Fca controcorrente: pronta ad aprire nuovo impianto in Usa

Si tratterebbe della prima nuova fabbrica a essere costruita nella nazione da uno dei maggiori gruppi auto americani da almeno un decennio

Fiat Chrysler Automobiles sta per fare felice Donald Trump, arrabbiato e deluso dalla rivale più grande General Motors. Il gruppo italo-americano si prepara a mettere a segno una mossa in controtendenza rispetto all'azienda rivale, una mossa che ha anche una valenza altamente simbolica: l'apertura di un nuovo impianto di assemblaggio a Detroit, la capitale del settore americano delle quattro ruote; si tratterebbe della prima nuova fabbrica a essere costruita in Usa da uno dei maggiori gruppi auto della nazione da almeno un decennio.

Nel giorno in cui ha nominato un direttore operativo per la regione Nord Americana, è circolata voce che l'azienda guidata da Mike Manley voglia convertire un vecchio impianto nella città del Michigan chiamato Mack Avenue Engine II. Là l'azienda vorrebbe produrre il nuovo Grand Cherokee, modello di Suv Jeep. Si tratta del marchio che ha reso possibile il rilancio dell'azienda e che Manley conosce benissimo, essendo stato il responsabile del marchio Jeep quando ancora Sergio Marchionne era Ceo del gruppo (a lui è succeduto poco prima del decesso shock, avvenuto lo scorso luglio). L'iniziativa creerebbe 400 posti di lavoro. Secondo Detroit News, la costruzione dell'impianto chiamato internamente "Plant X" dovrebbe iniziare l'anno prossimo proprio mentre i gruppi di Detroit dovranno tornare al tavolo dei negoziati con il sindacato UAW.

Se confermato, il piano di Fca contrasterebbe con quello annunciato la settimana scorsa da General Motors, l'azienda con cui Marchionne sognava un merger di cui il Ceo Mary Barra non ha voluto nemmeno discutere. Il produttore numero uno d'America intende tagliare quasi 15mila posti di lavoro in Nord America e chiudere 5 fabbriche, anche in Usa. Da qui deriva l'ira di Trump e dei legislatori Usa, davanti ai quali la prima donna al mondo a finire al volante di un'azienda automobilistica si è presentata per due giorni di fila.

"Ho avuto incontro molto costruttivi con membri del Congresso dall'Ohio e dal Maryland", aveva detto ieri in un comunicato. "Condivido le loro preoccupazioni sull'impatto che le azioni che abbiamo annunciato la settimana scorsa avranno sui nostri dipendenti, sulle loro famiglie e sulle loro comunità". Oggi Barra ha spiegato che i piani aiuteranno Gm a migliorare la sua capacità produttiva. Su questo, Fca non sembra avere problemi vista la volontà di aprire una nuova fabbrica. Come notato dagli analisti di LMC Automotive, l'efficienza in Usa dell'azienda italo-americana è migliore di quella di Ford e Gm. La capacità di utilizzo degli impianti di Fca è al 92% contro l'81% di Ford e il 72% di Gm.

Con il suo piano, Fca incasserebbe di sicuro i complimenti di Trump. Il leader Usa all'inizio del 2018 aveva lodato il gruppo per l'annuncio di un investimento aggiuntivo da oltre un miliardo di dollari in una fabbrica a Warren, in Michigan, promettendo la creazione di 2.500 posti di lavoro nuovi. A Trump era piaciuta anche la decisione di spostare dal Messico agli Usa la produzione di uno dei suoi veicoli più redditizi, il Ram Heavy Duty; nella nazione dell'America centrale il focus - fu spiegato - sarebbe stato su veicoli commerciali destinati a essere distribuiti in tutto il mondo.

In vista del Salone dell'Auto di Detroit previsto a metà gennaio, chissà che Fca non prepari un annuncio. Sarebbe il terzo anno di fila in cui il gruppo diffonderebbe un comunicato riguardante investimenti in Usa prima dell'apertura dell'auto show (nel gennaio 2017 aveva comunicato un investimento da un miliardo associato ad altri 2.000 nuovi posti). Un ottimo modo per ricordare un Marchionne la cui assenza sarà avvertita. A Manley il compito di riempire il vuoto. E di dimostrare che Fca può correre anche senza l'uomo che ne ha garantito il rilancio.

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