Ex spia russa avvelenata, Senatori Usa a Trump: la Nato agisca contro Russia

Francia, Germania, Usa e Regno Unito insieme nel condannare Mosca. Israele tace

Dentro il partito repubblicano monta la pressione sull'amministrazione Trump affinché coordini con la Nato una risposta contro la Russia, accusata di avere usato un agente nervino nel tentativo di avvelenare una ex spia russa e sua figlia su suolo britannico. Il punto è vedere se e quali Paesi membri della Nato si uniranno al Regno Unito nell'espellere diplomatici russi o nel congelare asset moscoviti.

Il senatore John McCain, presidente della commissione dei Servizi armati al Senato, e il collega Ben Sasse hanno scritto una lettera al segretario alla Difesa James Mattis, al direttore uscente della Cia nonché prossimo segretario di Stato Mike Pompeo e a colui che ha preso le veci di Rex Tillerson dopo il suo siluramento come capo della diplomazia Usa. Nella missiva, in cui hanno dato il benvenuto alle nuove sanzioni imposte dagli Usa contro Mosca per la sua interferenza nelle elezioni presidenziali del 2016, i due senatori del Gop hanno espressamente chiesto "di dare la priorità alle discussioni con i nostri alleati della Nato in merito a una risposta collettiva" all'attacco di cui Mosca è stata accusata di essere responsabile.

McCain e Sasse hanno consigliato di prendere in considerazione l'articolo IV del Trattato nord atlantico al fine di "accelerare il dialogo". Quell'articolo spiega che le nazioni parte della Nato "convengono che un attacco armato contro una o più di esse in Europa o nell'America settentrionale sarà considerato come un attacco diretto contro tutte le parti, e di conseguenza (...) ciascuna di esse (...) assisterà la parte o le parti cos" attaccate intraprendendo immediatamente, individualmente e di concerto con le altre parti, l'azione che giudicherà necessaria, ivi compreso l'uso della forza armata".

Nella lettera si sostiene che "dobbiamo rendere assolutamente chiaro alla Russia che alle sue attività ombra la Nato risponderà in modo coordinato". I due firmatari sostengono che l'attacco avvenuto il 4 marzo scorso a Salisbury contro Sergei Skripal e la figlia "non rappresenterà l'ultima volta che la Russia cerca di fare tacere coloro che pubblicamente condannano il regime di Putin dal suolo occidentale. Ecco perché gli Stati Uniti dovrebbero capitanare la conversazione con i nostri alleati Nato valutando ora una risposta coordinata, in modo da essere meglio preparati per reagire alle prossime azioni sfrontate della Russia contro i nostri alleati e contro il sistema internazionale basato sulla legge".

Il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che la Russia sta "confondendo la linea che separa la pace, la crisi e una guerra". Dicendo che "sostiene pienamente" l'idea che servano risposte, lui ha aggiunto: "Ci devono essere conseguenze".

La lettera dei senatori Usa è giunta nel giorno in cui Francia, Germania, Usa e Regno Unito - i leader di fatto della Nato - hanno emesso una nota congiunta in cui hanno condannato l'attacco contro i Skripal; secondo loro, l'agente nervino "appartenente a una tipologia sviluppata dalla Russia rappresenta il primo uso di un agente nervino in Europa dalla Seconda guerra mondiale". Esso è visto -recitava la nota - come un "assalto alla sovranità del Regno Unito" e una "violazione della Convenzione sulle armi chimiche e delle leggi internazionali".

Israele - uno stretto alleato degli Usa, specialmente con Trump alla Casa Bianca -ha condannato "con forza" l'attacco avvenuto nel Regno Unito sperando in una "cooperazione della comunità internazionale al fine di evitare altri eventi simili". Dalla nota arrivata dal ministero israeliano degli Esteri, tuttavia, è mancato un riferimento alla Russia che invece l'ambasciata britannica in Israele si aspettava.

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Cinema, morto Verne Troyer, il "Mini me" di Austin Powers

L’annuncio sul suo profilo Facebook. Aveva 49 anni. Per Mike Myers era "un faro di positività"

Verne Troyer, l’attore americano conosciuto soprattutto per aver interpretato il ruolo di "Mini-Me" nella serie Austin Powers è morto sabato a Los Angeles all’età di 49 anni. Troyer, alto solo 81 centimetri, era affetto da nanismo e aveva raggiunto il successo sul grande schermo grazie al ruolo del perfido clone "tascabile" del cattivissimo Dottor Male, prima in 'Austin Powers: La spia che ci provava' e poi nel sequel del 2002 'Austin Powers in Goldmember'.

Gli Usa chiedono all'Fmi di fare di più, il mondo teme guerre commerciali

Gli Spring Meetings dell'istituto di Washington terminano come erano iniziati. La linea americana non cambia. Mnuchin: il Fondo alzi la voce per ridurre gli squilibri. Lagarde: avanti con il dialogo "pacifico"
World Bank

Washington - Il Fondo monetario internazionale voleva usare i suoi lavori primaverili per "unire le nazioni" e allentare le tensioni commerciali riaccese dal braccio di ferro tra Usa e Cina. I cosiddetti Spring Meetings dell'istituto guidato da Christine Lagarde sono invece finiti come erano iniziati. Il mondo continua a temere una guerra commerciale dalla quale - è la tesi - non emergerebbe nessun vincitore mentre gli Stati Uniti continuano a volere perseguire un commercio "libero, equo e reciproco". Dunque, non resta che trattare.

Usa: monta la preoccupazione per la Belt and Road Initiative cinese

Washington chiede maggiore trasparenza sull'eccesso di debito concesso a nazioni a basso reddito. Sotto sotto teme la crescente influenza di Pechino in Africa ed Eurasia
Xi Jinping AP

Gli Stati Uniti di Donald Trump hanno preso di mira la Cina, non solo sul fronte commerciale. Washington guarda con apparente preoccupazione alla "Belt and Road Initiative", l'iniziativa per lo sviluppo e le infrastrutture lanciata cinque anni fa, rivolta a una settantina di nazioni e pensata per fornire centinaia di miliardi di dollari di prestiti. La prima economia al mondo teme che la nazione asiatica e il suo presidente Xi Jinping vogliano ampliare la loro influenza nel mondo, specialmente in Africa e nell'Eurasia.

Crisi nordcoreana, per Trump "C’è ancora molta strada da fare"

Tweet del presidente americano secondo cui gli Stati Uniti non hanno ceduto su nulla

A distanza di poche ore dall’annuncio della Corea del Nord di mettere fine ai test nucleari, ai test con i missili intercontinentali e alla chiusura di alcuni siti per i test atomici, Donald Trump è intervenuto sostenendo che "c’è ancora molta strada da fare" per risolvere la crisi nordcoreana. Il presidente americano ha twittato spiegando agli americani che "noi non abbiamo ceduto su nulla" nei negoziati sul programma nucleare di Pyongyang.  

Usa - Cina, prove di disgelo sul fronte commerciale

Il segretario al Tesoro americano Steven Mnuchin ha detto che sta valutando un viaggio in Cina. Poco dopo la risposta di Pechino: “La parte cinese gli da’ il benvenuto”
©Ap

Piccoli segnali di disgelo tra Stati Uniti e Cina sul fronte commerciale. A fare un primo passo è stato il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, che ha parlato alla stampa durante gli Spring Meetings del Fondo monetario internazionale che stanno per concludersi a Washington. Mnuchin starebbe valutando un viaggio in Cina nell'ambito dello scontro fra Washington e Pechino sulle tariffe doganali, dicendosi poi "cautamente ottimista" su una possibile risoluzione delle tensioni commerciali con la seconda economia al mondo.

Nashville, uomo seminudo spara in un locale: 4 morti e due feriti

Il killer, ancora in fuga, è stato identificato dalle autorità

Un uomo seminudo è entrato in un locale della catena Waffle House alla periferia di Nashville, in Tennessee, aprendo il fuoco sui presenti con un fucile d’assalto AR-15. Il bilancio è di 4 morti e due feriti. Il killer, ancora in fuga è stato identificato dalla polizia che ha lanciato un appello per individuarlo e catturarlo: si tratterebbe di Travis Reinking, 29enne di Morton, in Illinois.

Padoan al prossimo governo: la strada delle riforme è quella giusta

Lagarde (Fmi): sfruttare la finestra ancora aperta, nuvole all'orizzone. Conteno (Eurogruppo): ottomista sull'Eurozona. Scholtz (finanze tedesche): contro gli euroscettici, avanti con riforme
AP

Da Washington, Pier Carlo Padoan ha rivendicato il lavoro fatto al ministero delle Finanze dal febbraio 2014 a oggi. E preparandosi a dire addio al suo incarico, ha lanciato un messaggio al prossimo governo (che fatica a prendere forma): "Non ci sono scorciatoie, la strada intrapresa [delle riforme] è quella giusta". Su questo è d'accordo il Fondo monetario internazionale, che ci chiede un piano "credibile e ambizioso" per portare avanti un consolidamento fiscale. Perché è vero che l'istituto guidato da Christine Lagarde ha rivisto leggermente al rialzo le stime di crescita dell'Italia. Ed è vero che il debito sta migliorando, ma resta alto mettendo l'Italia tra i Paesi che - come ha avvertito il d.g. del Fondo Christine Lagarde - "potrebbero essere colpiti di più se le condizioni di mercato", ora favoravoli, "cambiano".

L'alt nucleare della Nordcorea

Kim vuole lanciare la versione nordcoreana della glasnost sovietica di Mikhail Gorbachev?

E' certamente un "notevole progresso", come ha detto Donald Trump. Ma per esserlo, l'annuncio arrivato ieri dalla Corea del Nord di un alt ai suoi test missilistici e nucleari deve essere genuino. Per scoprirle se lo sia, serve tempo e dunque un cauto ottimismo - quello consigliato dagli osservatori - sembra necessario.

Visco: avanti con la crescita, ma senza dimenticare i vincoli

Il governatore di Banca d'Italia "fiducioso" nel senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni. Spagnoli più ricchi degli italiani? Padoan usa una metafora calcistica: le rimonte sono possibili.

Washington - E' essenziale che la crescita in Italia non subisca una battuta d'arresto. E che non si dimentichino i vincoli "formali e sostanziali" che vanno rispettati in termini di conti pubblici. E' questo il messaggio lanciato dal governatore di Banca d'Italia al futuro governo del nostro Paese, che non potrà non tenere conto del debito pubblico. Da Washington, dove si sono conclusi i lavori primaverili del Fondo monetario internazionale, Ignazio Visco si è detto "fiducioso" che nella futura classe dirigente italiana "ci sarà un grande senso di responsabilità nell'indirizzare la politica economica dei prossimi anni". La speranza è che chiunque sarà al governo prenda atto dei vincoli che "non si possono dimenticare" e di un debito che resta alto, anche se il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan si aspetta che scenda maggiormente tra il 2018 e il 2020 passando al 123,9% dal 131,8% del 2017.