E' fallita Borders, la seconda maggiore catena di librerie in America

11.000 persone hanno perso il lavoro

Non c’è stato nulla da fare per Borders, la più grande catena di librerie degli Stati Uniti dopo Barnes&Noble. Scaduto domenica scorsa il tempo utile per fare offerte d’acquisto delle 400 librerie del gruppo, nell’assenza si proposte di rilevo durante la settimana, l’unica soluzione è stata aprire la procedura fallimentare. E venerdì è cominciata la liquidazione delle librerie. Secondo Gordon Brothers Group, società gestisce la liquidazione di Borders, l’inventario della catena di librerie, inclusi i libri, la cancelleria, gli album musicali e i film in dvd saranno venduti per un valore complessivo superiore ai 700 milioni di dollari. E anche i mobili, gli scaffali e l’arredamento dei negozi saranno messi in vendita. Nella prima fase della liquidazione saranno applicati sconti fino al 40 per cento. Di solito per completare la liquidazione sono necessarie dalle otto alle dieci settimane e verso la fine di questo periodo gli sconti sono sempre più alti.

“Questa è la fine di un’epoca” ha detto Mike Edwards, il direttore generale di Borders, il un’intervista al quotidiano Usa Today.

Il fallimento della catena di librerie lascia a casa i circa 11.000 dipendenti. Tra le altre ricadute della fine di Borders dopo 40 anni di attività su tutto il territorio degli Stati Uniti potrebbe esserci un calo della vendita di libri cartacei e a un aumento delle vendite di libri elettronici sul sito di Amazon e di altre librerie online. Barnes & Noble resta così l’unica catena di librerie diffusa su scala nazionale.