Facebook: pubblicità russe viste da 10 milioni di persone

Nel giorno in cui le ha consegnate al Congresso Usa, il social network ha spiegato: "possibile" che emergano altre sorprese di "attori cattivi"

Dieci milioni di persone hanno visto le inserzioni pubblicitarie piazzate su Facebook da soggetti legati alla Russia. Molte di loro sembra si siano concentrate "su messaggi politici e sociali che dividono", toccando argomenti che sono spaziati da questioni di razza a quelle riguardanti la comunità LGBT, dall'immigrazione al diritto di possedere armi. Lo ha comunicato il social network ammettendo che è "possibile" che nuove sorprese firmate da "attori cattivi" emergano. Lo ha fatto nel giorno in cui ha consegnato quelle inserzioni agli inquirenti del Congresso americano che stanno indagando sul Russiagate, ossia sulla presunta interferenza di Mosca nelle elezioni presidenziali dello scorso novembre e sulla potenziale collusione tra la campagna di Donald Trump e funzionari russi.

Come spiegato in un blog da Elliot Schrage, vicepresidente delle politiche di comunicazione di Facebook, delle pubblicità viste, il 44% è stato visualizzato prima delle elezioni presidenziali dello scorso 8 novembre; il 56% è stato visto dopo l'appuntamento elettorale. Il 25% del totale non è mai stato mostrato a nessuno. "Per il 50% di queste pubblicità, sono stati spesi meno di tre dollari; per il 99%, meno di mille", ha scritto Schrage.

L'azienda di Menlo Park ha aggiunto che alcuni di quei messaggi pubblicitari sono stati pagati in rubli russi ma "la valuta da sola non è un buon modo di identificare un'attività sospetta perché la maggior parte degli inserzionisti che paga con la moneta russa, come la maggior parte della gente che ha accesso a Facebook dalla Russia, non sta facendo nulla di sbagliato". Facebook continua a "raffinare" il tipo di tecniche usate per identificare il tipo di pubblicità in questione. Il gruppo guidato da Mark Zuckerberg ha detto che non svelerà ulteriori dettagli "perché non vogliamo dare alle persone che si comportano male una roadmap per evitare di essere individuati in futuro". Forse anche per questo Facebook non ha diffuso immagini o esempi delle pubblicità arrivate a Capitol Hill.

Schrage ha fatto notare che inserzioni in violazione delle politiche di Facebook sarebbero state tolte anche se fossero state piazzate sulla piattaforma da soggetti americani impegnati - come nel caso russo - in "un'operazione coordinata e non autentica". Il manager ha tuttavia sottolineato che molte delle pubblicità in questione non hanno violato le politiche attualmente in vigore del social network. Questo significa che se fossero state lanciate da individui "autentici", a prescindere dal luogo in cui si trovavano, sarebbero potute rimanere sulla piattaforma.

Secondo Facebook, "le minacce che stiamo affrontando sono più grandi di una sola azienda o persino di una sola industria". Per questo il gruppo sta lavorando con "molti altri nel settore tecnologico, inclusi Google e Twitter, su una serie di elementi legati all'indagine" in corso. L'idea è che il tipo di interferenza osservata "richiede che tutti lavorino insieme" per condividere informazioni e per giungere alle migliori soluzioni.

Altri Servizi

Wall Street, Dow e S&P 500 archiviano la quarta settimana di guadagni

Ritorna l'ottimismo sull'approvazione della riforma fiscale
AP

La fine della neutralità della rete: implicazioni per aziende e consumatori

La decisione dell'Agcom americana ha creato vincitori (AT&T, Verizon, Comcast, Sprint e T-Mobile) e vinti (Facebook, Amazon, Netflix e Google)
AP

Una autostrada in cui il traffico viene smistato in corsie veloci e altre lente, a seconda del pedaggio pagato da chi è al volante. Negli Stati Uniti, e in futuro magari anche in Europa, Internet potrebbe diventare quel tipo di autostrada, dove al posto di una vettura ci sono pc, tablet, smartphone e smart-tv. La velocità con cui si arriverà a destinazione - e dunque si fruirà di un contenuto su web come una serie tv di Netflix o le canzoni su Spotify - potrebbe finire per dipendere da quanto verrà pagato agli Internet service provider (Isp) da quelle aziende, che nel peggiore dei casi potrebbero recuperare parte dei costi sostenuti rifacendosi sul consumatore finale. In America si può immaginare così il futuro di internet: non più libero, aperto e neutrale. Di fatto, ricchi e poveri, start-up e multinazionali potrebbero non operare più su un campo da gioco equo.

Riforma fiscale sempre più vicina, Rubio voterà sì

Il senatore della Florida si aggiunge quello del Tennessee. La settimana prossima verrà messa al voto in Parlamento. Entro Natale, la firma di Trump (salvo sorprese)
AP

La riforma fiscale negli Stati Uniti è sempre più vicina. I legislatori repubblicani hanno finalizzato in un unico testo le bozze del provvedimento approvato alla Camera il 16 novembre scorso e al Senato il 2 dicembre successivo. E se ieri i mercati finanziari temevano nuovi ostacoli, oggi sono tornati a sperare spingendosi a livelli record.

Onu: rara apparizione dell'ambasciatore nordcoreano

Ja Song Nam parteciperà a una riunione a livello ministeriale del consiglio di sicurezza del Palazzo di Vetro. Ci sarà anche Tillerson

Il segretario americano di Stato e l'ambasciatore nordcoreano alle Nazioni Uniti parteciperanno al consiglio di sicurezza dell'Onu in calendario oggi. Rex Tillerson descriverà la linea con cui Washington intende affrontare la crisi con Pyongyang, che nonostante le sanzioni internazionali continua a portare avanti i suoi programmi nucleare e missilistico.

Bloomberg a Trump: la riforma fiscale è una "cantonata economicamente indifendibile"

Per l'ex sindaco di NY, dà alle grandi aziende tagli alle tasse di cui non hanno bisogno, abbassa le aliquote dei contribuenti più abbienti e per permette ai più ricchi di proteggere i loro patrimoni
iStock

Michael Bloomberg, il tre volte sindaco di New York che nel 2016 accarezzò l'idea di candidarsi alle presidenziali americane, ha pesantemente criticato la riforma fiscale che Donald Trump spera di rendere legge entro Natale. Secondo lui è una "cantonata economicamente indifendibile" di cui il presidente dovrà rispondere per gli effetti che creerà. Per questo i repubblicani che ne sono consapevoli dovrebbero votare no.

In America internet è meno libera

Stop alle regole sulla Net Neutrality volute da Barack Obama nel 2015 per garantire internet aperta e uguale per tutti. Netflix e i colossi della Silicon Valley contro: sarà una lunga battaglia

La Federal Communications Commission (Fcc), l'agenzia che regola il settore delle comunicazioni negli Stati Uniti, ha votato per l'eliminazione delle regole volute nel 2015 dall'amministrazione Obama a favore della neutralità della rete, il principio secondo cui non si può creare un internet a due velocità per favorire chi è disposto a pagare di più. In commissione, il voto ha seguito la divisione tra partiti: i tre repubblicani hanno votato a favore dell'eliminazione, i due democratici contro.

Fitch promuove Fiat Chrysler Automobiles

Il rating passa a BB da BB- con outlook positivo. Atteso un flusso di cassa positivo e sostenibile. In vista dell'addio di Marchionne, prevista una riorganizzazione aziendale

Fiat Chrysler Automobiles è stata promossa da Fitch, che ha alzato il rating associato al gruppo guidato da Sergio Marchionne a BB da BB- con outlook stabile. Il titolo a Wall Street ha subito accelerato andando a migliorare una già brillante performance: da inizio anno ha guadagnato il 93% e negli ultimi 12 mesi il 101%.

Ufficiale il matrimonio (da 52,4 miliardi) tra Walt Disney e 21st Century Fox

Subito prima dell'acquisizione Fox scorporerà alcuni asset (Fox Broadcasting e le emittenti Fox News, Fox Business, FS1, FS2 e Big Ten Network). L'amministratore delegato e presidente di Disney Bob Iger resterà in carica fino al 2021.
AP

Dopo le indiscrezioni dei giorni scorsi è arrivata l'ufficialità. Walt Disney ha raggiunto un accordo per rilevare 21st Century Fox, una volta che questa avrà scorporato alcuni asset (Fox Broadcasting e le emittenti Fox News, Fox Business, FS1, FS2 e Big Ten Network). Come si legge in una nota, Disney pagherà 52,4 miliardi di dollari in azioni, ovvero 0,2745 azioni per ogni titolo di Fox.

La rivincita delle Crocs (anche a Wall Street)

Lo stilista Christopher Kane e Balenciaga hanno portato in passerella le ciabatte che sembravano passate di moda. Gli analisti di Stifel scommettono in un rilancio: comprare il titolo

Le calzature Crocs sono destinate a tornare di moda. Le ciabatte leggere e dai colori sgargianti, un tempo diffuse anche in Italia, sembra stiano tornando ad essere popolari. Per questo gli analisti di Stifel consigliano agli investitori di comprare il titolo e non di tenerlo semplicemente in portafoglio. La raccomandazione ha spinto l'azione sui massimi di oltre due anni a Wall Street, dove venerdì 15 dicembre ha vissuto un rally di oltre il 14% a 12,55 dollari.

Alabama, duplice sconfitta per Trump: "Ma sapevo che Moore avrebbe perso"

Il presidente aveva appoggiato Strange alle primarie repubblicane. La sconfitta di Moore è un buon segnale per l'establishment repubblicano contro Bannon, mentre è preoccupante per Trump, che in Alabama aveva stravinto le presidenziali

Dopo la sconfitta del repubblicano Roy Moore nelle elezioni speciali in Alabama per un seggio nel Senato federale statunitense, i media nazionali hanno ricordato che entrambi i candidati sostenuti da Donald Trump hanno perso: alle primarie repubblicane, infatti, il presidente aveva appoggiato Luther Strange, sconfitto poi dal candidato che ieri è stato battuto dal democratico Doug Jones.