Fca accusato in Usa di avere barato sulle emissioni, rischia multa di 4,63 miliardi di dollari

Il gruppo guidato da Sergio Marchionne si dice "deluso" e difende il proprio operato. "Nulla in comune con VW". Nel mirino delle autorità, circa 104.000 veicoli. Le indagini continuano

L'Agenzia per la protezione ambientale americana (Epa) ha notificato a Fiat Chrysler Automobile e alla controllata statunitense Fca Us di avere violato il Clean Air Act, la legge sugli standard sulle emissioni. Per questo rischia una potenziale multa di 4,63 miliardi di dollari. Il gruppo guidato da Sergio Marchionne si è detto "deluso" e pronto a incontrare le autorità competenti per dimostrare di non avere commesso alcuna violazione. Il Ceo ha definito le accuse "ingiuste", ha chiarito che non c'è nulla in comune con VW, che chi fa un simile confronto "ha fumato qualcosa si illegale" e che Fca "sopravviverà" una eventuale pena pecuniaria. 

La tesi dell'Epa
Stando alle autorità Usa, il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha installato senza dirlo un cosiddetto "engine management software" (Ems) nei modelli Jeep Grand Cherokees e Dodge Ram 1500 prodotti nel 2014, 2015 e 2016 con motori diesel a tre litri venduti in Usa. Il totale dei veicoli coinvolti è intorno alle 104.000 unità.

"Chiediamo a Fca di dimostrare perché Ems non sono defeat device" ossia il software incriminato che nel settembre 2015 incastrò Volkswagen, ha spiegato un rappresentante dell'Epa in una call con i media definendo "chiara e seria" la violazione delle leggi sulle emissioni. "Continueremo le indagini e le discussioni con Fca", ha aggiunto.

L'Epa ha spiegato di avere scoperto la presunta violazione da parte di Fca nelle indagini aggiuntive avviate dall'agenzia dopo il settembre 2015, quando è esploso il caso dieselgate di Volkswagen. "Abbiamo avuto un'interazione lunga con l'azienda e test approfonditi prima di decidere di annunciare la cosa", ha aggiunto Cynthia Giles, dell'Epa, che continua a coordinarsi con il California Air Resources Board, autorità californiana che a sua volta ha inviato una notifica a Fca.

L'Epa sostiene che Fca potrebbe subire pene di stampo civile e ricevere una ingiunzione per le presunte violazioni. Epa dice di avere scoperto "almeno otto pezzi di software" non comunicati dall'azienda e che possono alterare come i veicoli emettono emissioni. L'agenzia per la protezione ambientale vuole capire se gli "engine management software" non sono altro che "defeat devices", che sono illegali; si tratta, per intenderci, di quelli installati da Volkswagen su 11 milioni di veicoli nel mondo.

"La multa potrebbe essere pari fino a 44.539 dollari per veicolo", ha spiegato la rappresentate dell'Epa rispondendo a una domanda di Consumer Report. Moltiplicando la multa per vettura con i circa 104.000 veicoli che avrebbero violato il Clean Air Act, si ottiene un risultato totale intorno ai 4,63 miliardi di dollari. Si tratta di una cifra euqivalente agli utili messi insieme del 2013, 2014, 2015 e dei primi nove mesi del 2016. Alla fine di settembre Fca aveva un debito netto industriale di 6,5 miliardi di dollari; Marchionne ha promesso di cancellare il debito e di avere cash alla fine del 2018 per 4-5 miliardi di euro.

Marchionne: accuse "ingiuste", nulla in comune con VW
Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles, considera "ingiuste" le accuse di violazione delle leggi sulle emissioni notificate dall'Agenzia per la protezione ambientale americana. In una call, il top manager ha detto che il suo gruppo "non ha fatto nulla di illegale" e ha tenuto a precisare che "questo è un tipo di analisi diverso da quello di Volkswagen". Parlando della notifica ricevuta dall'Epa, Marchionne ha detto che "chiunque fa un parallelo tra noi e VW ha fumato qualcosa di illegale". Marchionne ha fatto notare la strana tempistica dell'annuncio dell'Epa, "arrivato inaspettatamente". Le accuse sono state lanciate una settimana prima dell'arrivo alla Casa Bianca della nuova amministrazione, quella di Donald Trump. Fca, ha aggiunto il Ceo, continua a vendere i veicoli presi di mira dall'Agenzia per la protezione ambientale ma ha fermato la produzione di alcuni di essi.

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