Esordio col botto di Snapchat a Wall Street. Ma sulla Casa Bianca tornano le ‘ombre russe’

L'App ha chiuso la sua prima giornata di borsa con un aumento del 44% a 24,48 dollari al barile. Sarà un fuoco di paglia? Il segretario della Giustizia Sessions travolto dalla polemica per aver parlato con l'ambasciatore russo a Washington

Nuova bufera alla Casa Bianca, e di nuovo per i rapporti tra l’amministrazione del nuovo presidente e Mosca. Questa volta ad essere travolto dalle ‘ombre russe’ è il segretario della Giustizia Jeff Sessions, ex senatore e consigliere della campagna elettorale di Donadl Trump. Secondo quanto rivelato dal Washington Post, Sessions nel corso del 2016 avrebbe infatti avuto alcuni colloqui con l'ambasciatore russo a Washington, ma nel corso della sua audizione in Senato ha taciuto sull’argomento. Se queste notizie fossero confermate, avrebbe dunque anche mentito sotto giuramento. La reazione dei democratici è stata immediata: “Per il bene del Paese il segretario della Giustizia dovrebbe dimettersi”, ha detto il leader Dem al Senato Chuck Shumer, a cui ha fatto eco anche il leader democratico della Camera Nancy Pelosi. Sessions per il momento ha negato, ma la situazione è probabilmente destinata ad evolversi nei corso dei prossimi giorni.

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Buone notizie per la nuova amministrazione provengono invece dal fronte dei mercati, che dal giorno della vittoria di Trump stanno attraversando un momento particolarmente positivo. L’altro giorno il Dow ha chiuso sopra quota 21.000, rompendo così la terza soglia psicologica dal giorno delle elezioni e continuando a segnare nuovi record. Dopo aver segnato perdite fino al 5% nel corso della notte dell’Election Day, il Dow ha infatti recuperato alla riapertura dei mercati americani il giorno dopo e da allora non si è più fermato. Questo ‘Trump rally’ ha ignorato perfino un’inflazione che si avvicina al 2% e la possibilità di un rialzo dei tassi d’interesse nella prossima riunione della Fed del 14 e 15 marzo.

 E' in questo contesto di record e ottimismo che si è inserito ieri l’esordio a Wall Street di Snapchat, l'applicazione la cui peculiarità è quella di inviare messaggi che scompaiono nel giro di poche ore. Ed è stato un esordio col botto. Il titolo ha iniziato le contrattazioni a 24 dollari ad azione - il 40% in più rispetto al prezzo di collocamento di 17 dollari ad azione - per poi continuare a volare nel corso della seduta. A fine giornata le sue azioni hanno registrato un aumento del 44% a 24,48 dollari, dando alla società una valutazione di oltre 33 miliardi di dollari. Ottimismo eccessivo per un prodotto che potrebbe rivelarsi solo una moda transitoria? Forse. Ma lo scetticismo caratterizzò anche la quotazione in borsa di Google e Facebook, che adesso valgono rispettivamente 589 e 400 miliardi di dollari.


Canzone del giorno: Eurythmics - Sweet Dreams (Are Made Of This)

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AP

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Russiagate, dall'ammissione di Trump alle divisioni tra i democratici: i fatti salienti della settimana

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Russiagate: anche il numero due del dipartimento di Giustizia potrebbe astenersi

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AP

Anche il numero due del dipartimento della Giustizia potrebbe dovere tirarsi fuori dal Russiagate. E' un'ipotesi presa in considerazione dal diretto interessato Rod Rosenstein, l'uomo che ha la parola finale sul procuratore speciale da lui scelto e che sta gestendo l'inchiesta sull'interferenza della Russia nelle elezioni presidenziali Usa e sui possibili contatti tra la campagna Trump e funzionari russi.

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