Dopo i Golden Globe, tutti pazzi per Oprah Winfrey presidente Usa

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Oprah Winfrey candidata alla presidenza degli Stati Uniti? E' quello che l'America si stanno domandando dopo il discorso appassionato che nella notte la regina afroamericana dei talk show Usa ha tenuto durante la cerimonia della 75esima edizione dei Golden Globe. Secondo fonti di Cnn a lei vicine, "sta attivamente" pensando a una discesa in campo.

Winfrey ha saputo dare tono come nessun altro a una serata altrimenti caratterizzata dalla compostezza e in cui il colore dominante è stato il nero in onore delle vittime di molestie sessuali che hanno travolto e sconvolto Hollywood (ma non solo). Lo ha fatto con un discorso giudicato da molti "presidenziale", perché capace di ispirare, muovere le coscienze e spingere ad agire.

Prima di salire sul palco della sala da ballo del Beverly Hilton Hotel di Los Angeles, è stato il comico reclutato a presentare la serata a gettare le basi per le speculazioni sul futuro politico di Winfrey (che ripetutamente tornano a presentarsi). Seth Meyers ha ricordato le battute fatte durante la cena dei corrispondendi della Casa Bianca del 2011, quando disse che Donald Trump non era qualificato per conquistare la Casa Bianca. "Qualcuno ha detto che quella notte si è convinto a candidarsi", ha detto Meyers. "Se questo è vero, voglio solo dire: Oprah, non sarai mai presidente. Non hai quel che serve", ha aggiunto rivolgendosi a colei che successivamente sarebbe diventata la prima afroamericana a ricevere il Cecil B DeMille Award. Un'altro modo per auspicare la sua discesa in campo, insomma.

Una volta salita sul palco, Winfrey ha fatto subito riferimento al clima politico attuale sottolineando quanto importante sia la stampa, "ora come non mai, mentre cerchiamo di navigare questi tempi complicati". Chiaro riferimento al 45esimo presidente Usa e ai suoi attacchi contro i media, spesso tacciati di diffondere Fake News semplicemente perché dicono cose da lui non gondivise.

Per lei "dire la verità è lo strumento più potente che abbiamo". Winfrey è poi passata al tema della serata, caratterizzato dal movimento #MeToo: "Voglio esprimere gratitudine per tutte le donne che per anni hanno subito abusi perché loro, come mia madre, avevano figli da sfamare, bollette da pagare e sogni da inseguire".

E allora si è rivolta a tutte le bambine sintonizzate, una cosa che fece anche Hillary Clinton nella brutale notte della sua amarissima sconfitta elettorale del novembre 2016: "Voglio che sappiano che un nuovo giorno è all'orizzonte. E quando finalmente l'alba di quel giorno arriverà, sarà grazie a tante donne magnifiche, molte delle quali sono qui in questa stanza stasera. E anche a qualche uomo fenomenale, che ha lottato duro per fare in modo che [quelle donne] diventino le leader che ci portino a un punto dove nessuno dovrà mai dire di nuovo 'me too'".

Per gli osservatori, parole di questo tipo sono tipiche di una campagna elettorale. Forse non a caso. Resta da capire se per Winfrey ci sarà una discesa in campo. Nei mesi scorsi ha smentito rumor di questo tipo. Chissà che non cambi idea forte del successo del suo discorso durante la versione di Serie B degli Oscar (previsti il 4 marzo). Il suo partner di sempre, Stedman Graham, ha detto al Los Angeles Times nella notte che "Sta alla gente. Lei lo farebbe" (il gesto di candidarsi).

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