Fca: Marchionne conferma i target al 2018, non sono fantasmagorici

Il Ceo promette un'azienda senza debiti e con una redditività migliore. Scorporo Alfa e Maserati non nei piani. Magneti Marelli "non essenziale" per il gruppo. Avanti a lavorare con Google sui veicoli autonomi. Il piano di successione procede

Detroit - Sergio Marchionne è stato categorico: la cosa più importante è raggiungere gli obiettivi del piano industriale al 2018, che è "sacro". E' questo quello su cui l'amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles intende concentrarsi per liberare l'azienda dal debito e migliorarne la redditività.

Merger? Non inseguiamo nessuno
E nessuno lo può distrarre, tanto meno le ipotesi di una fusione perché lui "non sta inseguendo nessuno, sono stato respinto [da General Motors] e ora non stiamo guardando a nulla". L'idea di un consolidamento per lui necessario - così come descritto nell'aprile 2015 nelle sue 'Confessions of a capital junkie', confessioni di un drogato di capitale - "era valida nel 2015, lo era nel 2016 e lo è ancora ma nessuno ha voluto danzare e la musica si è fermata". Eppure il manager italo-americano ha precisato: "Per quel poco che capisco" un matrimonio tra il suo gruppo e quello guidato da Mary Barra "potrebbe piacere" a Donald Trump (oltre che a lui stesso visto che nel gruppo numero uno in Usa vedeva un partner ideale).

Scorporo Alfa e Maserati non è nei piani. Magneti Marelli non essenziale per Fca
Quanto alle discussioni con partner potenziali per la produzione di berline, "restano aperte ma non abbiamo trovato una proposta interessante sia dal punto di vista dell'architettura sia dei costi". Quello delle berline è un segmento poco promettende che ha portato a dicembre allo stop alla produzione della Chrysler 200 e del Dodge Dart, auto che a sua detta sono state "le meno gratificanti finanziariamente parlando degli ultimi otto anni". E uno spin off di Alfa Romeo e Maserati da Fca non è nei piani. Quando alla cessione di Magneti Marelli, Marchionne ha spiegato che "la domanda è se è essenziale per Fca. La risposta è no".

Si continua a lavorare con Google. No alla Silicon Valley in Michigan
Mentre certe discussioni sono tramontate, altre invece continuano. E' il caso di quelle con Google e altri fornitori di tecnologia per veicoli autonomi. Comunque sia, Marchionne "non intende ricreare la Silicon Valley in Michigan, prima di tutto perché fa troppo freddo e soprattutto ci sono cose che succedono nella Silicon Valley che non posso ricreare in Michigan".

A chi gli ha fatto notare che Gm e Ford stanno investendo nell'auto autonoma mentre Fca ha scelto di unirsi in partnership a Waymo (il progetto della self driving car scorporata da Google dalla controllante Alphabet), Marchionne ha detto: "Non facciamo tanto rumore ma stiamo investendo, il nostro staff cresce, stiamo reclutando ingegneri". Il Ceo ha precisato che per Fca "è stato cruciale" imparare il modo in cui i sistemi usati da Waymo sono stati integrati su una vettura per renderla autonoma, ossia il minivan ibrido Pacifica di cui Fca ha fornito 100 esemplari e di cui intende consegnarne molti altri. Marchionne ha poi avvertito: "Dobbiamo stare attenti a fare cose in casa se non le sappiamo fare". 

Cedola in arrivo forse prima del 2018, piano di successione procede
Marchionne ha mostrato una fiducia totale nella capacità dell'azienda di centrare gli obiettivi finanziari che "non sono così fantasmagorici come il mercato pensava". Confermando tutti i target al 2018, il Ceo ha detto che "forse un po' prima" di quell'anno Fca potrebbe distribuire una cedola. Restano tre i numeri chiave che il manager italo-canadese intende raggiungere: "9 miliardi [di euro] di utili operativi, cinque miliardi di cassa e 5 miliardi di utili netti" adjusted. Annunciando di avere condotto degli stress test per il post 2018 e presupponendo il raggiungimento di quei numeri, Marchionne ha garantito: "La solidità finanziaria non cambierà" anche in caso di un peggioramento dell'andamento del settore auto. Insomma, l'eredità che Marchionne vuole lasciare è un'azienda redditizia (non a caso punta su Suv e pickup) e senza debiti. Poi potrà firmare quello che lui spera sia il suo ultimo bilancio, quello del 2018 appunto. "Sono rimasti otto trimestri, io preferisco contarli in trimestri...non sono molti", ha continuato spiegando che il piano di successione "procede bene" ed è una successione "tutta interna". Un annuncio di chi prenderà le redini dell'azienda al suo posto "dipenderà dal consiglio" di amministrazione dell'azienda. Ma per quello c'è tempo: l'obiettivo di Marchionne "è completare il piano al 2018".