Donald Trump non ha dubbi: "sono gli outsider che cambiano il mondo"

"Sono gli outsider che cambiano il mondo", e se lo dice Donald Trump che è arrivato alla Casa Bianca a dispetto di quanti lo avessero etichettato come "uno scherzo" (a joke ndr) al momento della sua candidatura, c’è da dargli credito. Il presidente americano ha tenuto un discorso davanti ai laureandi della Liberty University in Virginia, la più grande università cristiana del mondo, esortando i ragazzi ad andare avanti seguendo le proprie convinzioni a prescindere dalle critiche che gli possono arrivare dall'esterno.

Il tycoon newyorchese ha fatto addirittura un parallelismo tra le sfide che è chiamato ad affrontare alla Casa Bianca e quelle che un domani dovranno affrontare i neo laureati cristiani "in un mondo secolare" come quello attuale.

"Non abbiate paura di sfidare gli interessi forti o le fallite strutture del potere", ha affermato sorridente il 45esimo presidente degli Stati Uniti che ha poi scherzato a riguardo dicendo: "Sembra familiare vero?", facendo riferimento al suo essersi schierato contro l’establishment di Washington. "Apprezzate l’opportunità di essere un outsider e abbracciate quell’etichetta", ha dichiarato l’inquilino della Casa Bianca secondo cui "va bene essere un outsider perché sono coloro che cambiano il mondo facendo la differenza in modo reale e duraturo".

"Più il sistema rotto e corrotto vi dice che state sbagliando più audacemente dovrete continuare sulla vostra strada", è stato il consiglio di Trump il cui discorso non ha toccato il tema caldo della settimana (il licenziamento del direttore dell’Fbi, James Come ndr) ma ha voluto mettersi in luce come difensore della fede cristiana del presidente americano. Ruolo che d’altronde aveva avuto modo di ricoprire più volte durante la campagna elettorale, come ricorda il Washington Post.

"In America non adoriamo il governo, noi adoriamo Dio", ha sottolineato Trump ad un certo punto che nel gennaio dello scorso anno, in piena corsa presidenziale, era stato pubblicamente appoggiato dal presidente della stessa Liberty University, nonché icona del mondo evangelico, Jerry Falwell Jr., che aveva definito l’allora candidato repubblicano "un dirigente e imprenditore di successo e un uomo che può portare nuovamente alla grandezza il nostro paese".

Eppure, nonostante l’endorsement dei piani alti dell’Univerisità cattolica della Virginia, il rapporto di Trump con gli studenti è tutt’altro che idilliaco. Il giornale della capitale ricorda infatti l’intervento del magnate poche settimane dopo la dichiarazione di Falwell quando, riferendosi alla lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi, Trump aveva usato l’espressione "i due Corinzi" dando dimostrazione di una scarsa conoscenza dell’argomento.

Lo scorso autunno, dopo la pubblicazione da parte dello stesso Washington Post del video risalente al 2005 in cui Trump si vantava di poter fare qualunque cosa alle donne in virtù del suo essere un vip, un gruppo di studenti sotto il nome di Liberty United Against Trump aveva pubblicato un comunicato con cui criticava fortemente l’endorsement di Falwell.

"Siamo studenti della Liberty delusi dall’appoggio del presidente Falwell e siamo stanchi di essere associati a uno dei peggiori candidati alla presidenza della storia americana". Altri tre studenti hanno addirittura scritto un op-ed sul Wp dal titolo "Trump è l’antitesi dei nostri valori", eppure nonostante ciò l’accoglienza ricevuta dal 45esimo presidente americano è stata più che calorosa con oltre 50.000 persone ad applaudire il suo discorso. Un record per l’università, come sottolineato nello stesso articolo che il tycoon aggiungerà alla sua lunga lista.

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