Facebook pronto a collaborare dopo accuse di antitrust Ue

Il gruppo: abbiamo agito in buona fede. Per l'Ue il social network ha fornito dati fuorvianti sulla fusione con WhatsApp

"Rispettiamo il processo avviato dalla Commissione e siamo fiduciosi che dall’analisi completa dei fatti verrà confermato che Facebook ha agito in buona fede. Abbiamo costantemente fornito informazioni precise sulle nostre capacità tecniche e sui nostri piani, incluso le richieste circa l'acquisizione di WhatsApp e briefing proattivi inviati in maniera volontaria prima della introduzione dell’aggiornamento della privacy policy di WhatsApp quest'anno". Lo si legge in una nota diffusa da Facebook in risposta all'accusa rivolta dall'antitrust europeo al colosso californiano secondo cui avrebbe fornito informazioni fuorvianti nel momento della valutazione della fusione con Whatsapp.

"Siamo lieti che la Commissione confermi la sua decisione di autorizzazione (“clearance decision” nel testo originale); noi continueremo a collaborare e condividere informazioni con i funzionari per rispondere alle loro domande", ha continuato Facebook. Secondo la Commissione europea Facebook non avrebbe dato tutti gli elementi necessari per capire i legami tra gli account dei due gruppi. Facebook ha acquistato Whatsapp nel 2014 per 19,3 miliardi di dollari.

La Commissione europea sostiene che il colosso di Mark Zuckerberg abbia violato le regole, fornendo informazioni fuorvianti. L'accusa, se fosse confermata, potrebbe portare facebook a dover pagare una multa fino all'1% del fatturato globale: facendo riferimento al gior d'affari del 2014 è pari a circa 125 milioni di dollari.

Adesso l'Ue si attende che Facebook risponda entro il 31 gennaio, mostrando invece che non ci sono violazioni di alcun genere. In pratica la Commissione aveva chiesto di mostrare se ci fossero state possibilità di collegare i profili Facebook con quelli di Whatsapp. Facebook aveva detto che non c'era la possiblità, anche se la possibilità di collegare i due account c'era già dal 2014, e non solo dal 2016 quando il colosso ha aggiornato le condizioni d'uso e la privacy.

Bruxelles è preoccupata che "Facebook, intenzionalmente o con negligenza, abbia fornito informazioni scritte o fuorvianti alla Commissione, in violazione dei suoi obblighi sotto il regolamento Ue sulle fusioni".

"Le societa' sono obbligate a dare alla Commissione informazioni accurate durante le inchieste sulle fusioni, e devono prendere questo obbligo in modo serio" in quanto "la nostra revisione puntuale ed efficace delle fusioni dipende dall'accuratezza delle informazioni fornite dalle societa' coinvolte", ha avvertito la commissaria Ue alla concorrenza, Margrethe Vestager.