Facebook conferma due inchieste antitrust

Utili trimestrali -49% annuo a 2,6 miliardi di dollari ma senza il patteggiamento record con la FTC avrebbero superato le stime. Ricavi +28% a 16,9 miliardi. Ogni giorno 1,59 miliardi di utenti usano il social network

Facebook ha confermato per la prima volta di essere oggetto di due inchieste antitrust. Una da parte della stessa autorità statunitense con cui ha annunciato un patteggiamento record di 5 miliardi di dollari per violazioni della privacy, la Federal Trade Commission. L'altra con il dipartimento di Giustizia.

Insieme alla pubblicazione della sua ultime trimestrale, arrivata ore dopo l'annuncio del patteggiamento, il social network ha comunicato di essere stato allertato lo scorso giugno in merito all'inchiesta della FTC su eventuali pratiche anti-competitive. Il gruppo di Menlo Park (California) ha anche confermato di essere incluso nell'inchiesta anti-trust sulle piattaforme online annunciata 24 ore prima dalla Giustizia Usa.

Nella trimestrale Facebook ha scritto: "Il settore tecnologico online e la nostra azienda hanno ricevuto una maggiore attenzione regolatoria nell'ultimo trimestre". Dopo avere accantonato 3 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2019 in vista del maxi patteggiamento, Facebook ne ha messi da parte altri 2 miliardi.

Ciò ha condizionato i risultati finanziari dei tre mesi al 30 giugno scorso ma il Ceo Mark Zuckerberg ha parlato di un trimestre "forte". Nel periodo l'azienda ha subito un calo del 49% annuo degli utili, arrivati a 2,6 miliardi contro i 5,1 miliardi del secondo trimestre del 2018. Gli utili per azione sono passati a 91 da 1,74 dollari, sotto le media delle stime degli analisti pari a 1,85 dollari. Al netto di questa voce, i profitti per azione si sarebbero spinti a 1,99 dollari battendo le attese.

I ricavi trimestrali sono aumenti del 28% annuo a 16,9 miliardi di cui la quasi totalità (16,6 miliardi) è stata generata dalla pubblicità. Il consenso era pari a 16,5 miliardi. A livello geografico, del totale, 8,11 miliardi sono stati generati in Usa e Canada contro i 4,1 miliardi in Europa e i 3 miliardi della regione Asia-Pacifico (tutti in aumento sia sul trimestre precedente sia sull'anno prima). Degli introiti pubblicitari, quelli generati su dispositivi mobili sono stati pari al 94% del totale contro il 91% del secondo trimestre dell'esercizio precedente. Le spese e i costi sono volati del 66% a 12,26 miliardi.

Gli utenti che al 30 giugno hanno usano Facebook ogni giorno sono aumentati anno su anno dell'8% a 1,59 miliardi. Quelli che lo hanno fatto mensilmente sono saliti a loro volta dell'8% a 2,41 miliardi. In quest'ultimo caso, 244 milioni si trovano in Usa e Canada, 385 milioni in Europa, 1 miliardo circa nell'Asia Pacifico e 782 milioni nel resto del mondo. Sul trimestre precedente c'è stato un incremento di 1 milione di unità sia in Nord America sia nel Vecchio Continente, di 19 milioni e di 14 milioni negli altri due casi.

Il gruppo di Menlo Park stima che oltre 2,1 miliardi di persone utilizzino Facebook, Instagram, WhatsApp o Messenger (la sua 'famiglia' di servizi) ogni giorno; oltre 2,7 miliardi di persone usano ogni mese almeno uno di questi servizi. Al 30 giugno 39.651 persone lavoravano per Facebook (+31% annuo).

In attesa dei conti, arrivati a mercati chiusi, il titolo Facebook aveva terminato la seduta in rialzo di 1,14% a 204,66 dollari con una capitalizzazione di 584,2 miliardi di dollari. Nel dopo mercato ha guadagnato oltre il 2%. Da inizio anno ha aggiunto il 56% ma negli ultimi 12 mesi ha perso il 4,66%.