Con “Hugo” all’età di 69 anni Martin Scorsese approda al 3-D. Il lungometraggio, che esce oggi nelle sale in America e il 3 febbraio in Italia, si distanzia dai film polizieschi che hanno reso celebre il regista newyorkese per fare un omaggio al cinema degli esordi attraverso le vicende di Hugo Cabret, un bambino orfano che negli anni Trenta vive nella torre dell’orologio di una stazione ferroviaria di Parigi.
Lo spunto per il lungometraggio è stato il libro “The invention of Hugo Cabret”, scritto e illustrato da Brian Selznick. “Ho pensato a questo romanzo, che ha oltre 300 disegni, come a un omaggio al cinema sotto forma di libro. E' una sorta di film muto, ma mentre lo scrivevo pensavo a tutto tranne che sarebbe diventato un lungometraggio”, ha detto lo scrittore all’anteprima del film al Museum of the Moving Image di New York. Ma nel 2007, prima ancora della pubblicazione, il libro arrivò nelle mani di Scorsese che lo lesse con la figlia Francesca, che allora aveva sette anni. “Ho pensato che sarebbe stato bello fare un film che anche lei potesse vedere, che potessimo guardare assieme”, ha detto il regista in un’intervista a Usa Today.
Con il suo ultimo lungometraggio Scorsese ha realizzato il suo sogno da bambino, quando a 11 anni era rimasto stregato da “La maschera di cera”, un film horror girato nel 1953 in 3-D. Invece di filmare in 2-D e poi realizzare il 3-D durante la post-produzione, la tecnica più diffusa a Hollywwod, Scorsese ha deciso di filmare direttamente in 3-D. “Ho deciso di evitare l’effetto stupore in cui ogni cinque minuti un’immagine buca lo schermo e appare esageratamente davanti agli occhi dello spettatore”, ha detto il regista che ha scelto un approccio più naturale: “E’ la vita a essere in 3-D”.
E lo stupore del pubblico di fronte a questi pionieri del 3-D, è lo stesso che il piccolo Hugo prova nello scoprire il cinema, con le prime pellicole di Georges Méliès, in particolare "Le voyage dans la Lune", la storia fantastica di un viaggio spaziale sul satellite terrestre, immaginato da Méliès oltre 60 anni prima dello sbarco sulla Luna di Neil Armstrong nel 1969. Proprio questo film del 1902 ha ispirato Selznick nella stesura del suo libro: "Volevo che Méliès e Hugo si incontrassero" ha raccontato Selznick durante la presentazione del film.
E dopo la sorpresa di veder trasformato il proprio libro in un film, Brian Selznick si è anche trovato a recitare. Lo si può scorgere brevemente nell'ultima scena appena prima dei titoli di coda.
"Hugo" debutta alla vigilia del giorno del Ringraziamento e si contenderà i giovani spettatori con gli altri film per famiglie in uscita in questo lungo weekend di vacanza. Oggi escono nelle sale americane anche "Arthur Christmas", un cartone animato sulle avventure al Polo Nord del figlio di Babbo Natale, e “The Muppets”, che segna il ritorno sul grande schermo dei famosi pupazzi protagonisti della tv fino al 1999.
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