E Santorum tira fuori Mussolini

Sogno americano, fuga dal fascismo e valori tradizionali

Un personaggio inatteso ha fatto la sua comparsa nei caucus dell’Iowa: Benito Mussolini, citato da Rick Santorum nel discorso di ringraziamento agli elettori dopo la quasi vittoria (ma quando ha parlato non era ancora finito il conteggio, avrebbe benissimo potuto ancora vincere). Generalmente l’Italia non è il paese straniero più citato dai candidati presidenziali repubblicani, che semmai parlano di Corea del Nord o Iran. Tuttavia Rick Santorum è italoamericano, e ha parlato della storia della sua famiglia come di un classico esempio del sogno americano.

Il nonno del 53enne ex senatore era infatti italiano: “Venne qui dopo aver combattuto nella prima guerra mondiale, tre anni dopo la presa del potere da parte di Mussolini. Aveva capito che il fascismo gli avrebbe schiacciato lo spirito e la libertà e gli avrebbe dato meno di quello che voleva per i suoi figli. Così andò a lavorare nelle miniere di carbone in Pennsylvania”.

Dopo la mozione degli affetti, in un discorso a tratti lirico che si è staccato molto da quelli dai toni bellicosi degli altri candidati, Santorum ha ringraziato Dio per il piazzamento inatteso: “Mi chiedono come ho fatto. Abbiamo lavorato duro, girato 99 contee, ho tenuto 381 discorsi. Ma soprattutto con la grazia quotidiana che viene da Dio, che ringrazio pubblicamente perché mi ama, con tutti i miei difetti”.

L’ex senatore della Pennsylvania è cattolico assai osservante, da tempo alfiere delle posizioni più conservatrici in tema sociale, e ha usato il suo discorso per dipingere di nuovo il quadro di un’America idillica cui vuole tornare. “Avete fatto stasera il primo passo per riprendere questo paese”, ha detto, descrivendo i suoi elettori come persone che “condividono i nostri valori su fede e famiglia”.