Nel 1997, 20,3 milioni di persone erano davanti alla televisione quando Tiger Woods vinceva il Masters Tournament: era nato il Tiger Effect, la moda che aveva il giocatore di golf più popolare del mondo come protagonista. L'8 gennaio 53,3 milioni di persone hanno visto il lancio miracoloso con cui Tim Tebow, quarteback dei Denver Broncos, ha fatto volare Demaryius Thomas verso il touch down che ha regalato alla squadra la vittoria contro i Pittsburgh Steelers.
Un buon passaggio però non è mai abbastanza per fare nascere una stella. E allora perché Tim Tebow, che per altro come quarterback non è neppure il migliore (ha un rendimento incostante, è capace di grandiose partite e performance per lo meno appannate), è il personaggio del momento, nella National Football League, negli Stati Uniti e per la comunità di Internet? Tebow, fervente cristiano, è diventato l'icona di un modo corretto, virtuoso, un po' anacronistico forse di interpretare lo sport. Ogni volta che la sua squadra vince, si inginocchia a bordo campo e ringrazia il Cielo, ogni volta che lo intervistano il primo grazie va al Signore.
E da qui, è partita la moda. E' stato coniato un verbo - "tebowing", che ha una definizione ufficiale (inginocchiarsi su una sola gamba e cominciare a pregare, anche se attorno alla persona che prega tutti gli altri stanno facendo qualcosa di diverso), - è stato lanciato un sito Internet dove le persone di tutto il mondo inviano la propria foto mentre pregano inginocchiati come Tebow, su YouTube sono centinaia i video di persone che, più o meno seriamente, emulano il quarterback, i media americani sono impazziti.
In alto, la foto che ha dato inizio a tutto. Qui sotto, il "tebowing", con foto da tutto il mondo

























