Facebook: accantonamenti da 3 miliardi di dollari per multa attesa in Usa

Il denaro messo da parte per affrontare le spese legali pesa sugli utili: -51% a 2,43 miliardi. Ricavi +26% a 15,08 miliardi.

Facebook ha preso il volo ieri nel dopo mercato a Wall Street grazie a una trimestrale migliore del previsto. Gli utili sono stati però frenati da accantonamenti per 3 miliardi di dollari legati all'attesa multa della Federal Trade Commission americana e che, secondo il gruppo californiano, potrebbe provocare una perdita tra i 3 e i 5 miliardi di dollari. L'equivalente americano dell'Agcom ha acceso un faro dopo lo scandalo, esploso nel marzo 2018, associato alla ormai defunta società di dati londinese Cambridge Analytica, accusata di avere condiviso "impropriamente" informazioni di 87 milioni di utenti Facebook senza il loro consenso. FTC sta valutando se è stato violato un accordo vincolante siglato nel 2011 con il social network e pensato per proteggere la privacy e i dati personali degli utenti. "La questione resta irrisolta e non ci sono certezze sulla tempistica o sui termini dell'esito finale", ha spiegato Facebook in un comunicato.

Nel frattempo il Ceo Mark Zuckerberg ha espresso soddisfazione per i risultati finanziari: "Abbiamo avuto un buon trimestre e la nostra comunità e il nostro business continuano a crescere". In riferimento alla decisione, annunciata all'inizio dello scorso marzo, di puntare sulle comunicazioni private piuttosto che sulla condivisione pubblica di contenuti, il Ceo ha aggiunto: "Siamo concentrati nello sviluppare la nostra visione concentrata sulla privacy per il futuro del social networking e stiamo lavorando in modo collaborativo per affrontare questioni importanti relative a internet" (a fine marzo lo stesso a.d. aveva proposto di "aggiornare le regole di internet" su scala globale).

Quanto ai conti, nei tre mesi al 31 marzo, Facebook ha messo a segno utili netti per 2,43 miliardi di dollari, in calo del 51% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente. Gli utili per azione sono scesi a 0,85 dollari da 1,69 dollari del periodo gennaio-marzo 2018. Gli analisti si aspettavano profitti per azione di 1,62 dollari ma se si escludono gli accantonamenti, Facebook avrebbe messo a segno 1,89 dollari per azione di utili, ben oltre il consenso. I ricavi trimestrali sono arrivati a 15,08 miliardi (+26% annuo), oltre le stime degli analisti ferme a 14,98 miliardi. Del totale, 14,912 miliardi sono stati generati dalla pubblicità (+26%); il 93% di questa cifra è attribuibile alle vendite generate da dispositivi mobili, in rialzo dal 91% del primo trimestre del 2018. Le spese sono volate dell'80% a 11,760 miliardi nel trimestre. Anche questo dato ha risentito degli accantonamenti da 3 miliardi per spese legali -come i margini operativi, scesi nel trimestre al 22% dal 46% di un anno prima. Al netto degli accantonamenti, i margini sono stati del 42%, comunque stellari per qualsiasi azienda. Al 31 marzo 37.773 persone lavoravano per Facebook (+36% annuo).

Gli utenti attivi su base giornaliera sono stati in media 1,56 miliardi (+8% annuo) a marzo, in linea alle attese. Gli utenti attivi mensilmente hanno raggiunto quota 2,38 miliardi (+8% annuo), sopra i 2,37 miliardi previsti dagli analisti. Il gruppo di Menlo Park stima che oltre 2,1 miliardi di persone utilizzino Facebook, Instagram, WhatsApp o Messenger (la sua 'famiglia' di servizi) ogni giorno; la media mensile è stimata in circa 2,7 miliardi di persone.

In attesa dei conti, arrivati a mercati chiusi, il titolo Facebook aveva terminato la seduta in calo dello 0,65% a 182,58 dollari con una capitalizzazione di 521,4 miliardi di dollari. Nel dopo mercato ha guadagnato oltre il 6%. Da inizio anno ha aggiunto il 39% e negli ultimi 12 mesi il 14,3%.

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