Due ex economisti di George W. Bush in lizza per la vicepresidenza della Fed

Trump sta lavorando per creare la "sua" Federal Reserve. Visto che Yellen ha deciso di lasciare anche il Board della Fed, sono quattro su sette i posti che resteranno vacanti.

Richard Clarida e Lawrence Lindsey, economisti che hanno ricoperto posizioni di rilievo durante l'amministrazione di George W. Bush, sono tra i candidati papabili per la carica di vicepresidente della Federal Reserve.

E' quanto riferisce il Wall Street Journal, secondo cui i due nomi si vanno ad aggiungere a quello dell'ex amministratore delegato di Pimco, Mohamed El-Erian, che sarebbe nella short list della Casa Bianca per prendere il posto dell'uscente Stanley Fischer.

Clarida, professore di economia e affari internazionali alla Columbia University ed ex direttore generale di Pimco, è stato responsabile della politica economica del dipartimento al Tesoro dal 2002 al 2003, mentre Lindsey è stato consigliere economico di Bush dal 2001 al 2002, nonché membro del Board della Fed dal 1991 al 1997.

La selezione del numero due della Banca centrale americana è iniziata ufficialmente il mese scorso, quando il presidente Donald Trump ha scelto Jerome Powell per prendere il posto di Janet Yellen, quando il primo e unico mandato di quest'ultima scadrà a febbraio. Powell, nel Board della Fed dal 2012, sarà il primo presidente non economista dell'istituto in quasi quarant'anni, motivo per cui è possibile che Trump scelga appunto un economista per la vicepresidenza.

La cosa certa è che Trump sta lavorando per creare la "sua" Federal Reserve. Visto che Yellen ha deciso di lasciare anche il Board della Fed, sono quattro su sette i posti che resteranno vacanti. Di più, nel corso del prossimo anno, l'unico membro del Board scelto da Barack Obama resterà Lael Brainard, ex sottosegretario al Tesoro con delega per gli affari internazionali.

Il rimpasto potrà spingere ulteriormente Wall Street, visto che la "nuova Fed" di Trump potrebbe allinearsi alla strategia del presidente improntata su un deciso sostegno all'economia, anche se ufficialmente la Banca centrale americana è slegata dalla politica e ha sempre ribadito la propria indipendenza dall'amministrazione e dalla Casa Bianca.

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