Facebook verso class action miliardaria per uso immagini biometriche

Il social network raccoglie e conserva milioni di dati sui volti dei suoi utenti attraverso la tecnologia "tag suggestions". E secondo alcuni cittadini violerebbe una legge dell'Illinois
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Sembra che i problemi per Facebook non siano finiti. Anzi, dopo lo scandalo Cambridge Analytica, adesso il social network potrebbe dover affrontare una class action per l'uso che fa del riconoscimento facciale.

Attraverso "tag suggestions", sostiene il giudice distrettuale di San Francisco James Donato, il colosso avrebbe raccolto dati biometrici sui propri utenti senza chiedere il consenso: questa tecnologia permette di riconoscere gli amici nelle foto in cui non sono taggati grazie a un sistema che raccoglie e conserva immagini dei volti degli utenti.

La richiesta di apertura di class action è stata presentata in California, ma fa riferimento alla violazione di una legge dello stato dell'Illinois. Facebook ha fatto sapere di non aver alcuna colpa e di voler combattere queste accuse con forza.

Tuttavia nel suo provvedimento il giudice scrive: "Facebook sembra credere ... i danni legali potrebbero ammontare a miliardi di dollari". Per ora il giudice ha deciso di certificare la class (ovvero stabilire che il gruppo ha abbastanza similitudini per procedere): una volta superato questo passaggio l'azione collettiva viene aperta quasi sempre.

Secondo una legge dell'Illinois, a cui fanno riferimento tre cittadini che per primi hanno presentato denuncia contro Facebook nel 2015, una società privata non può raccogliere e conservare dati biometrici personali senza un consenso scritto.

La legge si chiama Biometric Information Privacy Act e sostiene che le informazioni che identificano l'unicità di una persona sono sua proprietà privata.

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