Emergenza nazionale al muro? I Dem pronti a fare causa contro Trump

Per il momento, il presidente non intende invocarla ma l'opposizione affila le armi
Ap

Per il momento Donald Trump non intende testare i limiti della sua autorità presidenziale invocando una "emergenza nazionale" al confine tra Stati Uniti e Messico, cosa che gli consentirebbe di costruire un muro senza dovere ottenere dal Congresso i fondi necessari. Forse sa che non tutta l'America crede che là ci sia una crisi senza precedenti, come dice lui, con una "invasione" di migranti illegali. O, più probabilmente, si sta rendendo conto che una tale mossa finirebbe per essere sfidata sui banchi di tribunale; anche se lui è convinto di avere "al 100%" il potere di costruire il muro in quel modo, ha ammesso che "sarei denunciato...e probabilmente perderemmo". Non a caso l'opposizione democratica, che non vuole il muro, sta affilando le armi per lanciare una causa legale in cui Trump dichiarasse quella emergenza.

Nel giorno in cui la paralisi parziale del governo federale ha conquistato un poco invidiabile record di durata per la sua amministrazione, il Commander in chief ha continuato a dare la colpa ai democratici: "Dovrebbero tornare a Washington e lavorare per mettere fine allo shutdown e allo stesso tempo terminare la crisi umanitaria orribile al confine meridionale. Sono alla Casa ad aspettarvi". Stando a Trump, la doppia questione strettamente legata - quella del muro e quella dello shutdown - può essere risolta in "15 minuti". Peccato che i tentativi di negoziati siano finiti dopo discussioni concitate, con pugni battuti sulla scrivania presidenziale e tweet in cui Trump diceva che parlare era "una perdita di tempo".

La strategia del presidente è ripetere che sono i democratici i responsabili dello stallo politico che ha lasciato oltre 800mila dipendenti federali senza stipendio (verranno pagati a posteriori, come successo in altri shutdown). E che criminali, gang, trafficanti di droghe ed esseri umani possono essere fermati solo con un muro.

I democratici puntano a convincere l'opionione pubblica che un muro è immorale, inutile e costoso. E che non serve invocare una emergenza nazionale, tanto più che farlo significherebbe sottrarre miliardi di dollari di aiuti ad aeree messe in ginocchio dai disastri naturali. Persino tra i repubblicani, c'è chi crede che una tale mossa creerebbe un brutto precedente, dando di fatto al presidente il potere di ritenere una emergenza quello che vuole.

La logica dei Dem in campo legale è la seguente: se il governo Trump mette le mani su fondi che il Congresso ha destinato ad altri progetti, la Camera (in mano ai democratici) potrebbe fare causa sostenendo che i suoi poteri costituzionali sono stati violati. A quel punto l'opposizione sosterrebbe due tesi. La prima è che lo scontro sul muro è tutto politico e non una emergenza nazionale come contemplato nella legge del 1976 chiamata National Emergiencies Act (usata da allora 58 volte). La seconda è che quella legge non fornisce in sé alcun potere, previsto invece in centinaia di altre leggi federali. Qui si concentrerà probabilmente un qualsiasi braccio di ferro legale.

Anche centinaia di persone e organizzazioni potrebbero a loro volta fare causa sostenendo che la sottrazione di fondi a loro destinati provoca danno. Si pensi a progetti contro allagamenti e incendi o per la riscotruzione di infrastrutture danneggiate da disastri naturali.

Per misurare quanto conteso sarebbe uno scontro legale bisogna capire quali passi Trump compierebbe dopo avere invocato l'emergenza nazionale. Farlo e basta sarebbe per lui una vittoria simbolica utile a gonfiare gli animi della sua base elettorale. Farlo per poi dirottare miliardi di dollari al muro, darebbe all'opposizione motivo di agire. Facendo causa.

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