08.09.10
21:50
Come si legge nel Beige Book, il rapporto che la Banca Centrale americana pubblica ogni sei settimane, sebbene i distretti di St. Louis, Minneapolis, Kansas City, Dallas e San Francisco hanno riportato che “la crescita economica continua a passo moderato”, nelle aree di New York, Filadelfia, Atlanta, Richmond e Chicago, sono state evidenziate “condizioni contrastanti o un rallentamento”. In controtendenza solo le aree di Boston e Cleveland, dove sono emersi “sviluppi positivi rispetto ai precedenti rapporti”.
Tuttavia, anche se la ripresa sembra avere perso slancio, gli esperti non prevedono che il Paese scivolerà nuovamente nella recessione, convinti dell’efficacia delle misure volute dalla Federal Reserve e confortati dalle parole del presidente della Banca Centrale Ben Bernanke, che si è impegnato a fare di più riprendendo ad acquistare asset se fosse necessario per sostenere l’economia. Bernanke prevede che la crescita prenda piede nel 2011, sostenuta da un miglioramento delle finanze dei consumatori, ma per il momento la situazione resta incerta, con il prodotto interno lordo che è aumentato di un anemico 1,6% nel secondo trimestre. Le previsioni sono per un miglioramento nel terzo trimestre, sulla scia di “ulteriori aumenti della produzione e delle vendite in un’ampia gamma di industrie nel settore manifatturiero”, come mette in luce il Beige Book.
L’amministrazione Obama cerca soluzioni per ridare slancio alla crescita (in questo senso va anche la proposta di nuovi incentivi fiscali per le aziende e di investimenti per circa 50 miliardi di dollari nelle infrastrutture). Dal fronte manifatturiero sono arrivati segnali incoraggianti, - “l’attività manifatturiera è orientata verso un’ulteriore espansione, anche se a un passo meno sostenuto”, - mentre da quello dei consumi, motore della crescita economica negli Stati Uniti, sono giunte indicazioni contrastanti, ma non del tutto negative: “le spese sono complessivamente aumentate, nonostante il perdurare della cautela dei consumatori che limitano gli acquisti non essenziali, mentre l’attività nel settore del turismo è stata relativamente superiore alle media stagionale”.
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