Nell’Atlantic Division, il dominio dei Boston Celtics dovrebbe essere messo a dura prova dai nuovi New York Knicks che sembrano abbiano allestito una squadra capace di poter dire la sua anche ai playoff.
I newyorkesi, aggiungendo il centro Tyson Chandler, campione Nba l’anno scorso con i Dallas Mavericks, i play Mike Bibby da Miami e Baron Davis da Cleveland a due superstar come Carmelo Anthony e A’mare Stoudemire, sembrano avere approntato una squadra competitiva. Se il rookie Imam Schumpert dovesse rispettare le attese, i Knicks potrebbero puntare alle finali di conferenza.
Boston dovrebbe essere sullo stesso livello dei Knicks. I Celtics sono riusciti a tenere i Big 4 assieme per tentare di vincere il loro 18esimo titolo. Certo, aver dato Kendrick Perkins agli Oklahoma City Thunder in cambio di Jeff Green la scorsa stagione, sembra aver penalizzato e non poco i verdi di Boston. Con Ray Allen che ha 36 anni, Kevin Garnett, 35, Paul Pierce, 34, e Jermaine O’Neal, 33, i Celtics potrebbero però essere la squadra che trae maggiori benefici dalla serrata che ha cancellato la prima parte della stagione.
Dietro di loro si dovrebbero piazzare i Philadelphia 76ers. A parte la proprietà e la mascotte, la squadra non ha subito stravolgimenti rispetto a quella che ha concluso la stagione scorsa con 41 vittorie e 41 sconfitte. Andre Igoudala, Jrue Holiday, Elton Brand e Thaddeus Young sono tutti rimasti al Wells Fargo Center; l’unica novità è Nikola Vucevic. Ma gli esperti sono scettici nel ritenere che il centro montenegrino riesca a far fare il salto di qualità alla squadra che fu di Allen Iverson.
I New Jersey Nets sembrano più concentrati sull’imminente trasferimento a Brooklyn che non al campionato 2012. A meno che nel corso della stagione non riescano a convincere Dwight Howard a lasciare Orlando, nessuno pretende che la squadra di East Rutherford faccia miracoli. Con il centro Brook Lopez fuori con un piede rotto, tutta la responsabilità (troppa) ricade sulla point guard Derron Williams. Dopo una stagione terminata con 24 vittorie ed 58 sconfitte, gli acquisti di Shawne Williams, Shelden Williams e MarShon Brooks sembrano insufficienti a garantire alla squadra allenata da Avery Johnson un posto ai playoff.
I Raptors erano già scarsi quando vi giocava Chris Bosh e la stagione scorsa abbiamo avuto la conferma che DeMar DeRozan e Andrea Bargnani da soli non sono capaci di far vincere la squadra di Toronto. Dopo un mercato privo di novità, la squadra del nuovo coach Dwane Casey sembra inadeguata a fare meglio delle 22 vittorie della scorsa stagione. Le cose potrebbero migliorare l’anno prossimo con l’arrivo del centro lituano Jonas Valaciunas.

Il discorso sembra meno incerto nella Central Division dove i Bulls del Mvp Derrick Rose non dovrebbero aver problemi a confermarsi come dominatori assoluti.
L’arrivo di Richard Hamilton da Detroit completa (con Rose) il pacchetto di piccoli di Chicago. Se i due alti, Carlos Boozer e Joakim Noah, riescono a rimanere sani per tutta la stagione, la squadra potrebbero riuscire a pareggiare le 62 partite vinte la scorsa stagione.
Dietro di loro, Indiana. L’acquisto dell'ala ex All Star David West da New Orleans aggiunge un marcatore di sicuro affidamento accanto a Danny Granger. Mentre l’arrivo del nativo di Indianapolis George Hill dai San Antonio Spurs dovrebbe riportare un po’ di entusiasmo al Bankers Life Fieldhouse. Tutti gli altri titolari a partire dal centro Roy Hibbert e dalla point guard Darren Collison sono stati confermati. E sembra credere nelle possibilità della squadra anche Jeff Foster; il free agent 34enne ha preferito rimanere con i Pacers piuttosto che cercare fortuna altrove.
A seguire, dovrebbero classificarsi i Bucks. Milwaukee ha aggiunto alla rosa Stephen Jackson, proveniente dai Charlotte Bobcats. La shooting guard/ ala piccola, assieme al centro Andrew Bogut, che dovrebbe essersi definitivamente ripreso dall’operazione al braccio che ne aveva limitato il rendimento la scorsa stagione, dovrebbe garantire una buona quantità di punti e potenziare l’attacco dei Bucks. Se Brandon Jennings matura e diventa un giocatore più concreto la squadra potrebbe anche fare un salto di qualità.
I Detroit Pistons del nuovo allenatore Lawrence Frank non dovrebbero avere troppe difficoltà a migliorare le 30 vittorie della scorsa stagione. La rosa non ha subito stravolgimenti particolari. Buona parte dei cambiamenti devono però riguardare l’organizzazione e la disciplina, in particolare dopo l’increscioso episodio del 25 febbraio quando sette giocatori non si sono presentati all’allenamento.
Chiudono i Cavaliers. A Cleveland c’è grande attesa per i rookie Kyrie Irving e Tristan Thompson, due delle prime quattro scelte al Draft dell’anno scorso. Anche se coach Byron Scott sa che è ingiusto addossare troppe responsabilità sul 19enne Irving, è chiaro che in Ohio si punta sul giovane play per riportare in alto una squadra che con l’abbandono di LeBron James è passata da essere una possibile contendente per il titolo a una franchigia capace di perdere ben 63 partite la scorsa stagione.

Nella Southeast Division si dovrebbe ripetere il duello tra Miami Heat e Orlando Magic.
Dopo la stagione di assestamento, terminata con la sconfitta in finale contro i Dallas Mavericks, Miami non può più sbagliare. I Big 3 sono ancora tutti in rosa e non dovrebbero avere difficoltà a eguagliare o migliorare le 58 partite vinte l’anno scorso. È vero, gli Heat hanno perso Mike Bibby e Zydrunas Ilgauskas, ma l’acquisto di Shane Battier dovrebbe rilevare LeBron James di buona parte delle sue responsabilità difensive.
Il punto interrogativo dopo il nome Dwight Howard non è stato cancellato e non verrà cancellato a breve. La permanenza del più richiesto centro dell’Nba rimarrà in dubbio fino a quando la dirigenza di Orlando non sceglie tra le varie offerte pervenute o non firma un’estensione con il gigante buono. Ciononostante, anche se Howard fosse confermato, il lento declino dei Magic (dopo le finali raggiunte nel 2009) sembra inevitabile. L’arrivo di Glen Davis da Boston rafforza la rosa di lunghi a disposizione di coach Stan Van Gundy, ma sembra insufficiente a migliorare la squadra rispetto alla scorsa stagione.
Nonostante abbiano sostituito Jamal Crawford (accasatosi a Portland) con i vecchi Tracy McGrady e Jerry Stackhouse, gli Atlanta Hawks sembrano ancora capaci di raggiungere i playoff. Tutti gli altri titolari a partire dall’ala grande Joe Smith e dalla shooting guard Joe Johnson sono infatti rimasti. Non bisogna però sottovalutare l’assenza (fino a febbraio per un’operazione alla spalla) di Kirk Hinrich.
Dietro di loro, i Washington Wizards. Con John Wall, Nick Young e Rashard Lewis che problemi ci potrebbero mai essere? Nulla, a parte il resto della rosa. Gli acquisti di Ronny Turiaf, Roger Mason, Jan Vesely e Chris Singleton non dovrebbero far compiere il tanto auspicato salto di qualità alla squadra della capitale. Per migliorare, i Wizards devono sperare in dei progressi da parte di JaVale McGee e Andray Blatche.
Chiudono i Charlotte Bobcats. Svecchiare. L’ordine viene dai vertici societari; è stato infatti il proprietario della franchigia Michael Jordan a voler ricostruire a partire dai giovani. Dopo Bismack Biyombo, Jordan ha voluto a tutti i costi il capitano di Uconn Kemba Walker. I Bobcats, per anni ai margini dei playoff, hanno capito che fare il salto nel basket che conta dovevano fare un passo indietro prima di poter andare in avanti. Con 34 vittorie e 48 sconfitte la scorsa stagione, Charlotte non ha battuto ciglio e, oltre al centro titolare Kwame Brown, ha fatto partire i suoi due top scorer della passata stagione come Gerald Wallace e Stephen Jackson.















