Enel stringe la mano all'Onu per promuovere la responsabilità sociale delle aziende

La società italiana ha un nuovo programma per sostenere ricerca e innovazione a livello internazionale

Un accordo nell'ambito delle Nazioni Unite per promuovere la responsabilità sociale delle imprese. E' così che Enel Foundation, l'organizzazione non profit lanciata esattamente un anno fa - il nove marzo 2012 - dalla principale società italiana per l'energia elettrica, ha posto le basi per uno dei suoi primi, e più importanti, progetti internazionali.

Nel corso di una recente visita a New York, il direttore della fondazione Alessandro Costa ha infatti stretto un accordo con Prme, un network nato nel contesto dell'Onu per promuovere la ricerca nel campo dell'integrazione di preoccupazioni di natura etica nella gestione delle aziende. Impegnandosi ad aggiornare e arricchire il corso online organizzato da Enel University per la popolazione aziendale, Enel si è così offerta di diffonderlo agli studenti iscritti alle scuole di economia affiliate al network mondiale Prme.

Sebbene la fondazione abbia appena compiuto un anno, i rapporti tra Enel e gli Stati Uniti sono già stretti da tempo. Uno dei ponti più solidi è quello stabilito nel 2007 con la Harvard University, in Massachusetts, per sostenere la ricerca in materia di clima e ambiente. La società italiana ha infatti devoluto un fondo di 5 milioni di dollari al team di ricerca guidato da Robert Stavins, tra le voci più autorevoli in tema climatico.

Finanziata da Enel con un tetto massimo di 10 milioni di euro all'anno, la neonata fondazione si pone come obiettivo di portare avanti questo spirito, promuovendo la ricerca, la formazione e la divulgazione di conoscenze in materia di energia, sviluppo sostenibile, innovazione e socio-economia. "L'idea è di stimolare un dibattito su questi temi in scala internazionale, facendo emergere le eccellenze provenienti dal mondo universitario", ha chiarito Costa.

E tra i nomi dei partner per le attività del 2013, oltre all' Università Bocconi di Milano, l'Università di Pisa e quella di Toronto, in Canada, compare anche il settimanale di economia inglese The Economist. "Siamo in collaborazione per realizzare i sondaggi in tema di corporate social responsability", spiega Costa aggiungendo che l'intento è "capire come cambia il rapporto tra business e società, quali sono i Paesi all'avanguardia a cui guardare".

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Gli scandali di molestie sessuali nel canale Fox News che hanno portato all'uscita prima dell'ex Ceo Rger Ailes e poi del presentatore Bill O’Reilly e del co-presidente Bill Shine non sembrano avere avuto un impatto negativo sui conti dei primi tre mesi del 2017 della controllante 21st Century Fox. Il colosso dell'intrattenimento ha però rivelato in un documento depositato presso l'autorità di borsa Usa patteggiamenti per 10 milioni di dollari raggiunti nel trimestre, che si è chiuso con vendite deludenti. Separatamente, il gruppo nato nel 2013 dallo split in due della vecchia News Corp (a quella nuova fanno capo soltanto le attività editoriali con prodotti come il Wall Street Journal) è "fiducioso" di chiudere entro la fine dell'anno la scalata al 100% della britannica Sky.

Fbi, al via i colloqui per sostituire James Comey

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È iniziata ufficialmente l’era post James Comey al Federal Bureau of Investigation (Fbi). Il segretario alla Giustizia americana, Jeff Sessions, e il suo vice, Rod Rosenstein, terranno oggi i primi colloqui con quattro candidati che potrebbero succedere a Comey alla direzione della polizia federale americana.

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AP

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Un attacco hacker mondiale ha colpito decine di paesi con un virus rubato all'Nsa

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Shutterstock

Un cyber attacco mondiale di proporzioni enormi è stato messo a segno grazie ad un’arma rubata alla National Security Agency (Nsa) americana. Sono infatti oltre 45.000 gli attacchi informatici messi a segno venerdì in almeno 74 Paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Spagna, Russia, India, Cina, Ucraina, Taiwan, Egitto ma anche sud America e altri paesi africani.

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Dhx Media ha rilevato la divisione intrattenimento di Iconix Brand Group, che controlla il 100% di Strawberry Shorcake e l'80% di Peanuts. Operazione da 345 milioni di dollari

Dhx Media, il gruppo canadese di brand e contenuti per bambini famosa per i "Teletubbies", comprerà Charlie Brown, i Peanuts e Strawberry Shortcake per 345 milioni di dollar. Infatti, come si legge in una nota, Dhx Media ha rilevato la divisione intrattenimento di Iconix Brand Group, che controlla il 100% di Strawberry Shorcake e l'80% di Peanuts (il restante 20% resterà alla famiglia di Charles Monroe Shulz, il creatore del fumetto, poi diventato un vero e proprio brand).