Facebook propone alle banche Usa di condividere dati sui loro clienti

Secondo il Wsj, il social network vuole fare trascorrere ai suoi utenti più tempo su Messenger offrendo nuovi servizi

Intenzionato a offrire nuovi servizi ai suoi utenti, Facebook ha chiesto alle grandi banche americane di condividere le informazioni finanziarie dei loro clienti incluse quelle relative al saldo dei loro conti corrente e alle transazioni effettuate con carte di credito o bancomat. Lo scrive il Wall Street Journal, secondo cui il social network alle prese con un rallentamento della sua crescita vuole diventare una piattaforma dove le persone possono comprare e vendere beni e servizi.

In quest'ottica, scrive il Wsj, Facebook ha chiesto a JP Morgan, Wells Fargo, Citigroup e U.S. Bancorp di discutere di potenziali offerte che il gruppo tech potrebbe ospitare su Facebook Messenger, usato da 1,3 miliardi di persone ogni mese.

Facebook ha risposto alle indiscrezioni del Wall Street Journal sostenendo che il suo articolo implica "che stiamo attivamente chiedendo alle aziende di servizi finanziari dati sulle transazioni finanziarie. Questo non è vero". Il gruppo di Menlo Park (California) ha spiegato che unisce le forze con banche e gruppi di carte di credito per offrire servizi o funzioni nell'ambito della sua app di messaggistica Messenger. "L'idea è che messaggiare con una banca può essere una cosa migliore che aspettare al telefono" per ricevere le stesse risposte, e la cosa "è totalmente opt-in". Facebook ha aggiunto che "non stiamo usando queste informazioni se non per permettere questo tipo di esperienze e non per scopi pubblicitari o di altro tipo".

Una partnership con American Express permette agli utenti Facebook di contattare un rappresentante dell'azienda di carte di credito. Grazie a un accordo siglato lo scorso anno con PayPal, gli utenti del social network possono usare Messenger per inviare denaro. Inoltre, chi ha una carta Mastercard può fare ordini online con determinati commercianti via Messenger utilizzando il digital wallet del gruppo di carte di credito, Masterpass.

Stando al Wsj, l'azienda guidata da Mark Zuckerberg sta pensando a una funzione della app di messaggistica con cui potere visualizzare il saldo del conto corrente di un utente così come lanciare avvertimenti per possibili frodi. L'obiettivo è quello di fare trascorrere più tempo su Messenger ai suoi iscritti. Per le fonti del giornale, il punto critico di un simile piano con le banche è dato dalla privacy. Non a caso un istituto di credito sembra si sia già defilato dalle discussioni. L'azienda californiana è già alle prese con una serie di indagini legate a Cambridge Analytica, l'ormai defunta società londinese di dati accusata di avere condiviso "impropriamente" i dati di 87 milioni di utenti Facebook. Il gruppo ha detto che non userebbe le informazioni finanziarie fornite dalle banche a scopi pubblicitari e che non le condividerebbe con parti terze.

Elisabeth Diana, portavoce di Facebook, ha spiegato al Wsj che "non usiamo i dati degli acquisti dalle banche o da compagnie di carte di credito a scopi pubblicitari. Inoltre, non abbiamo relazioni speciali, partnership o contratti con banche o aziende di carte di credito per usare i dati relativi agli acquisti dei loro clienti per fare pubblicità". Diana ha aggiunto che "come altri gruppi online, parliamo regolarmente con le istituzioni finanziarie su come migliorare le esperienze commerciali della gente, come migliorare il customer service. Una parte essenziale di questo sta nel tenere al sicuro le informazioni delle persone".

Trish Wexler, portavoce di Jpm, ha spiegato che la banca "non sta condividendo" alcun dato.

Al Nasdaq il titolo Facebook ha festeggiato il rally migliore dal sell-off storico della settimana scorsa; all'indomani dei conti, diffusi il 25 luglio scorso, il titolo subì un tonfo record del 19%. Da inizio anno l'azione è salita del 2,5% e negli ultimi 12 mesi del 6,7%.

Altri Servizi

Wall Street, il focus resta sulla Turchia

Giornata economica priva di altri spunti di nota
iStock


Trump condanna razzismo e invita all'unità un anno dopo Charlottesville

Al via a Washington manifestazione di suprematisti bianchi. Prevista contro-manifestazione. Nella città della Virginia dichiarato lo stato di emergenza
AP

Charlottesville. Un anno dopo. Mentre la capitale americana si prepara a ospitare una manifestazione di suprematisti bianchi - gli stessi che l'11 agosto del 2017 crearono caos e violenze mortali nella città della Virginia - Donald Trump invita una nazione forse mai così divisa "all'unità". Il 45esimo presidente americano ha fatto di nuovo ricorso al suo megafono - Twitter - per "condannare tutti i tipi di razzismo e atti di violenza". E per augurare "pace a TUTTI gli americani". Peccato che grand parte dei cittadini Usa creda che da quando Trump è stato eletto le relazioni razziali siano peggiorate.

Abituato ad attaccare i suoi più feroci critici, il Ceo di Tesla ne ha combinata un'altra delle sue. Il tutto mentre il mondo della finanza continua a interrogarsi se e come Elon Musk realizzerà il delisting del gruppo, ipotizzato martedì 7 agosto in una serie di tweet controversi su cui la Sec ha acceso un faro. Intanto il cda di Tesla si prepara a incontrare gli advisor finanziari per discutere dell'operazione.

Cooperare o morire. Facebook smentisce minaccia fatta agli editori

A darne notizia è The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch. Il social network non più interessato a inviare traffico ai gruppi media

Facebook ha smentito quando riportato da un sito australiano, secondo cui al Ceo Mark Zuckerberg "non importa" nulla degli editori e che il social network li lascerebbe morire se non cooperano con il gigante tecnologico. Stando alle indiscrezioni del The Australian, parte della galassia di Rupert Murdoch - il manager responsabile delle partnership nel campo dell'informazione (Campbell Brown) avrebbe messo in guardia i gruppi editoriali che non vogliono lavorare con l'azienda californiana. Lo avrebbe fatto la settimana scorsa durante un incontro a Sidney: "Vi terrò per mano mentre il vostro business muore, come si fa in un hospice". Facebook ha reagito dicendo che i commenti "sono stati decontestualizzati".

AP

Dopo essere stato pesantemente criticato per la serie di tweet controversi (e privi di dettagli) con cui il 7 agosto scorso aveva annunciato di volere delistare Tesla e renderla un gruppo in mani private, il Ceo Elon Musk ha pubblicato un blog post nel tentativo di fornire chiarimenti. Tuttavia gli investitori sono rimasti scettici sul suo piano di buyout.

L'ambasciatrice Mariangela Zappia debutta all'Onu, vede Guterres

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso il palazzo di vetro ha presentato le sue credenziali. I temi prioritari per il nostro Paese: pace e sicurezza, diritti umani, sviluppo sostenibile, migrazioni

La nuova Rappresentante Permanente dell’Italia presso le Nazioni Unite a New York, l'ambasciatrice Mariangela Zappia, ha presentato oggi le lettere credenziali al segretario generale Antonio Guterres. Durante l’incontro con Guterres, Zappia ha evidenziato la priorità assegnata dall’Italia a un multilateralismo efficace, al ruolo del Palazzo di vetro per la pace e la sicurezza internazionali e quale pilastro di un sistema internazionale fondato sul diritto e sul rispetto della persona.

News Corp: nell'anno perdita più che doppia a 1,4 miliardi di dollari

Pesano investimenti per creare una delle più grandi pay-tv d'Australia. il Wall Street Journal ha più abbonati digitali che su carta
iStock

Archiviato il suo quarto trimestre fiscale in perdita, ma soddisfando comunque gli analisti, News Corp ha chiuso l'esercizio 2018 con un buco di 1,4 miliardi di dollari, più che doppio di quello del 2017, e ricavi in rialzo dell'11% a 9,02 miliardi. Per il Ceo Robert Thomson quella dell'anno terminato il 30 giugno scorso è stata "una performance robusta in tutti i nostri business" e con "cambiamenti positivi e profondi nel nostro flusso dei ricavi, che sono stati più globali, digitali e basati sugli abbonamenti". Basti un esempio: The Times, The Sunday Times e The Wall Street Journal "hanno raggiunto nuovi massimi nella loro trasformazione digitale con abbonati digitali che ora superano quelli della versione cartacea" di questi giornali.

Diritti umani, l'alto commissario Onu: parole di Trump "vicine all'incitamento alla violenza"

Zeid Ra'ad al-Hussein: "La sua retorica mi ricorda i tempi bui" del ventesimo secolo

La retorica del presidente statunitense, Donald Trump, contro i mass media 'nemici del popolo' è "molto vicina all'incitamento alla violenza", che potrebbe portare i giornalisti ad autocensurarsi o a essere attaccati. Lo ha detto l'alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite, Zeid Ra'ad al-Hussein, in un'intervista esclusiva al Guardian prima della fine del suo mandato. Il diplomatico e principe giordano lascerà l'incarico questo mese, dopo aver deciso di non ripresentarsi per un secondo mandato quadriennale, in un momento in cui le grandi potenze mondiali sembrano meno impegnate a combattere gli abusi.

Trump pronto a rivedere accordi duty-free con nazioni piccole

Indonesia e Thailandia nel mirino. Dall'autunno analisi su accordi in Europa orientale, Medio Oriente e Africa

Non ci sono solo la Cina o l'Unione europea nel mirino (commerciale) degli Stati Uniti. Da quando Donald Trump è diventato presidente americano, era il gennaio 2017, Washington sta analizzando gli accordi commerciali grazie ai quali nazioni più piccole e meno sviluppate da 30 anni esportano in Usa migliaia di prodotti duty-free.

Dazi Usa per 16 miliardi di dollari su import cinese scattano il 23 agosto

Si aggiungono a quelli del 25% su 34 miliardi entrati in vigore il 6 luglio

Preannunciati il 15 luglio, i dazi americani su prodotti cinesi per 16 miliardi di dollari entreranno in vigore il 23 agosto prossimo. Le tariffe doganali si aggiungeranno a quelle del 25% scattate il 6 luglio scorso per 34 miliardi su 818 articoli Made in China.