Fca: Elkann aperto a un merger (FT)

Il produttore italo-americano di auto avrebbe avuto contatti non solo con la francese Peugeot ma anche con gruppi cinesi e coreani
Fca

Il presidente di Fiat Chrysler Automobiles, John Elkann, sarebbe disposto a riaprire il capitolo dei merger. L'erede della famiglia Agnelli, azionista principale del produttore italo-americano di auto, vorrebbe diluire la partecipazione di Exor, la cassaforte di famiglia, in Fca se il gruppo unirà le forze con un'azienda rivale. E' il Financial Times a scriverlo, due giorni dopo indiscrezioni del Wall Street Journal secondo cui all'inizio del 2019 il francese PSA Group, che controlla il marchio Peugeot, aveva contatto Fca per un merger che avrebbe creato un gruppo da 45 miliardi di di dollari; stando al Wsj, proprio gli Agnelli sarebbero stati contrari.

Per l'FT, Fca ha avuto contatti non solo con PSA ma anche con gruppi coreani e cinesi. Queste manovre, si verificano dopo la morte shock lo scorso luglio dell'ex Ceo di Fca, Sergio Marchionne, colui che per primo aveva descritto l'esigenza dei merger per salvare capitali. Dopo avere cercato - inutilmente - di spiegare nel 2015 alla General Motors di Mary Barra il senso di una tale fusione,  Marchionne si concentrò sulla crescita organica del gruppo, che sotto la sua guida è arrivato ad azzerare il debito grazie anche ai margini garantiti dai veicoli più redditizi, Jeep e Ram.

Ora Elkann, sembra volere rispolverare i piani di Marchionne in una fase in cui il mercato cinese delle quattro ruote - che rappresenta quello a più rapida crescita - sta rallentando. Mike Manley, durante il suo primo Salone di Detroit nei panni di Ceo, aveva detto che "sarebbe stupido" per lui non essere aperto ad analizzare eventuali partnership o merger. Ma con chi? Per Fca, Peugeot non è molto interessante essenso esposta al mercato europeo ormai saturo. La tedesca Volkswagen sarebbe appetibile, vista la sua presenza crescente in Nord America, ma a gennaio ha annunciato una alleanza con l'americana Ford.

A chi pensa allora Elkann? L'FT non lo dice ma riferisce che l'erede Agnelli è stato in prima linea quando a ottobre Fca ha negoziato la cessione di Magneti Marelli ai giapponesi di Calsonic Kansei per 7,2 miliardi di dollari. E lui - che attraverso Exor controlla anche la Juventus, l'Economist e il riassicuratore americano Partner Re - era alla cena di stato di venerdì 22 marzo tenutasi a Roma con il presidente cinese Xi Jinping. Ora che l'Italia è diventata la prima nazione del G7 a sottoscrivere (contro il volere degli Usa) la Belt and Road initiative, chissà che Fca non guardi alla Cina come un ulteriore fronte di opportunità.



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