Con l’economia che stenta a recuperare dalla crisi finanziaria del 2008, il costo e la disponibilità di risorse energetiche si sta delineando come uno dei temi caldi della campagna elettorale. Sia il presidente Barack Obama che i candidati repubblicani ritengono che ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni sia critico per la sicurezza del Paese. Tuttavia, oltre ad essere in disaccordo su quali settori potenziare, hanno anche opinioni divergenti per quanto riguarda le politiche ambientali e regolamentari da attuare.
Obama
Nel 2008 da candidato, il presidente prometteva di voler promuovere l’uso di fonti energetiche ‘pulite’, ridurre la dipendenza degli Stati Uniti dalle importazioni di greggio e aumentare la salvaguardia dell’ambiente. A marzo, Obama ha annunciato un programma che delineava le strategie da implementare per raggiungere questi obiettivi. Secondo l’Amministrazione, gli Stati Uniti, nel 2012 potrebbero raddoppiare la produzione energetica da fonti rinnovabili rispetto a 4 anni fa.
Sotto la presidenza Obama, l’Environmental Protection Agency (EPA), agenzia federale incaricata della salvaguardia ambientale, ha provato a regolamentare le emissioni di gas serra e di migliorare l’efficienza delle autovetture.
Nonostante Obama avesse aumentato la quantità di demanio statale da destinare alla trivellazione, ad aprile l’incidente alla piattaforma BP nel Golfo del Messico ha indotto l’Amministrazione a ristrutturare alcune agenzie e a pretendere una più osservanza delle regole già in esistenza. Il presidente ha inoltre chiesto di eliminare gli sgravi fiscali per le aziende che operano nei settori petrolifero e dei gas naturali.
Gingrich
Sul proprio sito internet, l’ex speaker della Camera dei Rappresentanti propone un piano energetico che chiede di “rimuovere gli ostacoli burocratici e legali” allo sviluppo dei settori petrolifero e dei gas naturali, di finanziare la ricerca per fonti energetiche alternative con le royalty pagate dalle aziende che operano nei settori petrolifero e dei gas naturali, e di rimuovere il divieto sullo sviluppo dell’estrazione dello scisto bituminoso a ovest. Oltre all’eliminazione dell’EPA.
Gingrich vorrebbe sostituire l’agenzia federale con un’altra che oltre alla “salvaguardia ambientale tiene in considerazione l’impatto delle politiche ambientali sul mercato del lavoro e sul costo dell’energia”. L’ex speaker è favorevole a concedere sussidi governativi a tutte le aziende coinvolte nella produzione energetica, incluse quelle coinvolte nella produzione di bioetanolo.
Romney
Il piano energetico dell’ex governatore del Massachusetts propone una riforma comprensiva dei regolamenti, di migliorare la produzione domestica di energia e di stimolare la ricerca e sviluppo. Romney vorrebbe riformare l’EPA in modo da “mantenere tutte le salvaguardie ambientali senza paralizzare l’industria”; ed è favorevole a concedere sussidi per la produzione di bioetanolo.
L’ex governatore ha critica la politica di promuovere la creazione di posti lavoro nel settore dell’energia rinnovabile adottata dal presidente Obama: crede che i settori tradizionali siano più adatti a stimolare l’occupazione. Oltre a voler sviluppare la produzione domestica di combustibili fissili, incluso lo scisto bituminoso, Romney vorrebbe una maggiore collaborazione con Canada e Messico in questo campo. E ha sottolineato come la sua Amministrazione, per ridurre la loro dipendenza energetica dalla Russia, assisterebbe i partner europei degli Stati Uniti a sviluppare questo settore.
Il fondatore di Bain Capital ha attaccato Obama per la posizione abbracciata dal governo sull’oleodotto Keystone XL e per la moratoria sulla trivellazione a mare imposta in seguito all’incidente BP.
Paul
La strategia energetica del deputato del Texas sarà incentrata sulla liberalizzazione del mercato. Secondo Paul, oltre ad aver fatto lievitare i costi dell’energia, “regolamenti federali, sussidi alle aziende e una tassazione eccessiva hanno distorto il mercato delegando troppo potere al governo”. Fosse eletto, abrogherebbe leggi e regolamenti che ostacolano la produzione energetica e ridurrebbe le tasse sul settore energetico.
Paul ritiene che la politica estera americana sarebbe più semplice se il Paese riuscisse a ridurre la propria dipendenza energetica dalle importazioni di greggio e a migliorare la situazione economica interna. È contrario alle sovvenzioni federali, in particolare per quanto riguarda la produzione di bioetanolo, ma è favorevole agli sgravi fiscali.
Gli altri
Durante la campagna elettorale, Bachmann ha più volte promesso di portare il prezzo della benzina sotto i due dollari al gallone (attualmente è di poco superiore ai 3,25 dollari). Per ottenere ciò vorrebbe ridurre i regolamenti per la salvaguardia ambientale e ingrandire la produzione energetica, in particolare aumentando la trivellazione. La deputata del Minnesota è comunque favorevole allo sviluppo di fonti energetiche alternative. Mentre si oppone ai sussidi per la produzione di bioetanolo e alla regolamentazione delle emissioni di gas serra. L’ex ambasciatore in Cina Jon Huntsman, si propone invece di eliminare tutti i sussidi per il settore energetico ad eccezione delle fonti rinnovabile. Mentre il governatore del Texas Rick Perry, anche se ha garantito di voler eliminare l’EPA e tutti i sussidi federali, promette di creare 1,2 milioni nuovi posti lavoro nel settore energetico nel caso venisse eletto presidente. Rick Santorum vuole invece una strategia energetica onnicomprensiva, basata sulla liberalizzazione, che riduca la dipendenza energetica degli Stati Uniti.














