Dopo Gm e Ford, Trump contro Toyota (e il Messico)

Il presidente eletto minaccia il gruppo giapponese: produca in Usa o pagherà alti dazi doganali. L'azienda risponde: occupazione Usa salva con nuova fabbrica in Messico (annunciata nell'aprile 2015)

Toyota va ad aggiungersi all'elenco di gruppi automobilistici presi di mira da Donald Trump. Dopo avere attaccato General Motors e Ford, il presidente eletto indirizza un tweet all'azienda giapponese: "Toyota Motor dice che costruirà una nuova fabbrica a Baja, Messico, per produrre auto Corolla per gli Usa. Niente affatto. Costruisca la fabbrica in Usa o paghi alti dazi doganali".

Toyota possiede uno stabilimento a Baja, dove produce pickup truck e dove intende aumentare la capacità produttiva di 60.000 veicoli entro il 2017. Nel 2015 il gruppo aveva annunciato piani per spendere un miliardo di dollari in una nuova fabbrica a Guanajuato, Stato centrale del Messico, per realizzare auto a marchio Corolla dal 2019. La vettura in questione è la seconda meglio venduta in Usa e attualmente è prodotta nello Stato americano del Mississippi e in Ontario (Canada).

Il gruppo giapponese ha in Nord America 14 fabbriche di cui 10 in Usa, tre in Canada e solo una in Messico. Nel 2015 ha prodotto oltre 2 milioni di veicoli in questa regione di cui 1,3 milioni in Usa. Nello stesso anno la produzione messica è stata pari a solo 82.328 Tacoma. E in Usa ha importato dal Messico solo 47.000 vetture, molto meno delle 438 mila di Gm, delle 368mila di Fca, delle 361mila di Renault, delle 334 mila di Ford e delle 192mila di Volkswagen.

La risposta di Toyota
Toyota ha risposto a Donald Trump, il presidente eletto che ha preso di mira il gruppo giapponese produttore di auto intenzionato a costruire una nuova fabbrica in Messico dove costruire l'auto Corolla; il successore di Barack Obama ha minacciato dazi doganali alti per l'importazione della vettura in Usa.

"Toyota è parte del tessuto imprenditoriale americano da quasi 60 anni", ha risposto l'azienda dicendo che "il volume di produzione o l'occupazione in Usa non caleranno come risultato del nuovo impianto a Guanajuato, Messico, annunciato nell'aprile 2015" e che andrà ad aggiungersi all'unico esistente nella nazione dell'America centrale.

Il gruppo si è detto "impaziente di collaborare con l'amministrazione Trump nel migliore interesse dei consumatori e del settore automobilistico".

Il caso Gm
E' la stessa minaccia che il successore di Barack Obama aveva paventato per Gm lo scorso tre gennaio, quando scrisse su Twitter che avrebbe imposto una "tassa doganale alta" sulle Chevy Cruze importate in Usa dal Messico. Gm aveva risposto dicendo che "tutte le berline Chevrolet Cruze vendute negli Stati Uniti sono prodotte nello stabilimento di Lordstown, in Ohio", mentre in Messico sono costruiti modelli per il mercato globale e solo "una piccola parte è venduta negli Stati Uniti".

Il caso Ford
Nello stesso giorno Ford - pur lasciando intatto il piano di trasferire in Messico la produzione della Focus senza alcuna perdita di occupazione in Usa - aveva fatto saltare il piano di costruire una fabbrica in Messico che implicava un investimento di 1,6 miliardi di dollari. Il gruppo guidato da Mark Fields aveva scelto di investire 700 milioni di dollari in una fabbrica del Michigan (Usa) dove verranno creati 700 posti di lavoro nuovi.

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