Donne segregate nelle ultime file in un autobus di Brooklyn


La comunità ebreo ortodossa è accusata di discriminazione


19.10.11

16:30

Una ragazza che volesse muoversi da una zona all'altra di Brooklyn prendendo l'autobus B110, farà meglio a fare attenzione a dove si siede. Potrebbe essere invitata a male parole ad attenersi alle regole del mezzo, che relegano le donne nelle file in fondo. Il regolamento di un mezzo pubblico frequentato per lo più dalla comunità degli ebrei ultra ortodossi è stato denunciato come sessista e discriminatorio in un'inchiesta del New York World. Il sito racconta l'esperienza di una giovane invitata con decisione a spostarsi. "Se Dio fa una regola, tu non chiedi 'Perché questa regola?" si è sentita rispondere quando ha chiesto spiegazioni.

La linea accusata di discriminazione sessuale collega il trendy quartiere di Williamsburg e quello di Borough Park, a Brooklyn, due tra le aree di New York caratterizzare dalla maggiore densità di ebrei ultra ortodossi. Seppure identico in tutto e per tutto a quelli di linea, l'autobus B110 è pensato per servire prevalentemente questa comunità ed è affidato alla gestione di una azienda privata, Private Transportation Corporation. La compagnia, secondo il giornale della comunità ebraico ortodossa Vos Iz Neias?, ha un consiglio di consulenti rabbini che hanno decretato che i passeggeri maschi debbano sedere nelle file davanti, mentre le donne in quelle in fondo, per evitare inaccettabili contatti tra sessi.

Una decisione che ha suscitato accuse di discriminazione sessuale. Soprattutto perché, viene rilevato, il mezzo tecnicamente non è privato, ma solo affidato in gestione, deve quindi restare aperto a tutti i passeggeri e a bordo devono valere le stesse regole di tutti altri spazi publici. "Questa è un'azienda privata, ma il servizio è pubblico", ha dichiarato al New York Post, Seth Solomonow, portavoce del Dipartimento dei Trasporti di New York. " L'azienda deve quindi attendersi alle leggi". Che prevedono uguali diritti tra uomo e donna. Incluso quello di sedersi in prima fila.

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