Exxon Mobil chiede a Usa un'esenzione dalle sanzioni sulla Russia

Per poter continuare a lavorare nel Mar Nero, nell'Artico e in Siberia con Rosneft, colosso petrolifero di Mosca

Exxon Mobil ha chiesto al dipartimento del Tesoro una esenzione dalle sanzioni stabilite dagli Stati Uniti nei confronti della Russia, per poter tornare a lavorare con la sua joint venture PAO Rosneft, colosso petrolifero legato al Cremlino. Lo scrive il Wall Street Journal citando fonti vicine alle due parti. Il rapporto tra Exxon e Rosneft era stato stabilito dall'allora amministratore delegato, Rex Tillerson, ora segretario di Stato americano.

Exxon sta cercando di avere il via libera dal governo americano per poter estrarre petrolio in aree proibite dalle sanzioni e in particolare in una parte del Mar Nero. Proprio quest'ultima sarà presa in seria analisi dal Congresso, che in questo periodo sta valutando la possibilità di ampliare i provvedimenti economici nei confronti della Russia.

Gli Stati Uniti infatti voglio dare una risposta agli attacchi hacker guidati da Mosca e alle interferenze del Cremlino nelle elezioni presidenziali americane del 2016. Il Congresso ha inoltre lanciato una indagine sui rapporti tra il team di Donald Trump e il governo russo nel corso della campagna elettorale e della transizione alla Casa Bianca.

Il segretario di Stato, Rex Tillerson, ex amministratore delegato di Exxon, in passato ha stabilito in rapporto di lavoro molto stretto con il presidente russo Vladimir Putin e con la compagnia petrolifera di Stato Rosneft. Anche se il dipartimento di Stato avrà voce in capitolo nella decisione su Exxon, Tillerson non parteciperà alle discussioni: per due anni infatti ha annunciato che non prenderà alcuna decisione legata alla sua ex azienda.

Non è tuttavia chiaro se la richiesta di Exxon sia stata fatta quando ancora Tillerson guidava l'azienda. Le sanzioni sono operative dal 2014 e sono una diretta punizione per l'annessione da parte della Russia della Crimea, regione che si affaccia sul Mar Nero appartenente all'Ucraina. I provvedimenti bloccano i gruppi Usa da collaborare a livello tecnologico con Rosnef, obbligo che non permette loro di fare estrazioni nell'Artico, in Siberia e nel Mar Nero.

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Reperti antichi restituti dagli Usa all’Italia

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Verranno restituiti all’Italia i sette reperti archeologici, precedentemente rubati, rinvenuti di recente in alcune gallerie d’arte a Midtown Manhattan, New York. E’ quanto annunciato dal procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus R. Vance, durante una cerimonia di rimpatrio tenutasi presso gli uffici della procura di New York. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, il Console generale d’Italia a New York, Francesco Genuardi, e l’Assistente agente speciale in carica della ICE Homeland Security Investigations (HSI), braccio investigativo del dipartimento di Sicurezza nazionale, Brett Dreyer.

Rivisto al rialzo Pil Usa primo trimestre, bene investimenti e consumi

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AP

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