Fca: Corte Suprema Usa non ferma class action su rischio hacker in vetture

La Corte Suprema americana ha spianato la strada a uno dei primi processi, previsto a marzo, che ruota attorno alle intrusioni di pirati informatici nelle vetture. Quel processo determinerà se il proprietario di un veicolo può denunciarne il produttore per potenziali danni anche se il veicolo stesso non è stato colpito da hacker.

Il massimo organo giudiziario americano non ha bloccato una class action che chiama in causa Fiat Chrysler Automobiles e le accuse che le sue Jeep e i suoi pickup truck possono essere hackerati. Nel 2015 i proprietari americani di tre vetture lanciarono una causa contro la divisione Usa dell'italo-americana Fca e contro Harman International Industries, controllata della sudcoreana Samsung Electronics che realizza i sistemi di infotainment in vari veicoli Fca a marchio Ram, Dodge, Jeep e Chrysler. La loro tesi - rispinta dalle due aziende - è che quei sistemi possono essere hackerati compromettendo le funzioni dei veicoli e che i due gruppi sapevano di tali rischi da anni.

Il caso suscitò grande attenzione in quell'anno, quando la rivista Wired pubblicò un articolo e un video che mostrava come due esperti di sicurezza informatica potevano prendere il controllo del climatizzatore, dello stereo e del motore di una Jeep Cherokee utilizzando un computer lontano chilometri dalla vettura. I due hacker - un ex analista della National Security Agency e il direttore di un'azienda specializzata in sicurezza - da anni avevano tentato di dimostrare la vulnerabilità delle auto ma prima della Jeep, lo avevano fatto usando un computer mentre erano seduti nelle vetture di cui intendevano prendere il controllo.

All'epoca Fca richiamò circa 1,4 milioni di vetture "nell'ambito della distribuzione di un software che isola veicoli connessi [a Internet] da manipolazioni esterne che, se non autorizzate, costituiscono un atto criminale". Fca disse che "nessuno difetto è stato trovato" ma che stava effettuando il richiamo "per eccesso di cautela".

La National Highway Safety Administration, l'agenzia parte del dipartimento americano dei Trasporti preposta alla sicurezza sulle strade, determinò che la questione era stata risolta. Anche per questo Fca è pronta al processo, in cui intende difendersi sostenendo che nessuno degli oltre 200mila membri della class action si è visto hackerare la propria vettura.

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