Fca: altro investimento da oltre 1 miliardo di dollari in Usa, bonus da 2.000 ai dipendenti americani

E' l'effetto "in parte" della riforma fiscale approvata da Trump prima di Natale. Il Ceo Marchionne trasferisce in Michigan dal Messico la produzione del Ram; gioca d'anticipo per evitare rischi legati a un cambiamento di Nafta

Esattamente come nel 2017, anche quest'anno Fiat Chrysler Automobiles ha fatto un annuncio a pochi giorni dall'apertura del salone dell'auto di Detroit. L'annuncio, questa volta doppio, compiacerà un Donald Trump reduce della sua prima vittoria legislativa in quasi un anno di presidente americana. E ciò potrebbe venire comodo, visto che il governo americano deve decidere non solo il destino di Nafta ma anche (entro aprile) se ridurre regole stringenti volute da Barack Obama sulle emissioni e sui consumi delle quattro ruote.

Investimento e bonus
Grazie "in parte" alla riforma fiscale approvata negli Stati Uniti prima di Natale e che prevede un taglio permanente dell'aliquota aziendale al 21% dal 35%, il gruppo guidato da Sergio Marchionne ha detto che investirà oltre un miliardo aggiuntivo di dollari in una fabbrica a Warren, in Michigan, creando 2.500 posti di lavoro nuovi. Inoltre, nel secondo trimestre del 2018 pagherà un bonus speciale da 2.000 dollari a circa 60.000 dipendenti americani (leadership senior esclusa). Il bonus - che va ad aggiungersi a qualsiaso altro premio legato alla performance - è più generoso da quello da mille dollari promesso, sempre per effetto della riforma fiscale, da aziende come AT&T, Fifth Third Bancorp, Wal-Mart e Comcast.

Il commento di Marchionne
L'amministratore delegato Sergio Marchionne ha dichiarato in un comunicato che "questi annunci riflettono il nostro impegno nei confronti della nostra presenza manifatturiera in Usa e dei dipendenti dedicati che hanno contribuito al successo di Fca". Il top manager italo-canadese ha continuato: "E' semplicemente giusto che i nostri dipendenti godano dei risparmi generati dalla riforma fiscale" ed è altrettanto giusto "riconoscere apertamente il miglioramento delle condizioni americane di business investendo di conseguenza".

Il Ceo gioca d'anticipo riducendo rischi legati al Nafta
L'investimento da un miliardo comunicato nel gennaio 2017 - e associato ad altri 2.000 nuovi posti - arrivava dopo un botta e risposta tra tre grandi produttori di auto (Gm, Ford e Toyota) e Trump (che minacciò dazi doganali poi mai imposti sulle auto prodotte in Messico e destinate al mercato Usa).

Quello reso noto ieri quando Wall Street aveva ormai chiuso, gioca ancora una volta d'anticipo sul leader Usa. Questa volta l'obiettivo è abbassare i rischi legati a cambiamenti potenziali al North American Free Trade Agreement. Mentre Usa, Canada e Messico si preparano a un nuovo round di trattative sull'accordo di libero scambio siglato 24 anni fa e mentre Trump minaccia di ritirarsi se l'intesa non verrà "migliorata" come vuole lui, Fca si prepara a spostare dal Messico agli Usa la produzione di uno dei suoi veicoli più redditizi, il Ram Heavy Duty. Una volta completato il trasferimento nella fabbrica di Warren, stimato nel 2020,  per la località messicana di Saltillo il focus di Fca sarà su veicoli commerciali destinati a essere distribuiti in tutto il mondo.

Il tema Nafta è particolarmente delicato per il settore americano delle quattro ruote. Due giorni fa sono bastate voci in arrivo da Ottawa secondo cui Washington finirà per abbandonare Nafta per mandare in tilt non solo il peso messicano e il dollaro canadese ma anche le azioni quotate a Wall Street di produttori di auto come General Motors e Fiat Chrysler Automobiles. I gruppi guidati da Mary Barra e Marchionne importano dal Messico pickup trucks (la tipologia di veicoli ad alti margini che invece Ford realizza esclusivamente in Usa). Il comparto delle quattro ruote è favorevole a un aggiornamento del Nafta ma sta facendo pressioni affinché non sia intaccato.

Aspettando le novità del salone dell'auto a Detroit
Dal suo ingresso nel 2009 nella ex Chrysler - che in quell'anno finì in bancarotta e di cui l'ex Fiat prese poi il controllo totale nel gennaio 2014 portando alla nascita di Fca - l'azienda ha detto di avere investito 10 miliardi di dollari nelle attività manifatturiere su suolo americano. Ora i fari si spostano su Detroit, dove il gruppo lunedì svelerà un nuovo pickup truck a marchio Ram e martedì un nuovo Cherokee (Suv di Jeep) . Dalla capitale americana dell'industria automobilistica, Marchionne verrà tartassato di domande dalla stampa italiana e non. Riuscirà ad azzerare il debito centrando l'obiettivo del piano industriale? Realizzerà una tanto desiderata fusione o una partnership prima di andarsene? Effettuerà scorpori? Come procede il piano di successione? Come giustifica il rally poderoso del titolo Fca?

Il rally record del titolo Fca
La seduta dell'11 gennaio a Wall Street è finita per quello che è il settimo gruppo auto al mondo a nuovi livelli record pari a 23,42 dollari, grazie a un rialzo del 7,19%. Da inizio 2018 il titolo ha guadagnato oltre il 31% e negli ultimi 12 mesi più del 111%, una performance così brillante da lasciare i rivali di Detroit nella polvere. Il titolo GM è salito di quasi l'8% da inizio mese e del 16,44% nell'ultimo anno. Quello di Ford ha aggiunto il 5% fino da inizio anno e solo il 4% negli ultimi 12 mesi.

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