà fine al programma di stimoli all'economia, dovrà poi decidere quando cominciare ad alzare il costo del denaro, a un certo punto del 2015.

Guardando ai singoli settori, nel comparto delle costruzioni sono stati creati 16.000 posti di lavoro, 35.000 in quello retail, 81.000 nei servizi professionali e 23.0000 nella sanità. Piatte le assunzioni nel comparto manifatturiero. I salari medi sono calati di un centesimo a 24,53 dollari l'ora, il 2% in più rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, mentre la settimana di lavoro è rimasta ferma a 34,5 ore.

Da segnalare che circa 9,3 milioni di persone sono alla ricerca di un posto di lavoro e circa 7,1 milioni lavorano part-time perché non riescono a trovare, pur cercandola, un'occupazione a tempo piano (in agosto erano 7,3 milioni e in luglio 7,5 milioni). Includendoli, il tasso di disoccupazione sale all'11,8%, il minimo da ottobre 2008.

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