L'esodo dalla Casa Bianca di Trump

Dopo un numero di addii record nel primo anno di presidenza, l'ultimo ad andarsene è Ryan Zinke, ministro degli Interni

Continua l'esodo dalla Casa Bianca di Donald Trump. A passo record. Negli ultimi 40 anni mai così tante persone hanno lasciato, più o meno forzatamente, il loro incarico nel primo anno in carica di un presidente. E gli addii non sono ancora finiti mentre Trump sta per iniziare il suo terzo anno in carica.

L'ultimo ad andarsene è Ryan Zinke, segretario agli Interni che Trump ha prontamente ringraziato per il suo lavoro dicendo che il suo successore sarà nominato la settimana prossima. Il Commander in chief fa intanto fatica a trovare qualcuno disposto a sedersi sulla poltrona forse più scomoda, quella del capo di gabinetto lasciata da John Kelly.

Il giro di poltrone è significativo perché anormale. Va detto tuttavia che i vari avvicendamenti erano attesi dopo le elezioni di metà mandato dello scorso 6 novembre, quando la minoranza democratica è riuscita a riprendersi il controllo della Camera mentre i repubblicani hanno rafforzato la loro maggioranza al Senato. 

Come detto, l'ultimo ad uscire dall'amministrazione Trump è Zinke. Dal primo marzo del 2017, l'ex Navy Seal scelto da Trump guidava il dipartimento degli Interni, da non confondere con il ministero dell'Interno italiano. Il primo si occupa di proteggere e gestire le risorse naturali della nazione (inclusi parchi e foreste) e di supervisionare le attività di esplorazione su suolo pubblico; il secondo, di sicurezza, immigrazione e asilo. Ex deputato repubblicano del Montana che si oppose alla vendita di terreni federali agli Stati americani è stato travolto da una decina di inchieste per presunte attività  tutt'altro che etiche. A lui era stato dato il compito di portare avanti l'agenda sbandierata da Trump in campagna elettorale a favore delle perforazioni e della produzione di carbone.

Alla vigilia dell'annuncio dell'addio di Zinke, Trump aveva annunciato che Mick Mulvaney, direttore dell'Ufficio per la gestione e il bilancio della Casa Bianca, è stato nominato Capo di gabinetto ad interim al posto di Kelly (che ricopriva quel ruolo dal 31 luglio 2017 e che ha annunciato le sue dimissioni l'8 dicembre 2018). L'ex governatore del New Jersey, Chris Christie, si era rifiutato ore prima di assumere il difficile incarico ricoperto per primo da Reince Priebus (dal 20 gennaio 2017 al 23 luglio successivo, quando poi è stato di fatto costretto ad andarsene).

Ad oggi sono 32 le persone che hanno lasciato l'amministrazione Trump. Il primo è stato Michael Flynn, il primo consigliere per la Sicurezza nazionale arruolato il 20 gennaio 2017 e obbligato a dare le dimissioni il 13 febbraio 2017 per avere mentito al vicepresidente Mike Pence sulla natura delle sue conversazioni con colui che ai tempi della campagna elettorale del 2016 era ambasciatore russo in Usa. Altre tre persone sono seguite in quel ruolo, l'ultima (ancora in carica) è John Bolton, che ha preso il posto di H.R. McMaster, costretto ad andarsene dopo 11 mesi il 22 marzo del 2017.

Tra gli addii più recenti c'è quello di Jeff Session, diventato segretario alla Giustizia il 9 febbraio 2017 e silurato da Trump il 7 novembre 2018, il giorno successivo alle Midterms. Tra i licenziamenti più clamorosi c'è stato quello di Rex Tillerson, l'ex Ceo del colosso petrolifero Exxon Mobil che il 20 gennaio 2017 divenne segretario di Stato salvo essere mandato a casa il 13 marzo 2018 con un tweet del presidente Usa.

Nell'ambito della comunicazione, il primo portavoce Sean Spicer rassegnò le dimissioni il 21 luglio 2017 e da allora è stato sostituito da Sarah Sanders. Spicer era stato anche due volte direttore della comunicazione della Casa Bianca mentre era portavoce, una volta ad interim dopo le dimissioni di Michael Dubke. In quel ruolo Anthony Scaramucci è durato solo una settimana e Hope Hicks oltre sei mesi. 

Trump ha cambiato anche consigliere economico: l'ex presidente di Goldman Sachs, Gary Cohn, se ne andò il 2 aprile 2018 perché contrario al protezionismo tanto amato dal presidente Usa. A lui è succeduto Larry Kudlow.

 

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