L'ex direttore dell'Fbi cacciato da Trump firma accordo da 2 milioni di dollari per libro

Flatiron Books di New York pubblicherà il testo di James Comey, che fornirà aneddoti inediti sulla sua carriera e sulla leadership (quella corretta)

Dopo essere stato corteggiato da vari editori, l'ex direttore dell'Fbi silurato da Donald Trump ha firmato un contratto da due milioni di dollari con Flatiron Books di New York, divisione dell'editore Macmillan, per pubblicare nella prossima primavera un libro.

Come spiegato dall'editore stesso in un comunicato, nel libro (ancora senza titolo) James Comey "esplorerà che tipo di leadership è buona ed etica e come essa porta a decisioni ferme. Usando esempi di alcune delle situazioni più delicate degli ultimi due decenni nel govermo americano, Comey condividerà aneddoti inediti della sua lunga carriera". E' il Financial Times ad avere indicato la cifra pattuita tra l'autore del libro e l'editore.

"Attraverso la sua carriera, James Comey ha dovuto affrontare una decisione difficile dopo l'altra mentre ha lavorato con i leader del nostro Paese", ha detto in una nota Bob Miller, presidente di Flatiron Books. "Il suo libro", ha aggiunto, "promette di portarci in quei momenti straordinari della nostra storia mostrandoci come quei leader si sono comportati sotto pressione. Cos" facendo, Comey ci darà un accesso senza precedenti nei corridoi del potere e una lezione notevole sulla leadership".

Ovviamente l'attenzione dei lettori sarà sul suo rapporto problematico con il 45esimo presidente degli Stati Uniti. Altro tema caldo sarà l'indagine sulle email di Hillary Clinton (quelle ricevute e inviate da un account di posta elettronica personale quando la moglie di Bill era segretario di stato); la cattiva gestione dell'emailgate è stato il motivo fornito da Trump per il licenziamento di Comey ma un'altra inchiesta, il Russiagate, è stato l'evento scatenante della sua cacciata. Non mancheranno però anche le rivelazioni sul suo passato, tra cui la rottura con la presidenza Bush nel 2004, quando Comey era vice segretario alla Giustizia.

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FedEx ha chiuso il suo primo trimestre fiscale con utili inferiori alle stime degli analisti, colpa di "sfide operative significative" dovute al cyber-attacco subito dalla controllata olandese TNT Express a fine giugno e all'urgano Harvey che il 25 agosto scorso mise in ginocchio il Texas.

Gentiloni guarda al futuro. La ripresa c'è, ma attenzione ai populismi

Il presidente del Consiglio a New York per l'apertura dell'assemblea generale dell'Onu. All'Europa chiede politiche comuni per i migranti e alla chiusura di Trump risponde con il multilateralismo. Oggi il suo intervento

In un periodo di divisioni e populismi, Paolo Gentiloni racconta di un'Italia che nonostante le difficoltà continua a crescere e proprio in questo momento non deve perdere la forza delle riforme. Il presidente del consiglio si trova a New York per l'apertura della settantaduesima assemblea generale delle Nazioni Unite: l'assemblea di Trump, della riforma dell'Onu, della Corea del Nord e dei cambiamenti climatici. "Viviamo in un periodo di difficile transizione. L'instabilità geopolitica è ancora presente, allo stesso tempo il dinamismo economico e, in Europa, un rinnovato sentimento di fiducia per il nostro cammino comune, sta alimentando le speranze di un periodo migliore", ha detto Gentiloni, iniziando il suo viaggio negli Stati Uniti dalla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University, dove ieri sera ha dialogato con studenti, professori dell'università e con la comunità italiana della metropoli americana.

Gentiloni: anche l'Italia, non solo gli Usa, tutela i propri interessi nazionali

Il presidente del consiglio sottolinea l'approccio multilaterale del nostro Paese. Con l'America, "rapporto di collaborazione strettissima". Fincantieri-Stx? Ottimista
Palazzo Chigi /T. Barchielli

Non solo l'America di Donald Trump ma anche l'Italia mette al primo posto i suoi interessi. Lo ha fatto capire Paolo Gentiloni appena arrivato a New York. Alla vigilia del suo intervento all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, dove come da tradizione il presidente americano ha parlato per secondo oggi dopo il Brasile, il presidente del consiglio ha spiegato alla stampa che "l'Italia non deve avere alcuna timidezza nel dire che la nostra politica estera si occupa anche dei nostri interessi nazionali".

Trump all'Onu: "Prima gli Usa. Pronti a distruggere la Corea del Nord"

Primo intervento al Palazzo di Vetro del 45esimo presidente degli Stati Uniti, che ha attaccato duramente anche l'Iran, uno Stato "canaglia"

È quello che i suoi elettori gli avevano chiesto di affermare, davanti a tutte le nazioni del mondo: "America first", l'America viene prima" degli altri. Donald Trump, nel suo primo intervento davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York, lo ha detto chiaramente: "Come presidente degli Stati Uniti, metterò sempre prima l'America". Ma ha detto, soprattutto, che è pronto "a distruggere totalmente la Corea del Nord" e che l'Iran è uno Stato "canaglia" che finanzia il terrorismo, in un discorso durato 41 minuti e preparato dal consigliere Stephen Miller, un 'falco'. Discorso con cui ha attaccato anche Siria e Venezuela, il socialismo e il libero commercio (se gli Stati Uniti non ne traggono vantaggio), con il suo consueto stile diretto e privo di diplomazia.

Trump: nessun accordo sui Dreamers, il muro "verrà dopo"

Il presidente statunitense lavora a un'intesa con i democratici per proteggere i quasi 800.000 giovani immigrati arrivati illegalmente da bambini
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"Il muro verrà dopo". Con questa frase, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ammesso che l'accordo su cui sta lavorando con i democratici per trovare una soluzione per i Dreamers non prevede la costruzione del muro con il Messico. Parlando pochi istanti prima della partenza per la Florida, dove visiterà i luoghi colpiti dal passaggio dell'uragano Irma, Trump ha detto che "il muro sarà costruito, ma sarà finanziato un pochino più avanti".

Le promesse di Trump si scontrano con la realtà

Il presidente alle prese con le difficoltà di essere alla Casa Bianca. La sconfitta più netta è quella sull'Obamacare

Ogni presidente ha fatto promesse che non poteva rispettare, ma sono pochi quelli che le hanno fatte con la stessa spontaneità (e superficialità) di Donald Trump. Quello che il 45esimo capo di Stato sta velocemente imparando è che guidare la Casa Bianca non è come condurre un'azienda e alcune delle 'sparate' in campagna elettorale non possono reggere alla realtà di Washington. Axios ha controllato a che punto sono alcune di queste promesse.

Oracle: conti sopra le stime grazie al cloud ma l'outlook delude

Il Ceo Mark Hurd: cresciamo più rapidamente di Salesforce. Prima un record poi -4,5% nel dopo-mercato
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Il titolo Oracle ha raggiunto ieri nuovi record nel dopo mercato a Wall Street sulla scia di conti superiori alle stime. Ma poi ha perso quota a causa di guidance deludenti fornite durante una call.

Usa sanzionano 11 soggetti: aiutano programma missilistico iraniano

Sono accusati anche di aiutare Teheran a condurre cyberattacchi contro il sistema finanziario americano e di sostenere il terrorismo. Trump rispetta (per ora) lo storico accordo sul nucleare

L'amministrazione Trump ha imposto nuove sanzioni contro 11 tra aziende e persone accusate di contribuire al programma missilistico balistico dell'Iran, di aiutare Teheran a condurre cyberattacchi contro il sistema finanziario americano e di sostenere il terrorismo. La mossa del Tesoro Usa è arrivata mentre il presidente americano si preparava ad estendere l'esenzione delle sanzioni contro l'Iran che gli Usa si erano impegnati a fare venire meno dell'ambito dello storico accordo sul nucleare siglato tra Teheran e cinque principali potenze mondiali tra cui Washington. Quell'accordo fu sottoscritto nell'estate 2015 (quando alla Casa Bianca c'era Barack Obama) ed entrò in vigore nel gennaio successivo.

Apple: il Senato Usa vuole spiegazioni su sicurezza Face ID nell'iPhone X

Il gruppo chiamato a rispondere a una serie di domande entro il 13 ottobre. Promette, per esempio, di non cedere i dati biometrici a scopi commerciali? E come ha catturato un miliardo di facce per lo sviluppo della funzione?
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Il presidente della sottocommissione Giudiziaria del Senato dedicata a privacy e tecnologia ha scritto una lettera al Ceo di Apple chiedendo informazioni su Face ID, la funzione di riconoscimento facciale inclusa nel nuovo iPhone X da mille dollari.

Il gran finale di Cassini, dopo 13 anni si schianta su Saturno

Lanciato nel 1997, il progetto della Nasa in collaborazione con l'Esa e l'Italia ci ha fatto capire come funziona il sistema di Saturno e studiare la luna Encelado su cui ci potrebbero essere le condizioni per la vita
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Dopo averci raccontato Saturno e le sue lune per 13 anni, facendoci scoprire che Encelado potrebbe sostenere la vita, Cassini ha finito il suo viaggio. Oggi alle 12.30, ora italiana, la sonda si è schiantata sul pianeta entrando nell'atmosfera a una velocità di 120.000 chilometri all'ora. L'intero processo è durato pochi minuti: Cassini ha preso fuoco dopo essere entrato in contatto con l'atmosfera di Saturno e poi è sparito all'interno delle nubi presenti sul pianeta. L'ultimo segnale è arrivato in una stazione australiana alle 13.55, sempre facendo riferimento all'ora italiana, visto che le comunicazioni hanno un ritardo di un'ora e mezza, data la distanza di almeno 1,3 miliardi di chilometri.