Dopo l'Expo, 'Orgoglio Brescia' va a Chicago con l'opera Leosphere

Il consorzio confindustriale che ha piantato l'Albero della vita all'esposizione universale a Rho festeggia il 45esimo anniversario del gemellaggio tra Milano e la Windy City con la creazione di Florian Boje

Dopo avere piantato l’Albero della Vita all'Expo 2015 di Milano, il consorzio confindustriale “Orgoglio Brescia” dimostra le sue ambizioni internazionali con una nuova opera: Leosphere.  Si tratta di una sfera in legno alta 45 metri ispirata agli studi di Leonardo da Vinci, che la cordata composta da 18 aziende bresciane ad alta specializzazione porterà al centro di Chicago nel 2018 per celebrare il 45esimo anniversario del gemellaggio tra la città dell'Illinois e Milano. L'opera, creata da Florian Boje, è pensata per rappresentare l'incontro, la contaminazione, il dialogo tra l'ingegno italiano e tecnologia americana.

Un modello in scala di Leosphere rimarrà in esposizione dal 17 novembre al 7 gennaio presso The Mart, il palazzo del Merchandising simbolo della cosiddetta Windy City che con i suoi 372.000 metri quadrati di spazio fu il palazzo commerciale più grande al mondo quando aprì nel 1930. L’opera verrà esposta nel piano terra dell'edificio, nello Spazio Ernesto Meda.

"Siamo dell’idea che solo dei progetti davvero grandiosi e davvero unici abbiano la possibilità di essere apprezzati e valorizzati a livello internazionale", ha dichiarato Paolo Franceschetti, l'uomo alla guida del consorzio nato il 12 dicembre 2014 nella seconda provincia manifatturiera d'Europa, Brescia appunto, che ha la quota di export maggiore (in percentuale) della media italiana. "Oggi noi rappresentiamo un progetto unico nel mondo. Abbiamo l’ambizione di arredare il mondo con le nostre mega strutture, che sono delle imponenti istallazioni, un museo a cielo aperto".

Secondo il presidente del consorzio, "nell’era di Google maps, Orgoglio Brescia si prefigge di creare e istallare opere nelle più importanti città al mondo. Il sogno è di avere un circuito mondiale di storia, cultura e tecnologia che veda nelle opere di Orgoglio Brescia i nuovi 'puntatori di destinazione'".

Giancarlo Turati, vice presidente nazionale di Piccola Industria di Confindustria e team leader del progetto, ha spiegato che "siamo partiti da Milano per Expo con un opera rinascimentale di Michelangelo come l’Albero della Vita; adesso facciamo tappa a Chicago con un grande opera ispirata al genio di Leonardo da Vinci, Leosphere, che verrà inaugurata entro il Columbus Day 2018". Per Turati, "Orgoglio Brescia è molto più di un progetto imprenditoriale; è un messaggio culturale e imprenditoriale. Grazie alle creazione e istallazione di mega strutture così imponenti e spettacolari vogliamo richiamare l’attenzione su un comprensorio come quello bresciano che da sempre è all’avanguardia".

 "Il Gemellaggio tra Chicago e Milano è la dimostrazione tangibile della forza e della concretezza di un evento come Expo 2015 che ha unito popoli e idee, ha detto Francesca Parvizyar, co-presidente del Sister Cities International Milan Committee aggiungendo: "Il nostro progetto nato proprio a Milano in quel periodo ci ha visto in questi ultimi due anni impegnati a dare concretezza e valore a una partnership che lega ancor di più gli Stati Uniti e l’Italia. Il progetto Leosphere è il simbolo dell’ingegno e della concretezza italiana; la città di Chicago è il simbolo dell’accoglienza e della visione".

"Chicago si prepara al 45esimo anniversario del gemellaggio con Milano nel migliore del modi", ha aggiunto Joseph Monastero, che come Parvizyar è di fatto ambasciatore culturale per le due città. "Leosphera è il simbolo di questa straordinaria iniziativa ma sarà anche una grande opera per tutto il mondo. Ringraziamo il consorzio Orgoglio Brescia per la sua opera, per il suo ingegno e per la sua lungimiranza", ha concluso.

La missione a Chicago, patrocinata dal Comune di Milano, è stata organizzata e coordinata con Monastero e Parvizyar e da Robert Allegrini, vice presidente Corporate Communications di The Americas HILTON con il supporto dell’Agenzia ICE di Chicago e dell’Istituto Italiano di Cultura di Chicago.

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