Elezioni in Alabama: vince il candidato democratico, sconfitta per Trump

Doug Jones ha avuto la meglio su Roy Moore, che aveva il sostegno del presidente Usa nonostante sia stato accusato di molestie sessuali. Al Senato la maggioranza del Gop si assottiglia

In uno Stato fortemente repubblicano, l'Alabama, un candidato democratico ha vinto le elezioni speciali pensate per eleggere il senatore che andrà a sostituire al Congresso Usa il posto lasciato vuoto da Jeff Sessions, diventato segretario alla Giustizia. E' la prima volta dal 1992 che un democratico è stato eletto al Senato dallo Stato del Sud.

Doug Jones, un ex procuratore, ha avuto la meglio sul candidato repubblicano Roy Moore; accusato di abusi e di molestie sessuali su minorenni quando era trentenne, Moore si era rifiutato di ritirarsi dalla campagna elettorale ma aveva comunque potuto contare sull'endorsement del presidente americano Donald Trump. Per il partito repubblicano, si tratta di una pesante sconfitta, non solo morale ma anche pratica. Con l'arrivo di Jones, al Senato la maggioranza del Gop si assottiglia (51 seggi contro i 49 dei dem da 52 a 48). Questo significa che per il partito del presidente sarà ancora più difficile fare avanzare la sua agenda. E che per il partito democratico, per ora una minoranza al Congresso, aumentano le chance di riconquistare il Senato nelle elezioni di metà mandato del novembre 2018.

In un tweet, Trump si è congratulato con Jones per una "vittoria duramente combattuta". Consapevole che nell'ambito delle elezioni presidenziali del novembre 2016 vinse in Alabama con il 62% dei voti, il 45esimo presidente americano ha aggiunto che gli abitanti dello Stato sono "fantastici" e che i repubblicani avranno un'altra occasione per rifarsi. L'elettorato però sembra avere preso le distanze da lui, in parte proprio per il suo endorsement a Moore. Nonostante quest'ultimo abbia seguito i consigli dell'ex stratega di ultra destra Stephen Bannon - negare ogni accusa di abuso sessuale come fatto da Trump - ha perso.

"Alla fine, questa sfida si è concentrata sulla dignità e il rispetto. Sullo stato di diritto. Sulla cortesia e sulla decenza", ha detto Jones festeggianfo in un hotel a Birmingham.

Dal canto suo Moore, restio ad alzare bandiera bianca, ha dato la colpa della sua sconfitta "in parte a questa campagna in cui siamo stati descritti in modo sfavorevole".

L'affluenza alle urne degli elettori afroamericani sembra sia stata più alta rispetto ai livelli registrati nel 2012 e nel 2008, quando Obama ebbe la meglio. Nel primo caso gli afroamericani rappresentavano il 28% dell'elettorato e il 29% nel secondo. Questa volta, sono stati tre su 10 e si sono schierati con Jones. Al contrario c'è stata una percentuale inferiore degli elettori evangelici: 4 su 10 contro il 47% registrato alle elezioni presidenziali vinte da Obama. Moore si è tuttavia aggiudicato la fiducia di elettori bianchi con laurea (57% contro 41%) anche se il gruppo ha preferito il candidato democratico in misura maggiore rispetto ad elezioni passate.

Jones, 63 anni e meglio conosciuto per avere perseguito legalmente due membri del Ku Klux Klan responsabili di un'esplosione in una chiesa battista nel 1963 a Birmingham in cui quattro ragazze afroamericane morirono, si trasferirà a Capitol Hill probabilmente nell'anno nuovo. L'Alabama ha infatti detto che certificherà i voti al più presto tra il 27 e il 29 dicembre prossimi. Al Gop conviene definire e approvare sia alla Camera sia al Senato il testo definitivo della riforma fiscale entro il 2017 altrimenti la legislazione rischia di incontrare nuovi ostacoli. E chissà che le accuse di molestie sessuali che hanno fermato l'ascesa politica di Moore - che si è presentato alle urne a cavallo - travolgano concretamente anche Trump.

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