Facebook riduce a 30 mln il numero di account colpiti da recente attacco hacker

I pirati informatici hanno avuto accesso a email, numeri di telefono e nomi di 15 milioni di persone. L'Fbi indaga. Bocche cucite su chi sia il responsabile dell'intrusione. Intatte le app Messenger, WhatsApp e Instagram
AP

Sono 20 milioni di meno gli account Facebook colpiti dai problemi di sicurezza scoperti il 25 settembre. Il gruppo ha tagliato a 30 milioni da 50 milioni il numero di account di cui gli hacker hanno sfruttato una vulnerabilità associata alla funzione (in inglese "view as") che consente agli utenti di vedere i loro profili come se fossero uno dei loro amici.

Questo aveva permesso agli hacker di avere accesso a 'token' che sono l'equivalente di chiavi digitali che mantengono attivo il log-in delle persone nella piattaforma senza che esse debbano digitare la propria password ogni volta che utilizzano la app.

L'azienda guidata da Mark Zuckerberg ha spiegato che il caso è oggetto di indagine dell'Fbi, che ha chiesto a Facebook di "non discutere chi potrebbe esserci dietro l'attacco".

Stando alla società, i pirati informatici hanno avuto accesso ai nomi e ai contatti (numero di telefono e/o indirizzo email) di 15 milioni di persone. Gli hacker hanno avuto accesso a informazioni aggiuntive di 14 milioni di persone, informazioni che includono genere, religione, residenza, stao civile, occupazione. Di un milione di persone non sono state ottenute alcune informazioni personali.

Facebook ha pubblicato una pagina internet in cui gli utenti possono verificare se sono stati colpiti dall'intrusione.

Il caso si aggiunge a quello esploso lo scorso marzo e che ha riguardato Cambridge Analytica, la ormai defunta società di dati londinese accusata di avere "impropriamente" condiviso dati di 87 milioni di utenti.

L'attacco hacker non ha travolto le app come Messenger, Messenger Kids, Instagram e WhatsApp e nemmeno altri prodotti del gruppo come Oculus, Workplace, Pages oltre a pagamenti, app di parti terze e account pubblicitari o di sviluppatori. Lo ha spiegato in un blog post l'azienda dicendo di continuare a cooperare non solo con l'Fbi, ma anche con la Federal Trade Commission (l'equivalente dell'AgCom italiana) e con varie autorità tra cui quelle irlandesi (che avevano minacciato per conto della Ue una multa potenziale di 1,63 miliardi di dollari).

Il titolo ha ceduto il 13,5% da inizio anno e l'11,5% negli ultimi 12 mesi, colpa del sell-off di questa settimana.

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