Dopo le occasioni perse da Ballmer, Microsoft al bivio

La società non ha cavalcato la rivoluzione mobile e ora si deve reinventare. A partire dal nuovo amministratore delegato, ma non ci sono candidati ovvi.

La decisione di Microsoft di rimpiazzare l'amministratore delegato Steven Ballmer, annunciata venerdì, non segue il "protocollo" che insegnano all'università per questo genere di passaggi di consegne. Annunciato a sorpresa, a mercati aperti, senza che ci sia già un successore designato, è stato ben accolto dagli investitori, ma avrebbe potuto essere un disastro. Eppure a chi conosce il colosso informatico fondato da Bill Gates nel 1975 è chiaro che non è stata una scelta non meditata.

Il consiglio di amministrazione, spiegano fonti interne alla società, già da tempo valutava la possibilità di mettere fine ai 13 anni di gestione Ballmer. Tuttavia, la forte personalità dell'amministratore delegato, la riluttanza del Cda a sostituirlo, il flop di alcuni prodotti e i recenti problemi finanziari hanno costretto la società ad agire.

Al di là della scelta del nuovo Ceo, il problema di Microsoft è superare le condizioni che hanno provocato un calo dei profitti e reso necessario l'addio di Ballmer: le sorti di Microsoft sono al momento legate alla popolarità dei personal computer, una tecnologia in costante calo e in netto svantaggio rispetto a tablet e smartphone. Ballmer ha di recente delineato la nuova strategia della società che passa per prodotti più efficienti, ma secondo gli analisti si è trattato di un'azione troppo poco aggressiva e tardiva.

"Il grande cambiamento era il mobile, Ballmer sarà a lungo criticato per avere perso l'attimo e non avere partecipato alla rivoluzione chiaramente iniziata alla metà degli anni Novanta", ha detto JP Gownder, analista di Forrester. I numeri gli danno ragione: secondo i dati di IDC, le vendite di smartphone sono cresciute nel 2012 del 46% e quelle di tablet del 78%. Al contrario quelle di computer da tavolo e portatili sono calate in modo costante e lo stesso hanno fatto le società che puntavano tutto sui software. Come Microsoft.

Nel breve termine, comunque, la priorità è trovare un successore. "Non ci sono candidati ovvi, tutte le persone interessanti che hanno lavorato per Microsoft negli ultimi dieci anni e che sarebbero state candidati papabili se ne sono andate", ha detto Michael Cusumano, professore di ingegneria al Massachusetts Institute of Technology ed esperto di strategia nell'industria dei software. "E' anche difficile introdurre un esterno. Microsoft è nota per i suoi gruppi di potere interni, difficilmente controllabili da un esterno", ha detto.

Trovare un adeguato piano di successione è cosa delicata per tutte le aziende, ma lo è in modo particolare per Microsoft: Ballmer è un dirigente dal 1980 e amministratore delegato dal 2000, ma è anche grande amico di Bill Gates, che è ancora presidente della società. "Ballmer è uno dei fondatori, lasciare Microsoft è come morire, quindi è difficile seguire una procedura ordinata. Occorre una grande maturità da parte di tutti", ha detto Joseph Bower, professore della Harvard Business School.

Subito dopo l'annuncio sono partite le speculazioni sul nome del candidato, ma secondo gli osservatori il processo di scelta sarà lungo e non senza sorprese. E' improbabile che ritorni Steven Sinofsky, ex capo della divisione che si occupa del sistema operativo Windows: aveva lasciato l'incarico l'anno scorso sulla scia di forti disaccordi con lo stesso Ballmer e si è da poco inserito nella società di venture capital di Andreessen Horowitz. Appare invece possibile un ritorno di altri dirigenti, come Paul Maritz, amministratore delegato di VMware fino all'anno scorso, Stephen Elop, passato a Nokia, Kevin Johnson, prossimo all'addio di Juniper Networks.

Altri nomi che circolano sono quelli di Jeff Raikes, amministratore delegato della Gates Foundation, e Chris Liddell, ex direttore finanziario di Microsoft e G.M. Tra i candidati esterni è stato nominato praticamente chiunque, compresi il direttore operativo di Facebook Sheryl Sandberg, l'amministratore delegato di Netflix Reed Hastings e Scott Forstall, che ha guidato fino all'anno scorso la divisione iOS di Apple.

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